Pagelle a caldo per questo Gran Premio d’Austria, ottavo appuntamento del mondiale 2014 di Formula 1. Un week end che ci ha regalato una Williams molto competitiva e un ritorno di fiamma Ferrari. Anche la Rossa ha mostrato qualche segno di ripresa con un passo gara non inferiore, escludendo il primo stint con le supersoft, al pari di Williams e Mercedes. Mercedes protagonista in tutti i sensi: non solo il team ufficiale ha ottenuto l’ennesima doppietta stagionale, ma ha piazzato ben 7 vetture dotate della Power Unit tedesca nelle prime 10 posizioni. A chi va tutto storto, strano a dirlo, è alla Red Bull: sul circuito di casa steccano. Vettel, Vergne e Kvyat (tenendo in considerazione il team satellite) si ritirano e a salvare la faccia alla scuderia austriaca è, come al solito, Ricciardo.
Nico Rosberg: 9.
Nico Rosberg merita un 9 tondo oggi: dopo una probabile prima fila persa, causa bandiere gialle dovute al testacoda del compagno di squadra in Q3 (Monaco remake), fa una gara molto intelligente, gestendo al meglio ogni singolo metro. Mai una sbavatura e quando c’è bisogno di spingere, ovvero durante il periodo di pazzia che regna in Williams, lo fa. Bravo nel finale a gestire Hamilton, guadagnando il giusto margine per andare verso il sesto successo in carriera, il terzo della stagione. Un’altra vittoria portata a casa che gli permettere di allungare a 29 punti il distacco su luigino Hamilton. Per concludere, una piccola riflessione: Rosberg non sarà il pilota più veloce ma, dalla sua, ha un’arma vincente, la testa e, in questi ultimi Gran Premi, si sta facendo sentire.
Lewis Hamilton: 8.
Sia Wolff che Lauda hanno parlato di errore del pilota: quando, sul finire della Q3, vedi Lewis Hamilton perdere il posteriore in quel modo mai si potrebbe pensare che sia dovuto ad un suo errore, specie se noti del fumo che esce dal posteriore in frenata.. Dalla Mercedes vogliono farci credere così, poi c’è chi la pensa diversamente… Parte, quindi 9: questo non ferma Lewis che recupera ben 5 posizioni solamente nel primo giro, portandosi subito al ridosso del compagno di squadra e del duo Williams. Solo per il primo giro gli darei direttamente 10, ma le notizie positive, purtroppo per lui, finiscono qui. A fine gara non riesce a dare la zampata vincente che serviva assolutamente: ormai ciò che conta è la guerra psicologica tra i due. Questo è il primo vero Gran Premio che Hamilton perde per la pura prestazione e non per guasti/ritiri. L’anglo-caraibico è sembrato parecchio nervoso questo week end, forse qualche sua certezza inizia a scricchiolare. Insomma, quello che ci ha portato a questo 8 conclusivo è proprio la mancanza dell’attacco finale che, da uno come lui, ti aspetti.
Valterri Bottas: 8.
Ci sono due modi di vedere la gara della Williams: il primo non può essere quello delle tattiche sbagliate al pit. Monopolizzi la prima fila e cosa fai? Sbagli i pit stop? Il primo di Valterri in ritardo di ben 2 giri rispetto alla compagnia tedesca, il secondo ancora una volta dopo i rivali. Insomma, in gara al muretto Williams hanno ben pensato di restituire il favore alla Mercedes, dopo una prima fila quasi regalata. D’altra parte, però, la corsa del team inglese può essere inquadrata in un altro modo: e se stessero facendo gara sulle Ferrari che avevano un passo equiparabile al loro, dando per certo che le Mercedes erano imprendibili? Difficile inquadrare sul cosa abbiano pensato oggi i ragazzi al box, perché possiamo definire la gara o un disastro o un successo, il margine è sottile. Da sottolineare, comunque, che la Mercedes ha avuto un certo vantaggio rispetto agli avversari: il podio di Bottas è da considerarsi, quindi, un grande risultato, visti i soli 10 secondi presi sul traguardo. Il finlandese si è dimostrato essere un pilota concreto e all’altezza della situazione, andando a confermare quanto di buono visto in questa prima parte di stagione.
Felipe Massa: 7.
Probabilmente la delusione di giornata. Grazie all’esaltante pole di sabato, la prima dal quel nefasto Gran premio del Brasile 2008, Felipe si prende una bella rivincita sui suoi detrattori: è lecito, a quel punto, aspettarti almeno un podio. Parte bene, resta al comando fino al primo stint quando perde la posizione dal trio Rosberg Bottas Hamilton. Da li inizia un lungo e lento declino che lo vede distante dai rivali, mentre il suo compagno di squadra lotta come un leone per un risultato di grande prestigio. Alla fine vede anche Alonso negli specchietti ma riesce a mantenere la sua quarta posizione fino al traguardo. Era lecito aspettarsi di più: se non il podio, perlomeno riuscire a stare con il compagno di squadra. È il tipico esempio da “voglio ma non posso”. Se in Canada era colpa del team la mancata vittoria, a causa di due pit stop che più disastrosi non si poteva, in Austria si è tirato da solo la zappa sui piedi.
Fernando Alonso: 9.
