Sotto i riflettori di Singapore a brillare è la stella di Sebastian Vettel, autore di un week end perfetto in cui, sin dal sabato, è riuscito a far sognare i Ferraristi. Da un sabato magico targato con il giro record della pista ad una domenica di sogni e di passione, condita dall’imprevidibilità di una gara che nel corso degli anni ha sempre riservato sorprese. Sorprese, come il flop della Mercedes che si perde nella nebbia di Singapore, come la rinascita della Red Bull, come il sogno di mezz’estate che non ti aspetti. Se da una parte c’è chi si sveglia con il trofeo in mano, dall’altra che chi si sveglia solo con un sacco di dubbi per il non essere riuscito a trovare il bandolo della matassa e ad uscire da un vortice che in un soli tre giorni ha minato più insicurezze che nel corso di tutta la stagione. Disastro, come quello della McLaren: in una gara in cui i punti erano alla portata ancora l’inaffidabilità della vettura di Woking l’ha fatta da padrone, costringendo Alonso e Button al ritiro. Nella notte dei desideri, per come la definirebbe il noto cantante Jovanotti, le gioie sono state tante. Le pagelle.
Sebastian Vettel: 10 e lode.
Nell’avvolgente atmosfera di Singapore, tra muretti e grattaceli, si accende il sogno rosso: tra un sabato spettacolare e una domenica mozza fiato, Sebastian Vettel riesce a riaccendere la passione nel cuore dei Ferraristi, grazie ad una prestazione da vero “cannibale”, come ai tempi della Red Bull. Se fino a qualche settimana fa sperare nella pole era pura utopia, il tedesco, questa volta, è riuscito a portare a casa il miglior risultato in cui potesse sperare, portandosi a casa la palma del più veloce al sabato, stracciando gli avversari uno ad uno. In gara non commette un solo errore, anzi, è costretto per ben due volte a ricreare quel margine che, con tanta fatica, era riuscito ad ottenere sugli avversari. Spettacolare il primo giro, con una vera partenza “a cannone”, con ben 3 secondi guadagnati su Ricciardo, che hanno idealmente spalancato la porta verso la vittoria. Bravo a non andare in confusione con le due Safety Car, bravo nella gestione gara nel momento più cruciale della corsa. Quello di Singapore è stato veramente un week end “magico”. In realtà, quello ottenuto da Sebastian, non sembra essere un risultato diverso rispetto a quelli ottenuti nel suo periodo d’oro in Red Bull, ma è certo che primeggiare sin dal sabato a bordo di una Ferrari, quello che è il suo sogno, dà emozioni nuove al quattro volte campione del mondo.
Daniel Ricciardo: 8,5.
Su una pista dove la RB11 poteva essere davvero competitiva, Daniel Ricciardo si è scatenato, mostrandosi capace ti poter tirare fuori tutto dalla sua vettura, nonostante i limiti di una PU che dall’anno prossimo non potrà più essere una scusante, visto il divorzio con Renault. Globalmente quella dell’australiano è stata un’ottima performance, sia in qualifica sia in gara, inchinandosi solo all’ex compagno di team Sebastian Vettel, imbattile ieri. Vero, però, che per il passo gara visto venerdì ci si aspettava qualcosina di più, quantomeno che rimanesse negli scarichi del tedesco per tutta la corsa, cosa che non è successa. Certamente, però, è un bel riscatto dopo le opache prestazioni delle ultime due gare.
Kimi Raikkonen: 7.5.
Ci si aspettava di più, indubbiamente, per un week end comunque assolutamente positivo per il finlandese, tornato sul podio dopo parecchi mesi di astinenza. Buon terzo posto in qualifica, buon terzo posto in gara: ciò che dovrebbe far riflettere, però, non è tanto il risultato, ma la performance, visto che sia al sabato che alla domenica, il finlandese ha chiuso la sessione con un netto distacco dal compagno di team. C’è da dire che, però, al contrario delle scorse volte, domenica non si è lasciato sfuggire l’occasione di essere protagonista, azzeccando una buona partenza a cui, però, è mancato quel giusto mordente nel terzo stint per riuscire a sorpassare Ricciardo. Dopo le buon prestazioni di Ungheria, Belgio e Italia, quella di Singapore è stata un’ulteriore conferma di un Raikkonen in un buon stato di forma.
Nico Rosberg/Lewis Hamilton: 6.
