
I primi test della stagione 2015 hanno fornito diversi spunti d’interesse: molti i debuttanti e molte le sorprese ai box che hanno caratterizzato questi due giorni sulla pista di Yas Marina ad Abu Dhabi.
Nella prima giornata la sorpresa è stata la presenza di Sebastian Vettel ai box Ferrari, nonostante vige ancora il contratto con la Red Bull (che scade il 5 dicembre): una visita molto gradita ai box Rosso, con un Vettel che vuole subito calarsi nel mondo Ferrari, nel capire le dinamiche e le metodiche di un ambiente nuovo. Il tedesco ha voluto essere presente, nonostante non abbia avuto il via libero da parte della Red Bull per guidare la F14-T durante questi test, affidata a Kimi Raikkonen (81 giri). In Ferrari hanno commentato positivamenteAltro spunto d’interesse è stata la presenza di diversi debuttati: Joylon Parlmer con la Force India, Stoffell Vandoorne con la McLaren e Carlos Sainz Jr con la Red Bull. Il figlio d’arte a bordo della “lattina”, tra l’altro, sembra essere l’unico ad avere un posto certo per il 2015, dopo l’annuncio da parte di Jean Eric Vergne del suo addio alla Toro Rosso, il cui posto dovrebbe essere preso proprio dallo spagnolo.
Doppio debutto per il team di Woking: oltre a Vandoorne ha fatto la sua apparizione (dopo il mini test di Silverstone) la power unit Honda. Sicuramente il debutto della power unit giapponese non è andato come avrebbero sperato in casa McLaren: un problema legato all’ERS (e in generale a tutto il sistema elettrico) ha tenuto Stoffel Vandoorne ai box per tutta la mattinata, poi la MP4-29H si è anche fermata lungo il tracciato, provocando una bandiera rossa. Nel complesso il giovane belga ha compiuto solo 3 giri nella prima giornata di test. Da segnalare, inoltre, anche il debutto sulla Sauber di Marcus Ericcson che, dopo aver rescisso il contratto con la Caterham, ha firmato un nuovo accordo per il 2015 con il team svizzero. Stakanovista di giornata Nico Rosberg, ritornato sulla Mercedes dopo la batosta mondiale di domenica scorsa, il quale ha completato 114 giri.
Nella seconda giornata molte delle attenzioni erano rivolte a Raffaele Marciello, giovane pilota della Ferrari Driver Academy al debutto sulla F14-T. A fine test il commento del piota italiano è stato nettamente positivo che ha così commentato a ferrari.com: “Oggi è stato come un sogno che si avvera.

Per un pilota italiano salire a bordo di una Ferrari, per di più in occasione di un test ufficiale, è un emozione davvero forte, e sono grato alla squadra per avermi dato questa opportunità. Si sente molto la differenza rispetto a una vettura di GP2, soprattutto per quello che riguarda la potenza del motore e la forza frenante. Trattandosi della mia prima volta al volante di una F14 T ho dovuto progressivamente adattare lo stile di guida, ma in generale mi sono trovato bene e spero di aver aiutato la squadra a raccogliere dati importanti”. Per lui 90 giri totali.
Al debutto sulla Mercedes anche Pascal Wehrlein: il portacolori della casa a tre stelle nel DTM ha completato 96 tornate, migliorando di sette decimi il riferimento fatto segnare da Valtteri Bottas ed arrivando quindi a girare in 1’42″624, completando ben 96 giri. Una sorpresa. Altra brutta giornata, infine, per la McLaren-Honda: il team inglese è rimasto fermo ai box per tutta la mattina per dei problemi con la parte elettrica della power unit. Vandoorne, alla guida anche durante il secondo giorno, è sceso in pista solo verso le 15, fermandosi, però, in pista, sempre per dei problemi alla parte ibrida della vettura dopo solo 2 giri. Eric Boullier, team principal McLaren, ha commentato così le due giornate di test: “Anche se questo è parso un altro giorno difficile, posso dire che si sono presentate le problematiche che si potevamo aspettare quando abbiamo lanciato il piano della vettura ibrida. È stato molto utile essere qui per scoprire i problemi da risolvere prima di Natale perché ci permette di approfondire la comprensione della complessa integrazione tra la monoposto, la power unit e i gruppi ausiliari. E, ad essere onesti, è meglio aver avuto dei guai qui ad Abu Dhabi, piuttosto che scoprirli a Jerez nei test di febbraio…”.
Questi due giorni di test, però, sono stati anche molto importanti per la Pirelli, che ha fatto testare ai team le coperture pensate per il 2015. Ogni team ha avuto quest’anno a disposizione 135 treni di pneumatici per i test. Per questi due giorni ad Abu Dhabi, ogni squadra ha ricevuto 10 treni di gomme 2015 in sostituzione di altrettanti in specifica 2014. Pirelli ha portato in pista i nuovi P Zero medium, soft e supersoft in versione 2015 già definitiva. La maggioranza dei Team ha provato i nuovi pneumatici, che sono un’evoluzione di quelli visti in gara quest’anno e non il frutto di un progetto completamente nuovo. Paul Hembery, direttore Pirelli Motorsport, è sembrato molto soddisfatto dei risultati ottenuti durante questi due giorni: “Siamo molto felici delle prime impressioni riportate dai piloti: i miglioramenti che abbiamo voluto concretizzare con le nuove gomme sono già apprezzabili. Non si tratta di cambiamenti radicali: abbiamo apportato qualche piccola variazione, in particolare nell’area in corona della gomma posteriore che influenza l’area d’impronta. Questa nuova costruzione ottimizza la distribuzione delle temperature: il calore si propaga in modo più uniforme, con l’obiettivo di migliori prestazioni e trazione. Abbiamo introdotto anche una nuova mescola supersoft, realizzata nell’ottica di una migliore resistenza meccanica. Anche con la nuova gamma 2015 il nostro obiettivo resta lo stesso: Gran Premi con due o tre pit-stop. Ora resta da vedere quanto miglioreranno le prestazioni delle monoposto: ci aspettiamo un progresso cronometrico di un secondo o più per giro rispetto al 2014, il che ovviamente influenzerà decisamente il comportamento degli pneumatici.”
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