
Gran Premio di Germania scoppiettante: tanti sorpassi, tanti duelli e tanti contatti. Impossibile volere di più. Alla fine la spunta Nico Rosberg, una vittoria quasi “annunciata”: sul podio con il tedesco ci vanno anche un sontuoso Valtteri Bottas e un agguerrito Lewis Hamilton. Medaglia di legno per un ritrovato Sebastian Vettel: impossibile per lui (e per Fernando Alonso, 5°) puntare al podio con una situazione tecnica così palesemente inferiore rispetto alla Mercedes delle meraviglie e alla Williams. Delusione di giornata Kimi Raikkonen.
Nico Rosberg: 9.
Una vittoria quasi “annunciata”: in una sola settimana la vittoria nei campionati mondiali della sua nazionale di calcio e il matrimonio con la bella Vivian. Il successo di oggi va a coronare 7 giorni perfetti. Lasciano da parte le vicende extra-pista, oggi per lui è stato fin troppo semplice: con l’unico reale avversario, Lewis Hamilton, in 20° posizione in griglia (causa incidente in Q1) e quindi virtualmente fuori dai giochi per la vittoria, l’unico dovere di Rosberg era quello di amministrare la corsa ed arrivare in prima posizione sotto la bandiera a scacchi. Resta il dubbio, per i più in mala fede, su quella mancata Safety Car in occasione del testacoda di Sutil.
Valtteri Bottas: 10.
Grande qualifica, partenza salda, ritmo pazzesco, grande gestione gomma, 0 errori: stiamo parlando di Nico Rosberg? Di Lewis Hamilton? No, stiamo parlando di Valtteri Bottas! È il nostro secondo 10 consecutivo, segno che Valtteri Bottas inizia ad averci gusto: altra gara sontuosa che in tutto il week end non l’ha visto commettere neanche un errore. Qualifica chiusa a soli 2 decimi da Nico Rosberg (e questa è una mezza novità se escludiamo la pole di Massa in Austria), tempo che gli permette di conquistare la prima fila: sfrutta a dovere la sua occasione mantenendo un ritmo che i titolati campioni di Red Bull e Ferrari non possono permettersi. Nel finale tiene botta(s) su un arrembante Lewis Hamilton, guadagnandosi una meritatissima seconda posizione. Ma inizi pure il valzer che prevede la solita frase “è solo la macchina” per i più cechi..
Lewis Hamilton: 9.
Non è andato esattamente come voleva il week end per Lewis Hamilton. Tradito dal disco freno anteriore destro che lo manda a muro (con una decelerazione di 30G) in qualifica è costretto a partire in 20° posizione a causa di un’ulteriore penalizzazione per la sostituzione del cambio, distrutto dopo l’incidente in Q1. Si scatena recuperando posizioni su posizioni, anche a suon di sportellate: sicuramente si potevano evitare visto che rovina la gara di Kimi Raikkonen e la sua, andando a “distruggere” parte della sua ala anteriore in un contatto con Jenson Button, fattori che influenzano il voto. Tra l’altro, quel pezzo mancante, segna pesantemente la sua gara, in quanto un’ala mezza rovinata da del graining sull’anteriore sinistra che non gli permette di superare Bottas nelle fasi finali. Forse un po’ troppo garibaldino ma, in fin dei conti, ci regala emozioni e sorpassi: un’idea per il caro zio Bernie, vista la loro superiorità, sarebbe quella di far partire le due Mercedes in fondo allo schieramento, almeno vedremmo più sorpassi.
Sebastian Vettel: 7,5.
Improbabile, se non impossibile, pensare al podio per Sebastian Vettel: il campione del mondo aveva lavorato molto, durante le prove libere, sul passo gara: i risultati si sono visti e arriva a guadagnarsi il 4° posto, il massimo di oggi. Entusiasmante il sorpasso all’esterno della “Parabolika” su Raikkonen. Una buona gara, ma nulla di speciale s’intende; serve a placare i media che continuavano sul motto “e ancora una volta Ricciardo glie è arrivato davanti”.
Fernando Alonso: 7.
Non una domenica stellare, visto a cosa ci ha abituato, per Fernando Alonso. Qualifica non entusiasmante (7°) per un sabato da cui, molto probabilmente, si aspettava qualcosa di più vista la FP3. Alla partenza, come Vettel, sfrutta l’incidente che mette fuori gioco Massa e manda nelle retrovie Magnuessen e Ricciardo: da li il suo distacco dal tedesco della Red Bull rimane costante per buona parte della corsa. Buona la sua gara fino al momento dell’ultimo pit stop: strategia completamente sbagliata da parte degli uomini di Maranello. Alonso arriva, ad 11 giri dalla fine, con gomme completamente finite andando, quindi, a montare le supersoft: perché non farlo fermare con Vettel montando le soft permettendo così allo spagnolo di battagliare nuovamente con il tedesco per un Silverstone remake? È un attacco duro, vero, ma la Ferrari deve capire che certe strategie sulla durata gomme se le possono permettere esclusivamente Williams, Mercedes e Force India. Forse non avrebbe acchiappato il 4° posto (come ha detto lo stesso Alonso a fine gara) ma ci si poteva almeno provare visto che, con le supersoft, perde anche moltissimo tempo in entusiasmante duello con Daniel Ricciardo (con soft usate): insomma, l’ultima parte di gara poteva essere gestita molto diversamente dal muretto.
