
Viva la Formula noia! Inizieremo così le pagelle di questo Gran Premio d’Ungheria, undicesima tappa di questo mondiale 2014. Un Gran Premio “pazzo” ed imprevedibile fin dalle prime battute che ha visto, alla fine, prevalere uno strepitoso Daniel Ricciardo davanti a Fernando Alonso e a Lewis Hamilton. Una gara incerta fino all’ultimo giro che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Medaglia di legno per Nico Rosberg, abbastanza perplesso della strategia a fine gara. Quinto posto di giornata per Felipe Massa che precede sul traguardo Kimi Raikkonen, capace di recuperare 10 posizioni sotto la bandiera a scacchi. È bastato uno scroscio d’acqua prima del via che facesse saltare tutte le simulazioni studiate al computer per regalarci la vera Formula 1.
Daniel Ricciardo: 9.
Che dire? Gara stupenda. Un week end che era iniziato un po’ sotto tono con delle libere non esaltanti e una qualifica che lo aveva visto, una volta tanto, dietro il compagno di squadra, Sebastian Vettel. In gara non parte neanche benissimo ma, paradossalmente, la sua vittoria parte qui: riesce a “pittare” non appena viene comunicata la presenza della Safety Car in pista (cosa che non è successa ai primi 4 in quanto avevano già superato la pit lane). Anticipa di un giro, quindi, chi gli stava davanti e si ritrova in testa dietro la vettura di sicurezza: fortuna, vero, ma quello che fa dopo va ben oltre. Sfodera giri veloci a ripetizione, costruendosi quel gap fondamentale per la vittoria. Successo quasi sfumato quando al muretto Red Bull vanno nel pallone e capiscono in ritardo quando effettuare l’ultimo e decisivo pit stop: da li si scatena e con un doppio sorpasso su Lewis Hamilton prima e Fernando Alonso poi si aggiudica il suo secondo successo in carriera. Pensare che con un solo giro in più prima del pit la sua gara poteva cambiare totalmente. Bravo Daniel, goditi il successo e buone vacanze!
Fernando Alonso: 9.
Strepitoso. Grazie alla pioggia che annulla, almeno in parte, i valori in pista lo spagnolo riesce a conquistare un podio che ad inizio settimana (e ieri) sembrava impossibile a causa di una pista che tutt’altro si adattava alla F14-T. 5° posto in griglia che gli permette di partire dal lato “pulito” della griglia e questo è un grande vantaggio per lo spagnolo: ottima partenza che gli permette di essere subito negli scarichi di Sebastian Vettel. Al contrario di Ricciardo, Fernando non riesce a sfruttare la prima safety car (costretto a rientrare ai box un giro dopo), tanto che si ritrova 8°. Fortunato con la seconda seconda Safety Car che gli permette di salire in testa: inoltre ha un gran alleato che corrisponde al nome di Jean Eric Vergne. Il francese, infatti, fa da “tappo” a chi lo segue, permettendo ad Alonso di scappare a suon di giri record. Buona, ma rischiosa, la strategia Ferrari nel montargli le soft all’ultimo stint: bravo lo spagnolo a gestirle regalando brividi negli ultimi giri. Una vittoria sfuggita per un pelo ma che fa sorridere Fernando: sicuramente molto fortunato per gli episodi, ma la stoffa del campione sta nel riuscire a sfruttare al meglio tali opportunità! Attenti, però, a non giudicare questo podio come la reale prestazione della Rossa…
Lewis Hamilton: 10.
Grandioso! Dopo il barbecue di sabato pomeriggio si scatena in gara: parte dalla pit lane con, forse, troppa foga, tanto che va a muro alla seconda curva. Fortunato perché i danni sulla sua vettura sono minimi e gli permettono di proseguire a suon di sorpassi: dopo 10 giri è già 13°! Grazie all’aiuto della seconda safety car riesce a recuperare qualche posizione portandosi al 5° posto (proprio davanti a Ricciardo), subito dietro a Sebastian Vettel e Nico Rosberg, “fermati” da Vergne. Sbarazzatisi dei due tedeschi, l’inglese sfodera tutto il suo talento con un sorpasso da applausi proprio sul francese della Toro Rosso. Da li diventa una sfida aperta con Fernando Alonso e Nico Rosberg fino all’ultimo giro, nonostante una pompa della benzina che, proprio nelle ultime fasi, inizia a fare le bizze. Sono 19 le posizioni recuperate da Lewis Hamilton durante questo Gran Premio, nulla in confronto agli importantissimi 3 punti (e Fernando Alonso sa quanto lo siano…) recuperati sul compagno di squadra in ottica mondiale piloti. Giustificato il comportamento verso l’ordine di scuderia, in fondo, come detto, si sta giocando il il titolo!
