In questo iniziato di stagione abbiamo sentito e letto molte critiche verso questa nuova F1, cosa che avrebbe allontanato i tifosi. Tra le critiche più diffuse vi è quella riguardante il sound di queste nuove Power Unit V6, con un “rombo” più ovattato e devole, molto differente dal quelli propulsori V8 che abbiamo avuto fino alla passata stagione.
Gian Carlo Minardi, invece, è convinto che i problemi derivino principalmente da altri settori: “La F1 ha preso una strada difficile e in salita e, forse, sono state mette insieme e velocemente troppe novità, ma sono certo che presto saprà regalarci numerose soddisfazioni. Nei primi due appuntamenti abbiamo visto un compattamento delle prestazioni con ben 12-13 vetture racchiuse in 1. Questo è estremamente positivo dal lato tecnico, soprattutto se pensiamo che solamente nei test in Bahrein i team avevano accusato tantissimi problemi – ha commentato il manager faentino al sito minardi.it -. Nel giro di qualche gran premio, che quello che oggi viene definito come noia, sarà ribaltato in gare entusiasmanti”.
Bisogna ricordare, inoltre, che le tecnologie che vengono sviluppate in Formula 1 hanno lo scopo di poter essere applicate, per quanto possibile, sulle vetture stradali che utilizziamo quotidianamente: “Il mondo va verso una direzione e l’inquinamento acustico, il risparmio energetico e i consumi sono temi attuali. Grazie alle risorse messe a disposizione del Circus si potranno trovare velocemente delle soluzioni. In Italia, ad esempio, tutti gli autodromi devono lottare contro le leggi sull’inquinamento acustico che ne limita l’attività in pista – ha proseguito Minardi-. In questi giorni ho sentito che gli appassionati scapperebbero dalla F.1 perché le macchine non fanno più rumore. Ma siamo sicuri che il problema principale sia proprio il rombo dei V6 Turbo? Su milioni di spettatori che la domenica guardano il gran premio in tutto il mondi gli unici, eventualmente con diritto di lamentela, sarebbero i fans presenti all’Albert Park e a Sepang. Tutti gli altri hanno assistito alle gare seduti davanti ad un televisore”.
Se posso permettermi una critica al Sig. Minardi, da appassionato di Formula 1, vorrei sottolineare che il sound, vero, è un problema minore, ma fa sempre la sua parte. Immaginate di essere in strada: vi passano affianco prima una Fiat e poi una Ferrari: verso cosa vi girerete? Quando vi passa vicino una Ferrari (o una Lamborghini, giusto per rimanere in tema di auto “italiane”) non vi scorre un brivido lungo la schiena nel sentire i possenti rombi di queste vetture? È un fattore che fa la differenza. Per quanto riguarda la questione degli spettatori al televisore (io compreso), nella passata stagione durante gli onboard sentivi dei motori possenti, che davano la sensazione di essere li con la vettura stessa, emozione che, con le nuove power unit, non ho provato. Avete presente i film fantascientifici, in cui ci sono le navi da guerra che vanno nello spazio a combattere? In scalata questi nuovi V6 mi ricordano tanto quell’effetto. Non trasmette più quell’emozione, quella sensazione di brivido.
“Invece di fare processi alle intenzioni – ha continuato Minardi – gli addetti ai lavori dovrebbero parlare di cose serie come le penalità, la loro gestione da parte della FIA e la soggettività di chi giudica. Queste sono il male della F1. Le decisioni ai danni di Magnussen, in particolar modo, e Ricciardo mi spaventano e danneggiano l’ambiente. Andando su questa strada ci priveranno di quei possibili duelli che fatto parte del DNA delle corse e che hanno contribuito a scrivere la storia di questo sport, oltre a far innamorare il tifoso. Con il metro di oggi i duelli leggendari Villeneuve-Arnoux targato Digione 1979 o Piquet-Senna in Ungheria sarebbero da ergastolo. Domenica il pilota della McLaren è stato penalizzato pesantemente per un normalissimo contatto di gara tant’è che lo stesso Raikkonen, a caldo, aveva ammesso di non aver capito cosa fosse successo. Stiamo parlando di una toccata tra una porzione dell’ala anteriore destra e una ruota posteriore. Capisco il discorso sulla sicurezza, ma se non accettiamo neanche più questi episodi allora non ci resta anche andare a giocare coi videogiochi. Sul fronte Red Bull i commissari sportivi sono riusciti a penalizzare ben due volte Ricciardo pur non avendo nessuna colpa. Il team si è subito accorto che la ruota non era fissata bene e così, prima che tornasse in pista, è stato fermato e riportato nella piazzola. Che pericolo ha creato? Quello che mi spaventa maggiormente comunque è la non oggettività nelle decisioni dei commissari visto che il gruppo di lavoro cambia ad ogni appuntamento. Nello stesso gran premio poi non è stata presa nessuna decisione in merito al comportamento di Vettel, che ha stretto a muro Nico Rosberg. Quella si che è una situazione di pericolo”.
Quello appena descritto da Minardi, a mio avviso, non è il vero problema della Formula 1, ma una piccola problematica che andandosi a sommare con le altre sta allontanando i tifosi dallo sport più bello al mondo. Purtroppo, però, ha ragione: le penalità di domenica sono veramente esagerate. L’incidente tra Raikkonen e Magnussen, per citarne uno, è stato un semplice episodio! Il finlandese ha preso una traiettoria più larga, il danese una più stretta: è successo. Vero, Raikkonen ha concluso lì la sua gara, ma è un episodio che può succedere! Non dimentichiamoci che questi guidano vetture a oltre 300 km/h! Dobbiamo anche aggiungere che queste ali anteriori, ormai, sono diventate più affilate di un coltello. Vediamo 5/6 profili alari e se ne perdi uno sei nei guai, devi subito tornare ai box. Tempo fa l’alettone era composto da un pezzo e due profili nella parte più esterna: finiva lì. Mi ricordo Villeneuve che girava sotto la pioggia senza l’alettone anteriore: oggi invece, nulla di tutto ciò! Neanche con le vetture 2008, che erano la massima espressione dell’aerodinamica, gli alettoni erano così ricchi di appendici. Bisognerebbe rendere tutto più semplice.
Per concludere con il discorso sulla sicurezza e le penalità: Minardi ha fatto riferimento all’episodio di Ricciardo. Ha ragione! Che colpa ne ha il povero Daniel se i meccanici sbagliano e non gli fissano a dovere la ruota? La penalità dovrebbe essere data alla squadra, non al pilota che colpe, a mio modesto avviso, non ne ha. Diverso è il discorso sulla sicurezza. Ricciardo si è fermato a metà pit-lane con uno pneumatico che stava per stare uscire dalla sua posizione: immaginate se si fosse ripetuto l’incidente avvenuto in Germania lo scorso anno? Inoltre gli stessi meccanici Red Bull hanno riportato in “retro” Ricciardo per buona parte della pit-lane. Se questa non è un problema di sicurezza.
Minardi, però, ha forntito anche la soluzione al problema:” La FIA deve intervenire velocemente scegliendo un gruppo di lavoro unico e uguale per tutti i Gran Premi. In questo modo si eviterebbe, velocemente, il verificarsi di episodi spiacevoli, condizionando il risultato di una gara attraverso decisioni non omogenee – ha concluso Minardi -. E poi non priviamo i piloti dell’emozione di tentare una staccata al limite per paura di incorrere in una penalità”.
