
Nella lunga pausa estiva del mondiale 2015 di Formula 1, arriva l’ennesima clamorosa indiscrezione, che non potrà non generare polemiche all’interno del circus. Sembra infatti che la Federazione Internazionale dell’Automobile abbia commissionato alla Red Bull e al suo team di ingegneri uno studio per individuare proposte e modifiche regolamentari, da introdurre a partire dal mondiale 2017.
Sempre secondo le indiscrezioni, la scuderia con sede a Milton Keynes, avrebbe già sfornato diverse idee, che sarranno vagliate dagli organi competenti della FIA in occasione della prossima riunione della Strategy Group prevista per il prossimo 18 agosto.
A rivelare l’ennesimo “papocchio” mondiale è Gian Carlo Minardi, dalle pagine del suo sito web ufficiale, dove si è definito “basito” all’idea.
Lo scandalo, come facilmente intuibile, sta nel fatto che le proposte di modifica, da sottoporre ai team, dovrebbero essere presentate dalla FIA stessa e non delegate alle scuderie. Lo stesso Minardi lo ha dichiarato espressamente sul suo portale: “da tempo sostengo che il compito di proporre le idee, da sottoporre ai team, spetti alla FIA e non alle scuderie stesse. Così facendo si eviterebbero inevitabili favoritismi”.
Sì perché in passato è già avvenuto qualcosa di analogo. Come ricordato dallo stesso imprenditore faentino, il mondiale 2009 fu vinto praticamente “a tavolino”, ancora prima che iniziasse. In quell’anno, in cui ci fu la rivoluzione aerodinamica, che ha preceduto quella motoristica del 2014, la Federazione incaricò Ross Brawn, titolare della neonata Brawn GP, fondata sulle ceneri della Honda, di studiare le soluzioni aereodinamiche che avrebbero dettato legge per il mondiale. Come era ovvio la Brawn Gp, con il famoso diffusore che tanto fece discutere, portò a casa sia il mondiale piloti, con Jenson Button, sia il mondiale costruttori. Alla fine dello stesso mondiale 2009 la scuderia fu poi ceduta alla Mercedes, fornitore dei motori, e prese il nome di Mercedes GP.
Alla stessa Mercedes fu poi affidato dalla FIA il compito di predisporre la Power Unit: con il risultato che le stelle d’argento hanno dominato i primi due mondiali che hanno visto l’utilizzo di questi propulsori.
Ma perché la Federazione non si occupa in prima persona delle modifiche regolamentari, delegandole a soggetti, i team, direttamente interessati dalle modifiche stesse? Una risposta plausibile l’ha indicata lo stesso Minardi: “la FIA dovrebbe avere per ogni area di competenza uomini in grado di deliberare e legiferare le regole. Uomini non coinvolti nei team. Viene da pensare che non abbiano il personale adeguato per produrre proposte serie”.
Il rischio, quindi, è che dal 2017 ci ritroveremo a commentare gare dall’esito già scontato, dominate nuovamente dalla Red Bull, come già avvenuto ai tempi di Sebastian Vettel.
La speranza è che, prima o poi, i “cervelloni” della FIA capiscano che i favoritismi che si vengono inevitabilmente a creare con questo tipo di approccio, minano la credibilità della massima categoria del motorsport, provocandone un danno di immagine, con il pericolo di un ulteriore calo di spettatori e fuga di sponsor.