Nico Rosberg: 7.
Buona gara quella del tedesco, dominata fino a quando le safety car e la strategia (pessima) glie lo hanno permesso. Nei primi 10 giri aveva accumulato un vantaggio considerevole che la vettura di sicurezza gli ha annullato in entrambi i casi. La sua colpa sta nel rimanere bloccato per 10 giri dietro Vergne: da quel punto la sua gara è rovinata semplicemente da una pessima strategia e dallo “scotch” montato sulle prese d’aria che rendono incandescenti i freni posteriori, impedendone l’utilizzo per diversi giri. Scatenato nelle ultime tornare con le soft nuove, recupera uno svantaggio di circa 20″ in 7 giri su chi lo precede, un ritmo impressionante! Un intenso corpo a corpo col compagno di squadra nelle ultime curve, da cui ne esce sconfitto, lo mette di pessimo umore e nel paddock si vede…
Felipe Massa: 6,5.
Buona gara ma nulla di speciale: un grande aiuto lo riceve dalla safety car che dalla sesta posizione di partenza lo porta fino in zona podio. Da li prosegue sul suo passo fino al 5° posto finale resistendo agli attacchi di Raikkonen nell’ultimo giro. La cosa che fa “ridere” è che alla Williams, causa i due brutti incidenti avvenuti a Silverstone e ad Hockenheim, non hanno più pezzi nuovi e sono costretti a portare quelli utilizzati a Montecarlo (che valgono un ritardo di circa 2 decimi). Un buon 5° posto senza grossi acuti ma, perlomeno, riesce a finire la gara, cosa che non gli capitava da diverse settimane.
Kimi Raikkonen: 8.
Il voto è un complesso tra una qualifica disastrosa e una gara eccezionale. Partiamo dal presupposto che il 16° posto in griglia è colpa al 50-50: Kimi Raikkonen poteva fare sicuramente un giro migliore (7 decimi dal compagno di team) ma la Ferrari è poco furba a non mandarlo nuovamente in pista anche, semplicemente, con un set di gomme medie, sopratutto se il pilota esprime alcuni dubbi. Sicuramente quello di Jules Bianchi è stato un mezzo miracolo, inaspettato, ma le colpe di entrambi ci sono. Per quanto riguarda la gara sicuramente la prima parte non è eccezionale, visto che rimane per molti giri dietro le Sauber di Sutil prima e Gutierrez poi. Lo stesso finlandese a fine gara ha espresso il suo disappunto per la mancanza di velocità di punta, denotata anche durante qualifiche dove la sua è risultata la più bassa di tutto il lotto, dietro anche alle Caterham e alle Marussia. La seconda parte della corsa, invece, lo vede grande protagonista con molti sorpassi e un passo che lo rende il più veloce in pista (escludendo ovviamente Ricciardo e Rosberg che negli ultimi 10 giri montavano soft nuove)! Il 5° posto è li alla portata ma la cronica mancanza di velocità, di feeling ancora non perfetto e di “stanchezza” delle gomme non gli permettono di guadagnare la posizione su Felipe Massa. Da applausi, infine, la tenacia con cui tiene dietro Sebastian Vettel dopo il pit stop! Nel complesso un’ottima gara quella del finlandese che conferma i progressi denotati in Germania. Alla faccia della gara mediocre Pino (Allievi)!
Sebastian Vettel: 5.
L’ottima qualifica del sabato e il grande passo mostrato nel venerdì lo davano come il vero rivale per la vittoria per Nico Rosberg: di grande rivale non si è visto nulla, anzi, è sembrato smarrito e senza convinzione, la brutta copia di quello visto nelle ultime gare. Scatta male alla partenza vanificando il risultato ottenuto il giorno prima e va nel pallone: la safety car non lo aiuta ma la sua gara, complice un testacoda, diventa sempre più anonima, mentre il compagno di team vola verso la vittoria. Scolorito.
Valtteri Bottas: 6,5.
