
Era nell’aria già nel periodo natalizio: un regalo per la nota cittadina brianzola, per la Lombardia e per gli appassionati di Formula 1 in genere. E adesso è arrivata la conferma ufficiale alla quale manca solo la firma, che presumibilmente avverrà a fine gennaio. Il Gran Premio di Italia continuerà a tenersi nello storico Autodromo di Monza. Le monoposto continueranno a sfrecciare sulla pista costruita all’interno del parco recintato più grande d’Europa, anche dopo il 2016.
La dichiarazione ufficiale è arrivata direttamente dal Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani: “il Gran Premio di Monza è salvo. il GP resta a Monza. E’ un impegno finanziario notevole che ci costringerà anche a redigere un piano di risparmi. L’accordo con Bernie è in sostanza già stato trovato e dobbiamo solo mettere a fuoco alcuni dettagli e particolare non secondario, la durata del contratto. L’obiettivo è comunque siglare l’accordo che verrà firmato da me e Capelli, entro la fine di gennaio. L’obiettivo è davvero vicino e speriamo di ufficializzare il tutto al più presto”.
E a confermarlo è stato anche l’ex pilota della Ferrari, e ora Presidente dell’AC Milano, Ivan Capelli, che in un’intervista ad Autosport ha dichiarato: “Monza è salva . Il governo ha approvato un emendamento che ci consente di finanziare il Gran Premio. E’ probabile un accordo fino al 2022”.
Ma prima di entrare nel dettaglio su come si è arrivati all’accordo è utile fare un breve riassunto di quello che è accaduto negli scorsi mesi.
Già all’inizio del 2015 “Big Bernie” aveva lanciato la prima fiammata all’autodromo brianzolo, dopo l’annullamento del Gran Premio di Germania del Nurburgring per problemi finanziari: “a Monza potrebbe succedere quello che sta capitando in Germania”, aveva affermato seccamente il patron della Formula 1.
Tra le richieste economiche di Ecclestone e le disponibilità della SIAS, società che gestisce l’Autodromo, ballavano circa 20 milioni di Euro.
In occasione del Gran Premio di Montecarlo, a maggio, si tenne un primo incontro, tra Ecclestone, Sticchi Damiani e Capelli, conclusosi con un “nulla di fatto”. Ancora troppo lontane le rispettive posizioni: e la trattativa naufragò.
Il tutto fu rimandato ad un successivo meeting fissato proprio in occasione del Gran Premio d’Italia.
Nel corso dell’estate si arrivò addirittura ad ipotizzare lo spostamento del Gran Premio d’Italia in un altro circuito.
Ecclestone da abile tattico delle trattative qual è, in maniera provocatoria, propose all’ACI un’alternativa: spostare il Gran Premio d’Italia al Mugello, il circuito toscano di proprietà della Ferrari. “Sarebbe un’opportunità meravigliosa”, dichiarò all’epoca l’84enne patron della F1. “Un progetto a cui pensammo a lungo con Luca di Montezemolo.” La risposta del Presidente dell’ACI non si fece certo attendere, e fu assolutamente decisa: “Se manterremo la Formula 1 a Monza, significa che avremo fatto un buon lavoro. Ogni altra opzione non sarebbe il risultato di un buon lavoro. Sarei uno sciocco a non dire che Monza è il teatro ideale per il Gran Premio. Lì dal 1922 a oggi è stata scritta la storia del nostro automobilismo. Comunque sono il presidente dell’Aci Italia, e prima di toglierci il GP d’Italia dovranno passare sul mio corpo”.
Della situazione di empasse creatasi cercò di approfittarne anche Imola, che provò a riportare il Gran Premio di Formula 1 al circuito del Santerno, dopo un assenza di quasi 10 anni. Nel mese di giugno infatti, il Sindaco della cittadina emiliana, Daniele Manca, e il Presidente di Con.Ami, Stefano Manara, ebbero un incontro con Ecclestone a Londra. Un’ora di colloquio, in occasione del quale fu presentato un progetto di rilancio del circuito, illustrato gli investimenti fatti e il piano di infrastrutture da realizzare nei successivi due anni, con l’obiettivo dichiarato di far tornare a correre le monoposto di Formula 1 sul circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari nel 2017. Anche in questo caso furono solo schermaglie e il circuito di Imola rimase di nuovo a bocca asciutta.
