
Con il cambio regolamentare avvenuto nel 2014, sono state introdotte le nuove Power Unit e un’aerodinamica molto diversa da quella che ha visto gli anni di dominio Red Bull.
Durante le ultime due stagioni passate, la Mercdes ha dominato in lungo e in largo, trovando solo in Red Bull, Williams e Ferrari dei possibili rivali. Il segreto del dominio Mercedes non è solo una Power Unit tecnologicamente migliore di quelle dei rivali, ma anche un telaio che interagisce alla perfezione con il motore.
La competitività della Mercedes, nel 2014 con la W05 e nel 2015 con la W06, ha permesso a Lewis Hamilton di vincere i due titoli mondiali, consentendogli di arrivare a 3 allori iridati in carriera. Durante il 2015 l’unico team a “spezzare” il dominio del team tedesco è stato la Ferrari, grazie alle tre vittorie di Sebastian Vettel. Lewis, però, non sembra aver paura di un possibile attacco da parte della Ferrari al dominio Mercedes nel 2016: “Abbiamo ancora un anno ad alti livelli. Sicuramente c’è un po’ di incertezza, perché non conosciamo ancora la vettura. Ma abbiamo una base molto competitiva e molto forte e sono sicuro che il prossimo anno manterremo la nostra forza” – ha dichiarato il 3 volte campione del mondo al sito inglese Autosport.
Nonostante una stagione ad altissimi livelli, Hamilton crede di poter fare ancora di più nel 2016: “Non si può essere al top per tutto l’anno. Ogni tanto si hanno delle battute d’arresto. Sono stato molto competitivo per buona parte della stagione ma, alla fine, ho fatto tre gare non di alto livello. Ho guidato bene e non ho fatto errori, ma non ero al 100 per cento. La cosa positiva è che ci sono ancora dei miglioramenti che si possono fare la prossima stagione” ha proseguito il campione inglese.
“Io penso che ogni anno si cresca non solo come persona, ma anche come sportivo. Spero che il prossimo anno in pista potrò applicare ciò che ho imparato durante quest’inverno. Spero di poter essere più forte nel 2016. Sono ancora giovane e al momento vedo solo una montagna che sono disposto a scalare” ha poi concluso Hamilton.