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    Dallo scandalo Crashgate ai successi di Vettel. Questa è la F1 a Singapore

    Alessandro PradaBy Alessandro Prada15 Settembre 2015Updated:15 Settembre 2015Nessun commento6 Mins Read
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    Nelson Piquet Jr, Singapore Gp F1 2008
    Nelson Piquet Jr, Singapore Gp F1 2008

    Archiviata l’ultima gara del campionato in Europa, la Formula 1 fa tappa nel continente asiatico sul circuito cittadino di Marina Bay, dove domenica si disputerà il Gran Premio di Singapore. La storia di questo appuntamento non può vantare un numero consistente di edizioni, ma nel suo “piccolo” anche Singapore è ormai diventato uno degli appuntamenti chiave del campionato di Formula 1.

    Il tracciato, uno dei tanti realizzato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, ha ospitato la prima edizione nel 2008, diventando subito un appuntamento storico. In quella circostanza infatti, Singapore divenne la prima gara della storia della Formula 1 a svolgersi in notturna. La scelta dell’orario, che ancora oggi rimane tale, venne fatta non solo per includere una novità senza precedenti in un contesto assolutamente spettacolare, ma anche per agevolare i telespettatori europei con il fuso orario. Pur correndo a Marina Bay, il Gran Premio è reso possibile anche grazie alla collaborazione di un italiano, Valerio Maioli, che ha realizzato l’intero impianto d’illuminazione del tracciato.

    Con un tempo di percorrenza sul giro tra i più alti dell’intero circus, la gara giunge quest’anno alla sua ottava edizione. Il record di vittorie appartiene a Sebastian Vettel, vincente qui tre volte con la sua Red Bull, in vantaggio di una sola lunghezza da Fernando Alonso. Lo spagnolo qui vinse con la Ferrari nel 2010 e con la Renault nel 2008, in un gran premio che passò alla storia per uno scandalo che ancora oggi viene ricordato. E la nostra storia inizia proprio da qui.

    2008

    Il Gran Premio numero 800 della storia della Formula 1 si corre per la prima volta in terra di Singapore. A dominare le qualifiche ci pensa Felipe Massa, che ottiene la pole nel tentativo di recuperare il distacco in classifica mondiale da Lewis Hamilton. La gara del brasiliano sarà però un autentico disastro. Le cose per lui procedono senza problemi fino al momento del pit stop. In un primo istante sembra tutto regolare, ma a causa di un errore di comunicazione tra i meccanici della Ferrari il brasiliano riparte mentre era ancora in svolgimento il rifornimento di carburante. Massa percorre tutta la pitlane con il bocchettone della benzina attaccato alla sua monoposto, mettendo nel frattempo a rischio l’incolumità dei meccanici e dei piloti presenti dietro di lui nella corsia box. Dovendo per forza fermarsi in pitlane per aspettare l’arrivo dei meccanici per rimuovere il bocchettone, Massa scivola all’ultimo posto in classifica, dovendo abbandonare le possibilità di vittoria. Ancor prima del fattaccio ai box della Rossa, il fatto che passa alla storia vede protagonista un connazionale di Massa, ovvero Nelson Piquet Jr. La sua Renault infatti va a sbattere contro le barriere, costringendo l’ingresso della safety car che favorisce la rimonta del compagno di squadra Fernando Alonso, il quale infatti andrà a vincere la corsa. Al termine della gara però, un’inchiesta della tv brasiliana “Rete Globo” getta sospetti proprio su quell’incidente, che dall’apparire normale in un primo momento assume sempre più i contorni di un incidente fittizio, messo in scena volontariamente ed eseguendo gli ordini del team manager Flavio Briatore proprio per favorire la vittoria di Alonso. Ed infatti, grazie alla collaborazione ed alle ammissioni di Piquet, la FIA apre a sua volta un’inchiesta, e nel 2009 emette sentenze pesantissime ai danni del team Renault. Briatore viene radiato a vita dalle competizioni motoristiche, mentre Pat Symonds viene squalificato per 5 anni, oltre ad una squalifica per la Renault di 2 anni con condizionale. Non vi sono condanne per i piloti, ma nel 2010 le sentenze vengono riviste e Briatore ottiene, oltre ad un risarcimento, l’annullamento della radiazione. Ma battaglie nei tribunali a parte, nessuno potrà mai dimenticare lo scandalo denominato poi “Crashgate“.

