Ci avviciniamo all’ultima tappa stagionale, all’atto decisivo di questo mondiale F1 2014 che assegnerà il titolo piloti o a Lewis Hamilton o a Nico Rosberg: i due piloti della Mercedes sono divisi da soli 17 punti e con i 50 messi in palio per questa ultima corsa la situazione potrebbe mutare più volte. Andiamo a scoprire anche le scelte di Pirelli per questo Gran Premio di Abu Dhabi, analizzando anche il comportamento dei due contendenti per il mondiale con le mescole portate dalla casa milanese sul circuito di Yas Marina.
Abu Dhabi è la sede dell’ultimo Gran Premio della stagione e Pirelli ha deciso di portare gli pneumatici soft e supersoft: una scelta più “morbida” rispetto allo scorso anno, quando vennero scelte gomme medie e soft.
Yas Marina è un circuito che Pirelli conosce bene: qui, infatti, l’azienda ha effettuato parte dei suoi test privati prima di entrare in Formula Uno nel 2011. Inoltre, il circuito di Abu Dhabi è sede dei test ufficiali in-season, che ospiterà infatti il martedì e il mercoledì dopo il Gran Premio.
La pista è nota per il suo asfalto liscio, con tante curve a 90° e un rettilineo importante. L’altra caratteristica distintiva di questo Gran Premio è che, come in Bahrain, inizia nel tardo pomeriggio e si conclude in serata – il che significa che il tracciato tende a raffreddarsi con lo svolgersi della gara; e questo influisce anche sulle strategie. Quest’anno verranno assegnati doppi punti, quindi la posta in gioco è ancora più alta e le squadre saranno concentrate più che mai sulla strategia: per questo sarà importante anche tenere conto delle condizioni atmosferiche che tendono al caldo.
Nella fattispecie analizziamo la scelta di Pirelli sul perché sia stato deciso di portare il range più morbido a disposizione.
Il P Zero Red supersoft è una mescola low working range, in grado quindi di assicurare una prestazione ottimale anche a basse temperature. Il P Zero Yellow soft è una mescola high working range. Con le due mescole più morbide della gamma a disposizione, portare le gomme alla temperatura ideale non dovrebbe essere un problema. Possiamo quindi aspettarci un certo degrado termico che potrà influenzare le strategie e gli assetti delle monoposto. La prima e la terza sessione di prove libere si corrono di solito in condizioni non rappresentative di ciò che si troverà in qualifica e in gara, a causa delle altissime temperature a quell’ora del giorno. La prima parte del circuito presenta una serie ininterrotta di curve, che mettono alla prova gli pneumatici. Le coperture hanno la possibilità di raffreddarsi poi sul lungo rettilineo, che viene percorso dalle monoposto a tutto gas per circa 15 secondi. Per ottenere la massima trazione ad Abu Dhabi, le monoposto tendono ad avere un assetto morbido al posteriore, ma questo può causare un aumento dell’usura proprio delle gomme posteriori. Anche se il set-up è troppo rigido nella parte posteriore, può verificarsi un problema: si può avere un pattinamento delle gomme che ne riduce la durata. La strategia vincente dello scorso anno fu a due soste: Sebastian Vettel, Red Bull, partì con le mescole soft per poi montare le medium al 14° giro, infine cambiò ancora con le medium al 37° giro senza mai perdere la posizione di leader (ovviamente con una scelta da parte di Pirelli più conservativa rispetto a quest’anno).

Per quanto riguarda il confronto Hamilton – Rosberg, quest’anno il compound supersoft-soft è stato utilizzato 5 volte fino ad ora: Monaco, Canada, Austria, Germania e Singapore. In 4 di questi appuntamenti la vittoria finale è andata a Nico Rosberg (Monaco, Canada, Austria e Germania), mentre solo a Singapore Lewis Hamilton è riuscito ad imporsi sul compagno di squadra (ritirato). Andando nel dettaglio si può analizzare che, tranne in gare come Germania e Singapore (dove uno dei due piloti si è trovato costretto a partire dal fondo della griglia per un problema tecnico), i due alfieri della Mercedes siano sempre stati vicini sul piano delle prestazioni, sia in qualifica sia in gara. In particolar modo si può apprezzare questo dato nella gara a Zeltweg, dove i Hamilton e Rosberg sono stati divisi da pochi decimi per tutta la durata della gara. Essenzialmente, quindi, questa scelta di mescola sembra non portare ne vantaggio ne svantaggio ai due contendenti.
Diamo un’occhiata, infine, alle dichiarazioni dei responsabili di Pirelli Motorsport riguardo alle scelte effettuate per questo ultimo round della stagione.
Paul Hembery, direttore Motorsport Pirelli: “E’ sempre un piacere tornare ad Abu Dhabi. La gara di quest’anno sarà ancora più significativa, poiché è qui che si deciderà il Campionato piloti.
Normalmente la strategia è fortemente influenzata dall’inusuale evoluzione della pista, dovuta al calo di temperature del tardo pomeriggio. Anche in Bahrain è stato così: ed abbiamo assistito ad una delle gare più emozionanti della stagione.
Le sessioni di prove libere saranno particolarmente importanti, poiché le squadre cercheranno di raccogliere quante più informazioni possibili sull’interazione tra vettura e gomme, non solo con diversi carichi di benzina ma anche con temperature della pista diverse. Con tanti punti in palio, c’è la possibilità che i Team che hanno meno da perdere provino delle strategie inaspettate”.
Jean Alesi, consulente tecnico Pirelli: “Un altro circuito dove non ho mai guidato una F.1. Ma che mi piace molto, soprattutto per l’alto livello di sicurezza e per il lungo rettilineo che con il sistema DRS consente più facilmente di altri i sorpassi. Con il GP che parte alle 17 locali, si corre in condizioni di forte cambiamento in corso di gara. Questo è un aspetto che non dà problemi particolari per il fatto della luce calante: con l’illuminazione artificiale, il pilota vi si adatta benissimo. La maggior difficoltà viene dall’abbassarsi della temperatura ambientale, che finisce per incidere molto sulla condizione dell’asfalto e quindi sulla resa degli pneumatici. Diventa quindi fondamentale l’adattamento al cambiare della situazione, con scelte anche difficili a livello di pressione delle gomme”.