C’è da dire che più che di responsabilità oggettive dei piloti, si tratta di un insieme di fattori. Durante il week end di Singapore è impossibile negare che la Mercedes non sia riuscita a dominare come suo soluto, incappando nella peggiore prestazione dell’anno, proprio perché mancava il ritmo per stare con i primi. Più che dare una reale responsabilità ai piloti, quindi, bisognerebbe cercare di capire cosa non ha funzionato nel team di Stoccarda, perché è evidente come già in qualifica dopo metà giro la vettura fosse veramente difficile da controllare, con un posteriore che pattinava da qualsiasi parte. Hamilton e Rosberg hanno provato a metterci del loro, con il tedesco che è riuscito anche a reggere il confronto con Kvyat nella seconda parte di gara, ma quando la macchina non va c’è poco da dare. Sicuramente è stata solo una battuta d’arresto, difficile pensare che anche a Suzuka vedremo una Mercedes così in difficoltà.
Valtteri Bottas: 6,5.
Nonostante questo tracciato non fosse l’ideale per la Williams Bottas ottiene un’importante quinto posto per il morale e per il campionato piloti nella lotta interna contro il compagno di team Felipe Massa. Una buona rivincita contro chi non lo dava come pilota da tracciato cittadino, anche se il distacco da Vettel di mezzo minuti (mitigato dalle due SC) è abbastanza pesante.
Daniil Kvyat: 7.
Un 7 per il russo della Red Bull ci sta, perché è stato molto sfortunato ma, al contempo, autore di un’ottima performance. Dopo un ottimo quarto posto al sabato in griglia, Daniil parte bene e riesce a rimanere vicino a Raikkonen fino al momento del primo pit stop: entra, monta un nuovo set di gomme e, subito al giro dopo, entra la prima SC, cosa che rovina completamente la sua strategia, facendogli perdere ben 2 posizioni. La sua gara rimane in stallo a questo punto; superare a Singapore non è cosa semplice e doverlo fare su una Mercedes non rende le cose ancor più semplici. Nonostante tutto il russo ci prova fino al momento del secondo pit stop: anche in questo caso entra, monta un nuovo treno di gomme, e subito qualche giro dopo entra nuovamente la SC, andando anche questa volta a rovinargli la strategia di un possibile recupero. Da quel che abbiamo visto il sabato e nella prima parte di gara, comunque, Daniil era pronto a sfruttare l’occasione: peccato per la sfortuna in gara.
Sergio Perez: 6,5.
Sorprende sempre di più la costanza di rendimento trovata nelle ultime gare, un po’ al contrario del compagno di team, Nico Hulkenberg, che alterna ottime prestazioni a giornata in cui commette sciocchezze (come domenica nell’incidente con Massa). Nonostante una Force India che non fa della trazione la sua dote migliore, Perez conquista un buon settimo posto, raccimolando ottimi punti da portare a casa.
Max Verstappen: 9,5.
Su una pista dove non aveva mai girato è sorprendente, qualificandosi nei primi 10 e facendo una gara magistrale. La ottima prestazione del sabato è, però, vanificata dalla sciocchezza alla partenza, dove si è fatto andare in stallo la vettura (cosa per cui non gli possiamo dare 10, perché se non avesse commesso questo errore, probabilmente saremmo a parlare di un sorprendente 5°/6° posto), cosa che lo ha costretto a partire già con un giro di ritardo. Dopo la prima SC riesce a sdoppiarsi e, con un ritmo forsennato, riesce a recuperare sino alla top ten. Negli ultimi giri dimostra di avere un grande spirito agonistico, ignorando completamente un ordine di team a favore del suo compagno di squadra. Un vero peccato per l’errore alla partenza, ma almeno ha regalato spettacolo con sorpassi di ottima caratura.
Carlos Sainz: 8.
Dopo il botto in qualifica la sfortuna lo perseguita: in gara, alla ripartenza dopo la SC, rimane bloccato in folle per qualche secondo, cosa che gli fa perdere tante posizioni. Buona rimonta nel finale con qualche punticino che fa morale in un week-end non semplicissimo.
Felipe Nasr: 6.
C’è da dire che non è stato un week end facile per il brasiliano. Nonostante il nuovo pacchetto aerodinamico portato dalla Sauber (i cui si effetti si sperano di vedere settimana prossima a Suzuka), la gara non è stata semplice e il fatto di essere finito nei punti deriva un po’ dalla fortuna dei ritiri delle McLaren, di Massa e Hulkenberg e dai problemi di Maldonado. Un punto, però, che fa morale in casa Sauber.
McLaren: 3.
Ritmo quasi ridicolo. In quella che doveva essere per loro l’ultima gara buona della stagione per puntare ai punti, riescono ad entrare nella top ten solo per i ritiri e gli inconvenienti altrui, per poi uscirne per i soliti problemi di affidabilità. Occasione buttata.