Daniel Ricciardo: 8+.
Bella qualifica (5°) al sabato ma la partenza pregiudica tutto: per evitare la vettura cappottata di Massa (e quella di Magnussen) è costretto ad andare fuori pista per finire nella ghiaia. Dal 5° posto in griglia scivola, quindi, in 15° posizione per una gara tutta in salita: gestisce molto bene, tanto che il suo passo, se andiamo a guardare giro per giro, era da 4° posto! Non si risparmia nei duelli e quello a fine gara con Alonso conferma la combattività e la voglia di questo ragazzo: una gara non fortunata ma che lo vede, ancora una volta, protagonista.
Nico Hulkenberg: 6,5.
Ottima partenza (da 9° a 5°): da quel momento Nico Hulkenberg dimostra ancora una volta tutta la sua classe con una vettura che, questa settimana, era al livello delle McLaren mentre guardava con un binocolo le Red Bull e le Ferrari. Con questa sono 10 gare su 10 a punti e con una vettura che va a corrente alternata Nico dimostra ancora una volta tutta la sua qualità: da sottolineare la grande “pazienza” del tedesco quando sul volante inizia la modalità d’allarme, con tutti i display che iniziano a lampeggiare.
Kevin Magnussen: 6.
Un vero peccato il contatto al via perché ha rovinato un week end che era stato molto positivo fino a quel momento per Kevin Magnussen. Normale incidente di gara ovviamente, ma far capottare Massa non è stata la mossa migliore, sopratutto alla prima curva… Buona la rimonta che lo porta in zona punti
Sergio Perez: 5.
Si diceva che le gomme supersoft e soft erano il suo terreno. Oggi ha dimostrato il contrario: è mancato sul suo punto di forza.
Daniil Kvyat: 5.
Dopo una bella qualifica rovina la sua gara con un sorpasso fin troppo fiducioso su Perez. Le fiamme sulla sua Toro Rosso, poi, mettono definitivamente la parola fine sulla sua gara.
Kimi Raikkonen: rimandato.
È un complesso di un week nato male e finito malissimo. Una sessione e mezza di libere persa per problemi prima alla pompa dell’acqua e poi sul sistema che gestisce la benzina che sicuramente non lo aiutano a mettere a punto il setup ideale (grande problema per un pilota che soffre molto questa F14-T). In qualifica due suoi piccoli errori pregiudicano la top ten. In gara non si può certo dir di meglio: in due occasioni (prima da Hamilton, poi nel panino Vettel-Alonso) viene toccato, rovinando buona parte della sua ala anteriore. Da li inizia lentamente il disastro: su gomme nuove Kimi Raikkonen è ancora competitivo, tanto che riesce a segnare anche il giro veloce della gara ma, a lungo andare, un’aerodinamica per nulla perfetta (causa ala anteriore non cambiata al pit) pregiudica il suo pneumatico anteriore sinistro, praticamente distrutto da metà stint, tanto che gira 1/1,5s al giro più lento del compagno di squadra. Raikkonen appare sempre più frustrato da una situazione che, probabilmente neanche lui riesce a capire, con strategie che non funzionano: vedere per credere. Insomma, Raikkonen non avrà fatto una grande qualifica e una grande gara, ma tra una pessima strategia Ferrari, gli autoscontri e la sfortuna le attenuanti per il finlandese ci sono.
La sfortuna che perseguita Massa: 10.
Nei suoi anni di Formula 1 Felipe Massa non è mai stato notoriamente molto fortunato, ma quest’anno il “gatto nero” che lo perseguita si sta impegnando particolarmente. Facendo un veloce riepilogo possiamo dire: 4 sono i ritiri di questa stagione derivanti da incidenti in cui è la “vittima” (Australia con Kobayashi, Canada con Perez, Inghilterra con Raikkonen e Germania con Magnussen), 3 problemi ai box (Malesia, Cina e Canada), 1 botto in qualifica (Ericcson che lo centra in Q1 a Monaco). Quest’anno la “sfortuna” di Webber è passata a Massa (che già non se la passava bene da questo punto di vista): 8 gare su 11 sono troppe per non andare da qualche maga o a Lourdes..
Direzione gara: 0.
Una Sauber è ferma in mezzo alla pista e che fa la direzione gara? Nulla. Chiariamoci: se la vettura fosse stata spostata subito dai commissari in pit lane (cosa che non è successa), visto che non era in traiettoria, non ci sarebbe stato nessun problema: la Safety car era eccessiva. Ma, dopo che è sceso Sutil e tornava ai box in pit lane, cosa fai? Lasci la macchina ferma in pista per ben 2 giri senza che nessuno si muova per andarla a recuperare? A quel punto mandi in pista la Safety car perché non puoi rischiare tre commissari (che hanno dovuto attraversare la pista). La safety car, in quel momento era assolutamente necessaria. Un 0 secco.