
Dopo una settimana di stop, il Circus della Formula 1 fa tappa in uno dei circuiti su cui è nato questo sport, il Circuito di Monte Carlo.
Il Gran Premio di Monaco che si correrà questa domenica, è uno dei più prestigiosi in assoluto perché sulle strade del Principato si riesce sempre a vedere la differenza tra il campione e il semplice pilota.
Quello di Monaco è un circuito molto breve, misura appena 3,337 km ed è stato ricavato unendo le strade che percorrono la costa monegasca.
La gara di Monte Carlo è molto particolare per molti aspetti.
Prima di tutto le vetture percorrono i 78 giri di gara ad un passo dalle case in cui le persone vivono tutti i giorni e questa è una caratteristica unica che il circuito di Baku ha cercato di imitare.
Seconda cosa la gara non è mai molto spettacolare, i sorpassi sono sempre pochi e molti di questi vengono fatti grazie alle strategie del muretto box. Tutto questo si fa riferimento allo scorso anno, mentre quest’anno le vetture sono più larghe e le gomme, che analizzeremo dopo, hanno un degrado quasi nullo. Insomma ci sono tutti i presupposti per una gara che si deciderà nel giro di qualifica del sabato perché salvo errori da parte dei piloti le posizioni risulteranno congelate dopo la prima curva, ma occhio alle strategie.
Quei pochi, ma spettacolari sorpassi che eravamo abituati a vedere saranno resi impossibili anche dall’effetto che queste monoposto causano quando si trovano in scia, ovvero diventano inguidabili e nervose oltre ad evidenti problemi di sottosterzo e sarà quasi inutile la zona DRS sul rettilineo del traguardo. Morale della favola se domenica assisteremo a dei sorpassi in pista saranno veramente fuori dall’ordinario e sfioreranno lo straordinario.
Terza e ultima particolarità di questo tracciato è l’impegno.
Se prima abbiamo detto che per i tifosi può non essere così spettacolare, per i piloti è una vera e propria sfida, non fisica, ma psicologica.
Il tracciato non richiede molto dal punto di vista fisico, ma la concentrazione deve essere al massimo per tutto il week-end. Un errore viene pagato caro e quindi bisogna essere precisi ad ogni curva perché anche pochi centimetri possono fare la differenza tra segnare il miglior tempo o stamparsi su un guardrail.
Fatta una breve introduzione al tracciato e alle sue caratteristiche ci apprestiamo, come ormai facciamo per ogni tracciato ad analizzare le gomme portate dalla Pirelli per questa edizione del Gran Premio di Monaco.
Le gomme designate sono state naturalmente le tre piĂą morbide che giĂ lo scorso anno si comportarono molto bene.
Vedremo le Ultrasoft (banda viola), Supersoft (banda rossa) e Soft (banda gialla), ma quest’ultima avrà soltanto un ruolo da comparsa perché visto il basso degrado che presentano questi nuovi pneumatici, difficilmente vedremo la gomma gialla in pista domenica.
La Pirelli ci ha inoltre fornito i 5 parametri con cui classifica ogni tracciato e che permettono ai tecnici della casa milanese di scegliere quali mescole di pneumatici portare.
I 5 parametri sono: Deportanza, Aderenza asfalto, Forze laterali, Abrasione asfalto e Stress per gli pneumatici.
Questi valori vengono classificati in base ad una scala numerica che va da 1 (minimo) a 5 (massimo) e come detto nell’introduzione tutti i valori hanno il valore minimo, ovvero 1, tranne la deportanza richiesta alle vetture che in questo caso è massima ovvero 5.
Il circuito di Monaco quindi non affatto impegnativo per la gomma e la Pirelli prevede una sola sosta obbligatoria per regolamento in cui i team passeranno dalle gomme Ultrasoft alle gomme Supersoft.
Per quanto riguarda invece le pressioni minime che verranno controllate alla partenza saranno di 19 psi sull’anteriore e 18 psi sul posteriore.
Come si può ben notare le pressioni sono state abbassate di molto visto che in genere eravamo abituati a valori oltre i 21 psi e questo è accaduto perché la Pirelli si è accorta che alcuni team “ritoccavano” i propri dati alzandoli rispetto alla previsione.
Questo trucchetto aveva come fine la decisione della Pirelli di alzare le pressioni delle gomme e quindi questi team ne avrebbero tratto del vantaggio, ma non è stato reso noto chi faceva questo giochetto,
Per quanto riguarda il camber si va da -4,25° sull’anteriore e -3,00° sul posteriore.
Prima di riportare le parole di Mario Isola ricordiamo ai nostri lettori tre fatti importanti per questo week-end.
Le prove libere si correranno il giovedì come da trazione e non il solito venerdì.
Fernando Alonso non correrà il GP di Monaco per provare a vincere la 500 Miglia di Indianapolis, altra corsa molto prestigiosa che assieme alla 24Ore di Le Mans e al Gran Premio di Monaco formano la “Triple Crown” dell’automobilismo e per ora soltanto il padre di Damon Hill, Graham Hill è riuscito in questa storica impresa.
Per la prima volta da inizio stagione sono stati i piloti a scegliere il numero di set di gomme da portare per questo week-end di gara e da ora in avanti si seguirĂ questa regola.
Riportiamo adesso le parole di Mario Isola, Responsabile del settore Motorsport della Pirelli: “La scelta di portare a Monaco le tre mescole più morbide è quasi scontata, anche se c’è molto spazio per strategie diverse, perché su questo tracciato l’usura e il degrado sono così bassi che le squadre possono scegliere di effettuare la sosta in qualsiasi momento. Si prevede un unico pit-stop con partenza su ultrasoft e secondo stint su supersoft”.
Quindi tutti i team avranno soltanto un colpo in canna da sparare nel momento giusto e questo potrĂ fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
[nggallery id=323]