E finalmente arrivò settembre, Gran Premio d’Italia: mentre in pista continuava la lotta tra Mercedes e Ferrari, negli uffici dell’Autodromo il clima era teso. Bernie Ecclestone ribadì le proprie pretese non appena messo piede nel paddock, con parole che gelarono il clima autunnale di Monza: “Il fatto è che noi abbiamo qualcosa da vendere e loro devono decidere se sono interessati a comprarlo. Rinnovo improbabile? Al momento direi di sì sulla base del fatto che non vogliono pagare.”
Il patron della Formula 1 ebbe un incontro prima con i vertici dell’autodromo brianzolo e, la domenica del Gran Premio, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il governatore della Lombardia Roberto Maroni .
Le posizioni della parti in causa si avvicinarono: grazie all’intervento della Regione Lombardia, con un investimento di 7 milioni l’anno per 10 anni, e con l’aiuto di altri investitori, il gap rispetto alle richieste di Ecclestone scese a 10 milioni. “Il prezzo che chiediamo è lo stesso che gli altri organizzatori stanno pagando in Europa”, spiego Bernie al termine del week end monzese. “Non dovrebbe essere un dramma, ma per ora non sono stati in grado di chiudere l’accordo, probabilmente per un sacco di motivi”.
Il passo decisivo per il raggiungimento dell’accordo fu compiuto dal Governo che, su pressione degli organizzatori del Gran Premio, inserì nella legge di stabilità l’art. 183, che autorizza l’ACI ad usare i propri utili, compresi quelli ottenuti attraverso l’attività del pubblico registro automobilistico, per pagare quanto chiesto da Bernie Ecclestone per ospitare il Gran premio d’Italia sullo storico circuito della Brianza, oltre la scadenza contrattuale del 2016. In “soldoni” ciò si traduce in un esborso di circa 12,5 milioni di dollari a carico dell’ACI, mentre i restanti 6,5 arriveranno dall’Ac Milano, gestore del circuito attraverso la federata SIAS.
Grazie all’intervento di tutte le parti in causa, a livello nazionale e locale, l’accordo con Ecclestone è in sostanza già stato trovato. Ora è necessario solo definire alcuni dettagli e soprattutto la durata del contratto, che dovrebbe essere di sette anni. L’obiettivo, a detta del Presidente dell’ACI, è di siglare l’accordo, che verrà firmato dallo stesso Damiani e da Capelli, entro la fine di gennaio.
Con il rinnovo del contratto è previsto anche che l’Autodromo di Monza subirà opere di riammodernamento.
A confermarlo in via indiretta e ancora il Presidente dell’ACI: “Il rinnovo del contratto per il GP d’Italia sarà l’occasione giusta per uno scatto di reni dell’Autodromo. Finalmente Monza potrà avere le opere di ammodernamento che sogniamo da anni. Perché è vero che quello brianzolo è il più antico circuito in cui si svolge un GP di F1, ma vogliamo anche che sia il più moderno del mondo”.
Ma quali saranno le modifiche paventate da Damiani?
Per ora circolano solo ipotesi. Oltre ad alcune novità previste per migliorare l’accessibilità generale all’Autodromo, ci dovrebbero essere delle modifiche al circuito stesso. La più importante sembra quella riguardante la curva Biassono, subito dopo la prima variante, che verrà sostituita, con ogni probabilità, da due nuove curve più lente, ricavate, almeno in parte, all’interno del parco adiacente al tracciato esistente.
Al momento non c’è nulla di confermato in merito a questa modifica, ma intanto c’è da tirare un bel sospiro di sollievo. Il Gran Premio più antico della storia della Formula 1 è salvo e potremo continuare a godercelo nel tempio della velocità che tutto il mondo ci ammira e ci invidia.