Prima o poi dovevamo aspettarcelo! L’editoriale del direttore di AutoSprint contro chi, scrive di F1 in rete, è finalmente arrivato! “Internet – scrive Alberto Sabbatini – dà potere esagerato ad alcuni tifosi che sparano verità senza saperne”.
// l’editoriale completo lo trovate in fondo a questo post //
Anche se chi vi scrive non mi sento “tirato in ballo” in prima persona, devo dire che, dopo averlo letto su facebook grazie al post del fotografo Ercole Colombo, le dita hanno incominciato subito a prudermi e qualche cosa da dire ce l’ho!
PREMESSA
Chi scrive ha intere annate di Autosprint, ancora ben conservate, scrive di F1 per passione da oltre 15 anni, ha una laurea in Ingegneria Aerospaziale (il che non guasta in questo “sport”), un tesserino da giornalista in tasca, ha avuto la fortuna di provare da passeggero una F1 biposto e guidato anche in pista una vera Formula 1!
Tutto ciò premesso…
LA CARTA STAMPATA NON E’ INTERNET
Caro Direttore, chi come lei si è avvicinato da poco alla rete, incontra le note difficoltà di chi, per anni, ha scritto le proprie verità, giuste o sbagliate che fossero, su altri mezzi e mai ha voluto o potuto confrontarsi con i suoi lettori. In rete non è così: lei la pensa in un modo, altri, per fortuna, la pensano in un altro e lo dicono. Non per questo gli “esperti” di Formula 1 stanno tutti da una parte! La rete, mi creda, non dà nessun potere a nessuno: smettiamola con queste sterili accuse ad un mezzo che, fortunatamente, aiuta invece a dar voce a molti appassionati che amano questo sport! Inutile poi ergersi a paladini della verità: anche voi di AutoSprint, spesso avete scritto cose che poi non si sono neanche lontanamente avverate. E’ così, fa parte del “gioco” ma, mentre fino a qualche anno fa potevate fare il bello e il cattivo tempo, visto il monopolio sulla carta stampata, ora con internet non è più così: AutoSprint è una testata come tante e, fortunatamente, il popolo della rete, che lei dice “spara verità senza saperne”, sa bene chi e cosa leggere!
SU WEBBER QUALCUNO NON LA PENSA COME LEI: BEN VENGA!
Sabbatini ritiene che la strategia su tre soste di Webber era inevitabile, visto che il pilota australiano aveva un degrado gomme più importante del compagno Vettel. Bene, io ed altri la pensiamo diversamente e, caro direttore, i tempi sul giro (giro dopo giro), li guardiamo da prima che lei approcciasse il web, oppure scoprisse la differenza tra un post e un blog!
Polemiche a parte, guardiamoli questi tempi sul giro. Qui sotto abbiamo riportato tutti i tempi di Grosjaen (1° nelle fasi iniziali della gara) di Vettel e di Webber. Il primo numero indica il giro in gara, la “P” il pit stop e, a seguire, il tempo sul giro. Il commento dopo la lista dei tempi.
