L’amministratore delegato della McLaren, Ron Dennis, ha recentemente lanciato delle pesanti accuse nei confronti della Mercedes. La scuderia tedesca, secondo il dirigente inglese, non avrebbe fornito ai team clienti tutti gli aggiornamenti e le ultime modifiche delle power-unit che per contratto la Mercedes produce per equipaggiare le monoposto di McLaren, Williams e Force India.
Ron Dennis ha evidenziato come il divario tra le prestazioni, soprattutto in qualifica, delle Mercedes ufficiali nei confronti dei team clienti è sempre stato molto profondo durante tutta la stagione. C’è sempre stato quasi un secondo di differenza a giro tra le monoposto della casa madre e le vetture delle altre scuderie dotate della stessa power-unit. Anche in gara, le monoposto tedesche hanno dominato incontrastate tutto il campionato, dimostrando uno strapotere tecnico e prestazionale apparentemente incolmabile.
L’amministratore delegato della McLaren ha dichiarato che così stando le cose un team non ufficiale Mercedes non avrà mai la possibilità concreta di poter vincere il campionato del mondo o essere veramente competitivo. Questo soprattutto perchè oggi in F1 il motore non deve solamente essere in grado di sviluppare potenza motrice, ma deve anche gestire l’energia, essere efficiente e accumulare energia elettrica; se un team non è a conoscenza di tale processo a livello produttivo ed è limitato nella gestione del software, ecco che la power-unit non sarà mai a suo agio su un telaio e una monoposto diversa rispetto a quella della casa madre. Questo matrimonio riuscito male porta ad avere una macchina lenta, che non si inserisce in curva adeguatamente, senza stabilità e con un bilanciamento non adeguato. Quindi se anche un team possiede la power-unit migliore, non è detto che riesca ad adattarla alla propria monoposto o ad ottimizzarne le prestazioni.
La Formula 1 nell’ultimo anno ci ha dimostrato come sia fondamentale avere un motore prestazionale, efficace ed efficiente, Ron Dennis ha avuto la sensazione di non aver mai avuto l’unità propulsiva corretta per equipaggiare la McLaren, ed è questo il motivo del cambio di motore per la stagione 2015 da parte della scuderia inglese. A fornire la power-unit alle vetture di Woking sarà la Honda che fa il suo rientro in Formula 1 dopo l’addio del 2008, e lo fa in grande stile, tornando ad equipaggiare la scuderia che dal 1988 al 1992 ha vinto il titolo mondiale piloti e costruttori proprio grazie allo spaventoso motore made in Japan.
Il connubio McLaren-Honda ha fatto la storia di questo sport anche grazie a 2 piloti fantastici come Ayrton Senna e Alain Prost che sul finire degli anni 80 si sono sfidati giro dopo giro in battaglie epiche conquistando in 4 anni un totale di 39 vittorie per la scuderia inglese.
Ron Dennis ha dichiarato che il cambio di propulsore per la prossima stagione potrà sicuramente giovare alla McLaren e come prima cosa si tenterà di realizzare una monoposto intorno alla power-unit nipponica per evitare problemi di incompatibilità e rigetto. L’obiettivo sarà quello di avere per tutta la stagione il miglior motore possibile in ogni situazione ed aver accesso con trasparenza ai dati e ai codici di produzione al fine di migliorie ed aggiornare la power-unit.
La sensazione è che la Mercedes abbia per tutta la stagione lavorato duramente sulla propria power-unit e non abbia sempre fornito i giusti aggiornamenti ai team clienti. Il motore è tornato al centro dell’attenzione in Formula 1 e mai come quest’anno è stato determinante ai fini della prestazione. L’importanza dell’aerodinamica è venuta meno di fronte alle fondamentali unità ibride che si occupano della propulsione e dell’accumulo di energia. La Mercedes è il produttore che meglio ha saputo sfruttare le concessioni del nuovo regolamento facendo collaborare a regola d’arte il motore termico a 6 cilindri sovralimentato con tutta la parte elettrica di accumulo. Essendo la scuderia Mercedes un competitor nel campionato del mondo di Formula 1 è plausibile che alcuni segreti a livello produttivo e di software li abbia gelosamente conservati e rivelati solo al proprio team, lasciando allo scuro i tecnici Williams, McLaren e Force India.
La scelta di Ron Dennis di affidarsi alla Honda per la prossima stagione può rivelarsi una scelta vincente. La casa produttrice di motori nipponica infatti ha avuto un intero anno di tempo per sviluppare, migliorare e implementare la propria power-unit, sbirciando e assorbendo informazioni dagli altri produttori impegnati nel mondiale. La Honda poi è sempre stata all’avanguardia in materia di motori ibridi anche grazie all’esperienza accumulata equipaggiando le automobili di produzione. Una bella sfida quindi si preannuncia per la prossima stagione di F1, il livello di competizione tra i vari produttori si farà sempre più alto e la Formula 1 tornerà ad essere vetrina per i marchi e sfida ingegneristica.
Scritto da Daniele Vanin
