Dopo il grave incidente occorso a Jules Bianchi durante il Gran Premio del Giappone, la FIA ha istituito un comitato di “esperti” per analizzare quanto accaduto e stilare un rapporto sull’accaduto.
Bene, le conclusioni degli “espertoni” sono state rese note oggi. Qui sotto vi riportiamo i punti più importanti del rapporto del panel che, tra gli altri, annoverava illustri personaggi come Stefano Domenicali e Ross Brawn.
La maggior parte delle evidenze non hanno però volutamente individuato una causa determinante dell’episodio ma quello che emerge è una chiara assoluzione della Federazione, di Charlie Whiting & Co. mentre invece sono state fatte pesanti accuse sia verso il pilota francese che verso il Team Marussia!
Ennesimo scaldalo di una Formula 1 che sbaglia ma che non sa ammettere le proprie colpe.
1. La traiettoria semi-asciutta alla curva sette del circuito di Suzuka era attraversata da un rivolo d’acqua. Lì hanno perso il controllo Adrian Sutil (Sauber) e Jules Bianchi (Marussia).
2. Bianchi è arrivato al punto fra le curve sette e otto mentre la gru stava rimuovendo la Sauber. In quel punto erano esposte doppie bandiere gialle.
3. Bianchi non ha rallentato a sufficienza per evitare di perdere il controllo nello stesso punto di Sutil.
4. Se i piloti seguissero quanto richiesto dal regolamento per doppie bandiere gialle (art. 2.4.5.1b, “essere pronti a fermarsi in qualsiasi momento”), né loro, né i commissari, correrebbero rischi per l’incolumità fisica.
5. Gli interventi dopo l’uscita di Sutil erano in accordo con quanto previsto dal regolamento e dalla storia dei 384 precedenti negli ultimi otto anni. Anche in retrospettiva, non si vede la necessità di fare uscire la safety car prima o dopo l’incidente della Sauber.
6. Bianchi ha esagerato nel controsterzare, finendo col lasciare la pista in un punto prima di quanto successo a Sutil, dirigendosi verso la barriera dove purtroppo si trovava la gru, che ha colpito a grande velocità infilandosi sotto.
7. Nei 2 secondi in cui si è trovato fuori pista, Bianchi ha premuto sia il gas che il freno con entrambi i piedi. L’algoritmo di sicurezza “FailSafe” dovrebbe spegnere il motore sovrapponendosi al comando dell’acceleratore, ma non ha potuto intervenire per via del controllo di coppia, che fa parte del sistema brake-by-wire. La Marussia di Bianchi aveva un sistema Brake-by-wire molto particolare, risultato incompatibile con il FailSafe.
8. Il fatto che il FailSafe non abbia potuto limitare la coppia motrice richiesta dal pilota (ovvero, la pressione sul pedale del gas) può avere influito sulla velocità dell’impatto, ma no è stato possibile determinare di quanto. È tuttavia possibile che Bianchi fosse distratto da quanto stava accadendo e dal fatto che avesse bloccato le ruote anteriori e non fosse in grado di sterzare.
9. Il casco di Bianchi ha colpito la parte inferiore della gru. La forza del colpo e la traiettoria di striscio hanno causato una fortissima decelerazione per la testa e una grande accelerazione angolare che ha portato a lesioni molto gravi.
10. Sono state attuate tutte le misure mediche necessarie a salvare la vita di Bianchi
11. Non sarebbe possibile ridurre le lesioni in un caso come quello di Bianchi adottando abitacoli chiusi o dotando le gru di pannelli anti-intrusione. Con le forze in gioco (una F1 da 700 kg che colpisce una gru da 6,5 tonnellate a 126 km/h) la struttura di protezione della monoposto non può essere sufficiente ad assorbire l’impatto senza che la cellula di sopravvivenza si distrugga, o si generino decelerazioni fatali.