VETTEL WEBBER GROSJEAN 1 15:05:23 1 15:05:22 1 15:05:21 2 1:39.876 2 1:39.512 2 1:39.527 3 1:39.450 3 1:39.071 3 1:38.827 4 1:38.882 4 1:38.851 4 1:38.651 5 1:39.001 5 1:38.897 5 1:39.107 6 1:39.460 6 1:38.838 6 1:38.548 7 1:38.871 7 1:39.182 7 1:38.907 8 1:38.835 8 1:39.321 8 1:38.958 9 1:39.721 9 1:39.170 9 1:38.830 10 1:39.107 10 1:39.419 10 1:39.016 11 1:39.065 11P 1:41.502 11 1:38.835 12 1:38.943 12 1:57.553 12P 1:41.171 13 1:38.958 13 1:37.913 13 1:57.857 14P 1:41.755 14 1:37.978 14 1:37.691 15 1:56.366 15 1:37.786 15 1:37.901 16 1:37.445 16 1:38.156 16 1:38.037 17 1:37.978 17 1:37.754 17 1:37.880 18 1:37.837 18 1:37.919 18 1:37.883 19 1:37.692 19 1:37.983 19 1:37.619 20 1:37.699 20 1:37.907 20 1:37.781 21 1:37.594 21 1:37.878 21 1:37.881 22 1:37.732 22 1:37.747 22 1:38.027 23 1:37.669 23 1:37.430 23 1:38.072 24 1:37.514 24 1:37.797 24 1:38.380 25 1:37.963 25P 1:39.982 25 1:37.885 26 1:36.971 26 1:54.678 26 1:37.905 27 1:37.471 27 1:36.012 27 1:38.148 28 1:37.464 28 1:36.337 28 1:38.030 29 1:37.592 29 1:36.423 29P 1:40.637 30 1:37.098 30 1:36.283 30 1:56.268 31 1:36.897 31 1:36.223 31 1:36.512 32 1:36.949 32 1:36.095 32 1:36.680 33 1:37.098 33 1:36.061 33 1:36.854 34 1:37.066 34 1:36.175 34 1:36.794 35 1:36.994 35 1:36.296 35 1:37.138 36 1:37.381 36 1:36.048 36 1:37.025 37P 1:40.736 37 1:36.076 37 1:36.795 38 1:54.588 38 1:36.120 38 1:36.897 39 1:35.317 39 1:36.139 39 1:36.626 40 1:36.238 40 1:36.224 40 1:36.937 41 1:35.725 41 1:36.390 41 1:37.745 42 1:35.336 42P 1:38.820 42 1:36.300 43 1:35.334 43 1:54.313 43 1:36.135 44 1:35.607 44 1:34.587 44 1:36.102 45 1:35.558 45 1:34.641 45 1:36.472 46 1:35.338 46 1:35.983 46 1:36.448 47 1:35.422 47 1:36.243 47 1:36.196 48 1:35.941 48 1:35.959 48 1:35.991 49 1:37.225 49 1:36.525 49 1:36.544 50 1:35.689 50 1:36.385 50 1:36.358 51 1:35.993 51 1:37.231 51 1:37.476 52 1:35.819 52 1:36.221 52 1:37.906 53 1:37.410 53 1:35.479 53 1:36.747
Nella prima parte di gara, Webber (2°) si manteneva a pochi secondi di distanza da Grosjean (1°), girando su tempi abbastanza vicini al leader. La stessa cosa si può dire di Vettel (3°). Analizzando i tempi sul giro, dal secondo al decimo passaggio (Webber si fermerà poi all’11°), Grosjean ha realizzato 4 giri con tempi migliori dei due piloti Red Bull che, a loro volta, hanno realizzato due tornate a testa più veloci! Il giro prima del rientro, l’australiano è 3 decimi più lento del tedesco ma ciò non può essere considerato un calo prestazionale tale da giustificare una sosta così anticipata. Il muretto Red Bull lo ha forse richiamato per anticipare la sosta di Grosjean? Vero, perchè il giro dopo il francesese viene richiamato ai box. E’ con la seconda sosta che a Webber rovinano però la gara e la possibilità di lottare ad armi pari con Vettel. L’australiano percorre solamente 14 giri, nel suo secondo stint di gara: pochi, pochissimi e su tempi del tutto in linea con i suoi più diretti avversari! Vettel, con le stesse gomme copre 23 giri! Idem Grosjean che, anticipa la seconda sosta per poi coprire 24 giri nel finale di gara! Detto questo, a nostro avviso, la scelta strategica delle tre soste era e resta peggiore di quella a due fermate e il secondo posto finale di Webber è lì a dimostrare che chi gli stava dietro e ha optato per due sole soste, alla fine, gli è arrivato davanti!
Tornando a lei, caro direttore, anziché scagliarsi contro chi prova a dare una visione diversa dalla santa verità di AutoSprint, che non è tale, affronti nei suoi editoriali temi più vicini al mondo delle corse e li pubblichi prima sul web e poi sul vecchio supporto cartaceo!
Scritto da: Andrea Gallazzi
QUI SOTTO IL POST DI ERCOLE COLOMBO E L’EDITORIALE DI ALBERTO SABBATINI (AUSTOSPRINT)