La vera domanda è: a cosa pensano in Williams. Fare quasi 45 giri con lo stesso set di gomme medie? Una strategia che non ha per nulla pagato! Un vero peccato perché era partito benissimo (salendo in seconda posizione) e, come per altri, la safety car non lo ha aiutato. La pessima idea ai box di montargli le medie, poi, completa il disastro.
Jean Eric Vergne: 7+.
Devo dire che siamo rimasti sorpresi dalla gara del francese: 10 giri impressionanti a ruote fumanti per resistere ai ripetuti attacchi di Nico Rosberg. 10 giri in cui strappa applausi da tutti i tifosi. Vero, l’Hungaroring non è un tracciato che favorisce i sorpassi, ma la tenacia messa nel duello contro il tedesco ha eccitato tutti. Nulla può contro Lewis Hamilton, ma l’ottavo posto finale (è il primo di coloro che non hanno le 4 vetture che dominano il mondiale), in un periodo dove i rumors di mercato si continuano a succedere una prestazione maiuscola come questa serviva.
McLaren: 4. (Jenson Button/Kevin Magnussen)
Nessuna colpa dei piloti, anzi Kevin Magnussen aveva fatto una bellissima qualifica ieri entrando nella top ten (anche se poi è partito dalla pit lane a causa della sostituzione del telaio). La vera domanda è da porre agli strateghi McLaren: la pista si sta palesemente asciugando, tanto che tutti in concomitanza della safety car ne approfittano per montare le soft e cosa fanno gli strateghi del team di Woking? Montano un nuovo set di intermedie a Jenson Button mentre mantengono lo stesso set, sempre di intermedie, per Kevin Magnussen per poi richiamarli ai box 3 giri dopo la fine della Safety car col gruppo ricompattato. Una strategia assurda, la quale ha rovinato completamente la gara dell’inglese che, in quel momento, si trovava in testa alla corsa! Assurdo.
Daniil Kvyat: 5.
Una gara abbastanza anonima per un pilota che ci aveva abituato a ben altro.
Force India: 5.
Quando i tuoi due piloti si centrano non è un buon presagio: la gara delle due Force India finisce prima con un contatto Nico Hulkenberg/Sergio Perez che manda fuori il tedesco mentre, poi, lo stesso messicano, finisce a muro dopo essere andato in testacoda all’uscita dell’ultima curva.
Romain Grosjean: 5.
Riuscire ad andare a muro (in rettilineo) sotto safety car non è da tutti. Lui ci è riuscito. Specchio della disastrosa stagione Lotus.
Mercedes: 3.
Discorso lungo e complicato per quanto riguarda l’ordine di scuderia imposto dal muretto box a Hamilton (“fai passare Nico”). Sicuramente i vertici del team hanno fatto due conti e si sono resi conto che il tempo perso dietro l’inglese poteva costare caro a Rosberg che, in tal modo, avrebbe vanificato le sue chance di vittoria: insomma in Mercedes non hanno voluto favorire nessuno! Si sono semplicemente detti “preferiamo un podio o una vittoria?”. Facendo due rapidi calcoli proprio quei 4 giri che il tedesco ha perso dietro Hamilton sono costati il successo finale.
Dove sta il problema? Da inizio stagione Lauda (e company) continuavano a ripetere chiaramente che non ci sarebbero stati ordini di scuderia, in modo da evitare polemiche come queste. Dopo tutte le volte che hai espresso chiaramente il concetto cosa fai? Vai a dire al tuo pilota (che sta cercando di recuperare punti per il titolo) di far passare il tuo diretto rivale, in modo che lui possa vincere per guadagnare pesanti punti su di te? Secondo voi uno con il carattere di Lewis, tra l’altro, accetterebbe mai un ordine simile? Vicenda gestita malissimo che non fa altro che alimentare le sempre più insistenti voci di un “complotto” ai danni dell’inglese.
Gran Premio d’Ungheria: 10.
Certo che se serve l’acqua per vivacizzare l’appuntamento, storicamente, più noioso della stagione che sia sempre così! Gara bellissima e piena di colpi di scena che ci ha regalato moltissime emozioni. Anche questa è la “Formula noia”.
Siamo off topi vero, ma ci sta anche un bel 10 tondo per Vincenzo Nibali, vincitore della corsa a tappe per eccellenza, il Tour de France. Grande Vincenzo!