Dopo il Gran Premio del Canada aleggiava un certo pessimismo in casa Ferrari: gli aggiornamenti portati avevano funzionato ma, causa le alte temperature, erano stati abbandonati al loro destino in una cassa rossa in attesa del Gran Premio d’Austria. Provati nel corso delle libere avevano dato buone impressioni e un passo avanti sembrava esserci: balzo che si è confermato in qualifica con la prima seconda fila di stagione. Il problema di oggi è dovuto tutto al primo stint con le supersoft: i 10 e passa secondi presi hanno mostrato come questa vettura abbia difficoltà nel mandare in temperatura le gomme e non riesca a mantenere il passo con gli avversari con la mescola più soffice. Un vero peccato perché quanto ha fatto nel secondo stint di gara con le soft è impressionate: costantemente il più veloce in pista. A fine gara non riesce ad attaccare Massa causa problemi di consumo carburante: una vera tegola per la Power Unit del Cavallino. Senz’altro un week end positivo sia per Fernando sia per Ferrari con buoni segnali per il futuro. Unica pecca di giornata? Nelle interviste è meglio evitare riferimenti ad altri…
Sergio Perez: 10.
Su Sky davano la Force India per spacciata, la più debole dei motorizzati Mercedes. Invece Sergio Perez ha fatto un altro garone: dopo l’impresa sfiorata del Canada, rovinata all’ultimo giro da uno sciocco incidente per cui si è preso anche 5 posizioni di penalità in griglia qui in Austria, sfodera un’altra gara da cineteca. Parte 16° e arriva 6°: ma è quello che ci sta in mezzo che sorprende. Grazie ad una strategia ben organizzata riesce ad andare al comando della gara portandosi dietro il trenino formato dalle due Mercedes e dalle due Williams. La cosa che realmente sorprende è che ha anche il passo per rimanere davanti fino a quando le gomme di botto cedono: unica pecca della Force India è che a quel punto si doveva pensare subito al pit stop invece di attendere e fargli perdere posizioni su posizioni. Nel finale di gara con le superosft si scatena e fa segnare il giro veloce della corsa. Un’ottima corsa per lui che si dimostra un mago quando deve gestire le gomme.
Kevin Magnussen: 6,5.
Una buona gara quella dell’inglese, senza acuti ma senza sbagli: stacca di 20″ il compagno di team e guadagna qualche altro punto. Tanta gavetta per il giovane danese che alterna gare d’alto livello a grandi disastri. Deve trovare costanza e i risultati arriveranno.
Daniel Ricciardo: 6,5.
Salva l’onore della Red Bull e dei motorizzati Renault nel disastro austriaco. Una gara anonima per i suoi standard di inizio stagione: la poca potenza della Power Unit e il feeling inesistente tra la sua vettura e il circuito di proprietà del patron Red Bull, che sembra quasi un controsenso, fanno si che Daniel non possa esprimersi al meglio. Capolavoro il sorpasso all’ultimo giro su Nico Hulkenberg.
Nico Hulkenberg: 5.
Quando Sergio Perez va forte Nico Hulkenberg si perde. Quando, invece, è Hulkenberg ad andare forte è Perez a perdersi. Strano.
Coincidenze a parte, questo week end non è da considerare tra i migliori per Nico. Delude in qualifica e poco consistente in gara. 2 punticini guadagnati che, certamente, non possono essere motivo di soddisfazioni per il tedesco.
Kimi Raikkonen: 5.
Tanta delusione per Kimi Raikkonen. Risultato a parte, è stato costantemente più lento del compagno di squadra, sia in qualifica che in gara. Gli errori commessi nel Q3 gli pregiudicano qualche posizione più avanti in griglia. In gara scatta male e rimane bloccato nel traffico: oltretutto il passo sulle supersoft lo si può considerare come un vero e proprio naufragio. A metà gara tira fuori gli artigli e sfodera il passo Mercedes prima di abbandonarsi ai problemi di consumo. Eloquente il team radio in cui richiede al team più potenza per abbassare il proprio ritmo di 2/3 decimi al giro. Se in Canada erano stati i problemi di motore ad affliggere il finlandese, qui in Austria si sono fatte sentire la mancanza di feeling e di fiducia in una vettura con cui non riesce ad inserire l’avantreno in curva. Urge rimedio.
Jenson Button: 4,5.
Ultimo dei motorizzati Mercedes. Sicuramente da lui, uno dei 4 piloti che ha avuto modo di provare questo circuito ad inizio 2000 con le vetture di Formula 1, ci si aspettava qualcosa di più: dopo i problemi ai freni durante le libere non risulta competitivo ne in qualifica ne in gara.
Sebastian Vettel: s.v.
Ritrovarti fermo dopo poche curve non è certo ciò che ti aspetti prima della partenza. Dopo aver smanettato un po’ sul volante riesce a ripartire, ma con un giro di ritardo rispetto agli avversari. Continua nella speranza di una safety car fino a quando dai box optano per il ritiro per preservare il motore. Problemi a parte, in questo week end non è mai riuscito a fare un quadro preciso della situazione. Si volta pagina verso Silverstone.
Daniil Kvyat: 7.
Un vero peccato il ritiro, si pensa per il cedimento della sospensione, perché fino a quel punto aveva condotto un grande week end. Costante nelle prove libere e nella top ten in qualifica: aveva un buon passo per puntare ai punti.
Un plauso, infine, alla cornice di pubblico di Zeltweg: era da tanto tempo che non si vedeva così tanto pubblico. Bella atmosfera e belle sensazioni. Anche “Zio Bernie” era più che felice…
#F1 Live, #GpAustria: C'è anche un ringraziamento speciale da parte dello "zio Bernie" – http://t.co/qavKcZW3t6 pic.twitter.com/7YPn9otjg9
— CircusF1 Live (@CircusF1Live) 22 Giugno 2014
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