
E’ un Flavio Briatore a 360 gradi quello che si è sentito ai microfoni del programma radiofonico Gr Parlamento. L’ex team principal di Benetton prima e di Renault poi, ha voluto esprimere la propria opinione sul campionato che si sta per concludere e su quello che verrà, indicando in quest’ultimo caso la Mercedes come favorita anche per il 2016. Il 65enne di Verzuolo (Cuneo) ha infine svelato un curioso fatto risalente all’epoca in cui si trovava in Benetton, quando si sfiorò un accordo con la Ferrari.
Presente – Con il campionato 2015 che si concluderà ufficialmente domenica ad Abu Dhabi, per Briatore è tempo di fare qualche pronostico sulla stagione che sta per volgere al termine, dividendosi tra sorprese e delusioni. Non sono mancati i complimenti alla Ferrari, definita come “la più grande rivelazione di questo 2015. Se analizziamo bene -afferma Briatore- è l’unico team che è stato capace di migliorarsi rispetto alla passata stagione. Ad inizio campionato ero convinto che dietro le Mercedes ci potessero essere le Williams, e invece a Maranello hanno fatto un lavoro davvero eccezionale, tanto da riuscire a vincere le uniche gare non conquistate dalle Mercedes. La Ferrari poi può contare su un pilota come Sebastian Vettel. E’ stato davvero bravissimo, ha fatto un ottimo lavoro ed è anche riuscito a motivare la squadra. Anche in gara è sempre stato consistente e veloce”. Parlando dell’attuale momento della Ferrari, il suo pensiero corre però a Luca Cordero di Montezemolo ed alla sua presidenza proprio con il Cavallino. “E’ strano -ammette- non vedere più Luca al timone della Ferrari. Credo che tutto ciò gli manchi molto, ma posso capirlo. Vent’anni non si cancellano così alla svelta”.
E se da una parte c’è ammirazione per i miglioramenti apportati da Maranello, dall’altro c’è la delusione e l’amarezza per quello che è stato il campionato della McLaren. “Era impossibile prevedere una stagione così disastrosa. Sin dai test invernali si era capito che per quest’anno non c’erano le condizioni necessari per essere seriamente competitivi, ma che tutto potesse andare così male sinceramente non me lo aspettavo proprio. Mi dispiace davvero molto, anche perché so come si lavora in Honda. A questo punto bisogna attendere la prossima stagione, quando verranno fatti sicuramente dei passi in avanti. Solo li si potrà vedere a che livello saranno in confronto agli avversari”.
Futuro – Accennando al campionato 2016, Briatore ha anche espresso il suo pensiero su chi sarà il favorito per la prossima vittoria finale. Per Flavio, deciso come sempre, non ci sono dubbi: Mercedes. “Obiettivamente penso che le frecce d’argento siano ancora le superfavorite anche per il 2016. Tra loro e la Ferrari c’è ancora un gap tecnico importante che deve essere colmato, ma soprattutto c’è un’arma in più che risponde al nome di Lewis Hamilton. Lui è uno che picchia duro, è molto forte e soprattutto è diventato ancor più sicuro di sé stesso. Quest’anno ha davvero dato la sensazione di non sbagliare nulla, ma per il 2016 bisognerà vedere la prima gara per capire quali saranno le carte in tavola. Comunque sia vedo ancora la Mercedes favorita”. E a proposito di Hamilton, Briatore ha anche speso due parole per il “fantamercato” piloti del futuro che vorrebbe Hamilton come compagno di squadra di Vettel in Ferrari. “Su questa possibilità -ammette- resto molto scettico. Il mondiale lo vince un pilota solo, e due campioni nello stesso team non servono. A mio avviso c’è bisogno di un numero 1, che possa puntare al titolo, e di un buon numero 2 che possa collezionare punti utili per portarsi a casa il mondiale costruttori”.
Passato – Insomma, la Ferrari è stata citata da Briatore per il suo presente e per il suo futuro prossimo, ma anche per il passato che lega la casa di Maranello con il piemontese. Briatore ha infatti spiegato ai microfoni come sia stato davvero vicino ad un suo passaggio da team principal della Benetton a quello della “Rossa”. “E’ un fatto che risale alla metà degli anni ’90 – confessa Flavio – ancor prima che arrivasse Jean Todt. Mi ricordo che all’epoca, grazie anche ad Umberto Agnelli, c’era una concreta possibilità di lasciare la Benetton per andare in Ferrari. Avevo la totale libertà di decidere se restare dov’ero o se tentare una nuova avventura. Alla fine però decisi di restare e non se ne fece più nulla, anche perché mi trovavo davvero molto bene in Benetton. Col senno di poi posso dire che la Ferrari alla fine fece la scelta giusta prendendo Todt. E’ stato bravissimo a farsi valere in Formula 1, soprattutto per uno come lui che prima di quell’esperienza arrivava dall’ambiente dei rally, che è completamente diverso. Ad ogni modo -conclude Briatore- è riuscito a vincere anche grazie allo straordinario lavoro non solo di Michael Schumacher, ma anche di una decina di uomini tra tecnici ed ingegneri che avevano ingaggiato dalla Benetton, all’epoca campione del mondo”.