
L’unica cosa che gli mancano rispetto all’epoca in cui correva, sono i suoi leggendari baffi. Per il resto, la grinta e la passione non sono mai cambiati, e gli restano intatti ancora oggi. Di chi stiamo parlando? Il soggetto in questione è Nigel Mansell, uno dei piloti più amati di sempre e campione del mondo di Formula 1 nel 1992, al volante della Williams. Secondo quanto riporta il sito autosprint.it, il “Leone d’Inghilterra” ha affermato, alternando risate con serietà, che con un allenamento di qualche settimana anche lui potrebbe salire sul podio al volante di una Mercedes.
“Se avessi il tempo necessario per riabituarmi alle corse -ha commentato Mansell- e se iniziassi un allenamento serio e prolungato, anch’io potrei concludere sul podio se avessi in mano una Mercedes. Non vorrei essere troppo presuntuoso, ma potrei anche raggiungere i tempi cronometrici di Lewis Hamilton e, perché no, anche batterlo”. L’ex pilota di Lotus, Williams, Ferrari e McLaren ha voluto inoltre precisare che, rispetto ai suoi tempi, “le vetture attuali sono molto meno fisiche di quelle che guidavo io all’epoca, e questo è dovuto principalmente ad un buon numero di aiuti alla guida che in passato non esistevano”. Il campione inglese, oltre a parlare di un suo “immaginario” podio con la Mercedes guidata da Hamilton e Rosberg, si è anche sbilanciato su altre due tematiche.
Alla domanda sul possibile approdo in Formula 1 di una donna, Mansell ha espresso un parere positivo: “Credo che ci siamo molto vicini. La Formula 1 attuale, ripeto, è molto meno fisica rispetto ad un tempo, di conseguenza il fisico di una donna potrebbe adattarsi molto più facilmente ad una monoposto, dato che, per esempio, il servosterzo non richiede più così tanta forza in curva. Oltre all’aspetto puramente fisico ci sono anche altre condizioni che potrebbero spingere una pilota ad entrare in Formula 1, come lo sviluppo delle monoposto, una maggior sicurezza per i piloti e dei circuiti, la possibilità di impostare la vettura attraverso il proprio computer di bordo installato sul volante, e tutta l’assistenza che c’è al di fuori della macchina. Non dobbiamo dimenticare che oggi il pilota è circondato da 30 a 50 ingegneri che possono comunicargli cosa fare per bilanciare la vettura prima che sia troppo tardi”.
Mansell ha infine espresso il suo pensiero sull’uomo del momento, Lewis Hamilton, che è anche un suo connazionale: “Sta facendo grandi cose. Si è anche trovato sulla macchina giusta al momento giusto. Credo proprio che per quest’anno il titolo possa perderlo solo lui, e penso che anche per il 2016 sarà ancora lui il favorito”.