    2009

    In un campionato dominato dalla Brawn GP di Button e Barrichello, a Singapore taglia per primo il traguardo la McLaren di Lewis Hamilton. Il pilota inglese vince dunque senza sbavature, concludendo la corsa davanti ad un sorprendente Timo Glock su Toyota e a Fernando Alonso, che ottiene il primo podio stagionale proprio nei giorni successivi alle sentenze dello scandalo Crashgate.

    2010

    Dopo la grande vittoria a Monza, Alonso si ripresenta a Singapore, questa volta al volante della Ferrari. Nelle prove lo spagnolo ha una marcia in più, e la forma del pilota asturiano viene confermata anche in gara dove vince davanti alle due Red Bull di Vettel e Webber, con l’australiano ancora leader della classifica piloti. Alonso ottiene inoltre il suo primo Grand Chelem della carriera, conquistando pole, vittoria, giro più veloce e leadership della corsa dall’inizio alla fine.

    2011 – 2013, l’era Vettel

    I tre gran premi che vanno dal 2011 al 2013 portano tutti la firma di un unico vincitore: Sebastian Vettel. Il pilota tedesco, al volante della sua Red Bull, inizia la sua era d’oro a Singapore appunto nel 2011, anno in cui rischia di laurearsi campione del mondo proprio in occasione della gara di Marina Bay. Seb vince, ma il suo punteggio in classifica non basta per ottenere subito il titolo mondiale, il quale però arriva nella gara successiva. Nel 2012 la sua superiorità è ancora presente, ma non in modo così schiacciante come nella passata stagione. Ad ogni modo Vettel vince nuovamente a Singapore, in una gara che si conclude con due giri d’anticipo a causa del raggiungimento delle due ore massime concesse per la durata del gran premio. In quella circostanza infatti erano stati parecchi gli ingressi della safety car, e tra i tanti casi va ricordato il brutto tamponamento, fortunatamente senza conseguenze, di Michael Schumacher ai danni di Vergne. Nel 2013 arriva la tripletta, ed in qualche modo il risultato di quella gara sembra raffigurare il futuro di Sebastian sulla rossa di Maranello. Pur essendo il vincitore, chiude infatti davanti alla Ferrari di Fernando Alonso ed alla Lotus di Kimi Raikkonen, con il finlandese che però annuncia il suo ritorno alla Ferrari nel 2014 proprio nel week-end di Singapore.

    2014

    Anche in questo caso la gara finisce con un leggero anticipo, ma il vincitore stavolta è Lewis Hamilton, che vince in questo caso al volante della Mercedes. Per Vettel sarà comunque la gara più positiva della stagione, a dimostrazione del fatto che per lui Marina Bay è una delle tappe più felice. In una stagione per lui complicata, il tedesco chiude al secondo posto, e per una volta si dimostra più convincente del suo compagno di squadra Daniel Ricciardo, che ad ogni modo sale sul gradino più basso del podio.

    In caso di una seconda vittoria consecutiva di Hamilton qui, l’inglese raggiungerebbe Vettel a quota tre vittorie ottenute in Singapore. Inoltre, potrebbe raggiungere il tedesco nella classifica del vincitori all-time con 41 vittorie, e così facendo andrebbe ad eguagliare anche il record di Ayrton Senna. Per quanto riguarda il discorso della pole position, la situazione si capovolge. Hamilton è leader della classifica con tre pole ottenute, proprio davanti a Vettel fermo a quota 2.

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    Alessandro Prada | Appassionato da una vita di sport e di F1 in particolare. Cresciuto tra le vittorie di Schumacher e la leggenda di Senna con la Ferrari sempre nel cuore.

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