
La Ferrari a Silverstone conquista, in modo inaspettato, il gradino più basso del podio, grazie a Sebastian Vettel, alle spalle delle imprendibili Mercedes: con Lewis Hamilton che trionfa in casa, davanti ad un Nico Rosberg apparso arrendevole. Terzo posto inaspettato, soprattutto dopo una pessima partenza dei due ferraristi, sorpassati anche dalla Force India di Nico Hulkenberg, e una gara nelle retrovie a combattere per le posizioni di rincalzo, surclassati non sole dalle frecce d’argento, ma anche dalle due Williams. Fino a quando a dieci giri dalla fine, due scrosci di pioggia e una tattica perfetta adottata da Vettel e dal suo muretto, hanno consentito al tedesco di sopravanzare i due piloti della scuderia inglese e portare a casa un terzo posto che fa morale e punti.
Detto questo però, c’è ben poco altro di cui rallegrarsi. Infatti le Ferrari sono state le grandi assenti del fine settimana britannico. Dopo l’illusione delle libere, con le rosse costantemente terza e quarta, e un distacco accettabile dalle frecce d’argento, ecco la cruda realtà. Nelle qualifiche i due piloti del cavallino sono stati superati in griglia anche dalle due Williams e hanno “beccato” oltre un secondo dal pole-man Hamilton. In gara poi non sono mai state protagoniste e si sono trovate a combattere per i punti di rincalzo con le Force India e la Red Bull di Daniil Kvyat, fino appunto alla pioggia salvatrice.
Un preoccupante passo indietro, a conferma delle già non esaltanti gare in Austria e Canada. Un campanello d’allarme che suona come un avvertimento: o si trovano delle soluzioni, e al più presto, o c’è il rischio di tornare ai brutti ricordi dell’anno scorso, e a perdere il secondo posto nel mondiale costruttori a favore della Williams.
E dopo il Gran Premio di Silverstone, sembra ormai certo che l’anno prossimo Kimi Raikkonen non sarà più al volante della Ferrari. Il pilota finlandese, dopo una gara incolore, ha sbagliato la strategia, entrando troppo presto ai box per montare le intermedie. La pioggia però non è stata così incessante, la pista si è asciugata velocemente e Raikkonen è stato costretto a rientrare per un nuovo cambio gomme a tre giri dalla fine, chiudendo la gara in settima posizione. E nelle interviste del dopo gara, il Team Principal Maurizio Arrivabene, ha puntato il dito contro la scelta del suo pilota, di fatto scaricandolo. “In caso di pioggia si lavora in due, la chiamata è del pilota. Quello che è successo con Kimi è evidente, è il pilota che deve giudicare come lavora la macchina, lui ha fatto una chiamata anticipandola ed è finita così”, ha commentato amaramente.
Sulla gara Arrivabene, pur essendo soddisfatto per la terza posizione, per la perfetta strategia adottata e per la prestazione maiuscola di Vettel, non è soddisfatto, come ovvio, del week end inglese e riconosce la superiorità delle due Williams, almeno su questo circuito: “nel complesso non sono contento di questo weekend, perché dobbiamo essere onesti: se la gara fosse stata tutta sull’asciutto, il risultato sarebbe stato molto diverso. Sono soddisfatto di Sebastian, perché ha dimostrato ancora una volta di saper entrare ai box nel momento più giusto e poi ha fatto un capolavoro in pista, distanziando le Williams. Sono soddisfatto anche per l’ottima strategia di gara. Ora bisogna andare avanti con umiltà e non montarsi la testa, perché abbiamo ottenuto il terzo posto grazie ad un grande pilota e ad una grande strategia, ma ci vuole anche una grande macchina. I ragazzi che lavorano sulla strategia sono molto bravi, ma nei casi di pioggia la decisione finale su quando andare al box spetta al pilota. Ma bisogna essere sinceri e riconoscere che qui la Williams era più forte”.
Anche Vettel si dichiara soddisfatto per il podio, che ritiene meritato, ma nello stesso tempo dalle sue parole si evince un po’ di preoccupazione per l’involuzione della Ferrari: “ho fatto una brutta partenza, mi sono quasi piantato al via perdendo posizioni. Alla ripartenza dopo la safety ho recuperato una posizione… solo per perderne due con quella manovra. A quel punto sembrava impossibile venirne a capo, un po’ come per l’intero weekend. Ma e poi siamo riusciti a recuperare mettendo a frutto una strategia aggressiva. Sono rimasto in contatto con il team per tutto il tempo, non è stato facile fare la scelta giusta quando ha iniziato a piovere. La decisione di entrare ai box è stata presa nel momento perfetto, ho recuperato terreno e ho concluso la gara sul podio. Mi spiace per le persone che si sono bagnate, ma la pioggia oggi ci ha aiutato. Alla fine il podio è meritato, perché abbiamo fatto la scelta giusta al momento giusto. La Williams ha fatto un passo in avanti, noi invece non abbiamo trovato il ritmo in questo fine settimana; ci sono molte cose che dobbiamo capire in fretta. Questi pneumatici duri non ci favoriscono, ma è lo stesso per tutti, quindi niente scuse. Se si guarda il distacco dalle prime due vetture, si nota che era più grande del normale: quindi spetta a noi migliorare in tempo per l’Ungheria”.
Il meno contento della compagnia è ovviamente Kimi Raikkonen, che in tutta onesta ha ammesso il suo errore di strategia: “nella prima parte della gara siamo rimasti bloccati dietro la Force India di Hulkenberg: era troppo veloce sia sul rettilineo che nei punti in cui si poteva passare, mentre a noi mancava un po’ di velocità. E’ un vero peccato, perché la macchina si è comportata bene per tutta la gara, decisamente meglio di ieri. Quando ha iniziato a piovere forte la pista è diventata molto scivolosa, specialmente nelle curve 7 e 8; così ho preso la decisione di entrare ai box per montare gomme intermedie, ma poi ha smesso di piovere. Probabilmente ho deciso di cambiare pneumatici tre o quattro giri troppo presto. Nel complesso, questo tipo di piste non si addice alla nostra vettura, ma è qualcosa su cui dobbiamo lavorare”.