La coppia Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene hanno preso in mano la guida della Ferrari solo da poche settimane ma le critiche nei loro confronti sono state davvero tante, troppe per un binomio che ha promesso di riportare al successo la Scuderia più famosa al mondo, dopo un periodo opaco e soprattutto dopo un anno disastroso sotto tutti i punti di vista.
Critiche sul loro comportamento, critiche sulle loro scelte, critiche sulle loro parole, su quello che hanno detto e che non hanno detto. Noi la pensiamo diversamente: riteniamo che i nuovi vertici Ferrari vadano giudicato per il loro operato e per i risultati in pista che la Scuderia di Maranello riuscirà a raccogliere nei prossimi anni.
MARCHIONNE ARRIVABENE: IL LORO OPERATO
Sono arrivati e hanno fatto piazza pulita o quasi della vecchia gestione. Senza pensarci troppo hanno allontanato Marco Mattiacci, Nikolas Tombazis, Pat Fry, Hirohide Hamashima e qualche altro nome non di primissimo piano. Mattiacci a parte, gli altri nomi erano delle zavorre che da anni pesavano sull’organico Ferrari e che non hanno dimostrato nel tempo di poter progettare una monoposto all’altezza della concorrenza.
Hanno poi chiuso l’accordo con Sebastian Vettel, dopo aver preso atto che Fernando Alonso era stato messo nelle condizioni di lasciare Maranello. Hanno poi ingaggiato Esteban Gutierrez e Jean-Erique Vergne, gli unici due piloti “liberi” e con una buona esperienza sulle nuove power unit: il messicano ha dalla sua anche dei buoni sponsor, che non guastano, e una conoscenza specifica anche del motore Ferrari; il francese ha un’esperienza molto importante sul simulatore Red Bull e potrà così essere d’aiuto ai tecnici di Maranello e avere un dialogo facilitato con Vettel.
Per ora, il loro operato pare andare nella direzione della concretezza. Organigramma molto semplificato con responsabilità più chiare rispetto al passato e con un progetto a medio lungo termine dichiarato e dilineato.
MARCHIONNE ARRIVABENE: I RISULTATI IN PISTA
Gli obiettivi dichiarati dal Marchionne e Arrivabene sono chiari: riportare alla vittoria la Scuderia Ferrari. In quanto tempo? Definito anche questo aspetto, nel recente e tradizionale pranzo di Natale a Maranello. Il Team Principal ha parlato di un minimo di due vittorie nella stagione 2015, mentre Marchionne è stato addirittura più ottimista. Obiettivo non dichiarato apertamente ma il 2016 sarà l’anno della lotta per i titoli mondiali, per correre poi un 2017 da assoluti protagonisti.
Per ora, aspettando i primi test e le prime gare del prossimo anno, non ci sentiamo di non essere d’accordo e nel non condividere un piano di questo tipo. Dopo un 2014 disastroso, sia per risultati che per ritorno d’immagine, la Ferrari ha bisogno di risalire la china, con determinazione e anche con una certa velocità!
MARCHIONNE ARRIVABENE: IL PESO POLITICO
In questi ultimi anni, nel periodo della gestione Montezemolo-Domenicali, abbiamo assistito ad una Ferrari molto debole sul piano “politico” e “tecnico-politico”. Montezemolo ha insistito fino alla noia sull’importanza dei test ma quando c’era da votare per la loro abolizione non ha certo posto il veto, anzi! Sempre Montezemolo ha stressato tutti sull’importanza smisurata dell’aerodinamica rispetto al motore; il risultato però è stato quello che tutti conosciamo: nell’anno dei nuovi propulsori ibridi la Ferrari ha “preso una gran paga” sia da Mercedes (16 vittorie) che da Renault (3 vittorie).
Sia Marchionne che Arrivabene si sono posti con un atteggiamento ben diverso. Il fatto di dire che le regole della Formula 1 sembrano scritte da “quattro amici al bar” (per dirla con garbo!) ci sembra che possa rappresentare bene l’approccio che i due vorranno tenere sui tavoli che contano. La Ferrari non può fare a meno della Formula 1 ma forse è ancor più vero che la F1 non può permettersi di far a meno della Ferrari, o meglio di una Ferrari competiviva! E allora ben vengano su questo fronte un po’ di elasticità e qualche deroga all’assurdo regolamento che congela di fatto i nuovi propulsori; parlando di peso “tecnico-politico” ci riferiamo proprio a questo, alla possibilità palese o meno di permettere a un costruttore di motori di lavorare sulla sua unità, così come è già stato fatto in passato, senza alzare polveroni o scandali di sorta!
Noi ci sentiamo di dare fiducia alla nuova squadra Ferrari, ci sentiamo di guardare con fiducia ai prossimi anni, ci sentiamo di evitare critiche premature e critiche preconcette per simpatie o antipatie verso chi ha “lasciato” e/o verso i nuovi arrivati. Qui dobbiamo guardare al “bene” della Ferrari, perchè il mito è tale che gli uomini che la giudano, piloti compresi, passano e vanno, mentre il cavallino su sfondo giallo resta, resta sempre!
