
La vita di Ferruccio Lamborghini in un film? Ora è possibile. L’Ambi Group infatti, una società di produzione italo-canadese, ha annunciato la programmazione di una nuova pellicola interamente dedicata all’uomo che, nel 1963, fondò lo storico marchio di Sant’Agata Bolognese. Dalla produzione di trattori fino ai meravigliosi bolidi famosi in tutto il mondo, passando per la ricostruzione del lato più umano e privato di uno degli uomini più famosi della storia italiana recente. Le riprese dovrebbero iniziare quest’estate, con la sceneggiatura affidata a Bobby Maresco (già premio Oscar con “Crash”) e alla quale collaborerà anche il figlio di Ferruccio Lamborghini, Tonino. Al momento non si conosce ancora il regista ed il cast, ma sembra già esserci un titolo provvisorio: “Ferruccio Lamborghini – La leggenda”.
La sua immagine, il suo carisma, e le sue automobili, restano ancora oggi una vera e propria leggenda. Conosciuta in tutto il mondo per le sue bellissime opere d’arte dotate di motore, la Lamborghini è stata sempre rivale della vicina Ferrari, con la quale lotta per la realizzazione di automobili più appetibili sul mercato. Eppure, a differenza di Enzo Ferrari, il fondatore del “Toro” non è mai passato alla storia per le vittorie della propria creazione nelle competizioni sportive, anzi. Al contrario del “cavallino rampante”, che si copre di mito anche grazie ai numerosi successi in Formula 1 e non solo, Lamborghini ha sempre preferito puntare sulla bellezza e sulla potenza delle proprie automobili, senza “infangare” la propria immagine in campionati impegnativi come la Formula 1. Nonostante tutto, una breve liason tra il marchio bolognese ed il grande circus c’è stata, anche se avara di soddisfazioni. #UnForgettableF1 ripercorrerà la breve e sfortunata storia della Lamborghini in Formula 1, analizzando i grandi progetti mai portati ad un compimento soddisfacente.
1989: il debutto con la Larrousse – La storia della Lamborghini in Formula 1 inizia ufficialmente nel 1987. Sul finire degli anni ’80 l’azienda vive uno stato di profonda crisi economica, che porta un cambiamento a livello societario. I nuovi proprietari diventano infatti gli americani della Chrysler, e con loro nasce un nuovo progetto: per risollevare il prestigio del marchio, si decide di prendere una nuova strada, entrando in Formula 1 per il 1989 solo come fornitore di motori (la costituzione di un proprio team sarebbe stato troppo costoso). E’ la scuderia francese Larrousse a strappare per prima un accordo con la Lamborghini per la fornitura di motori proprio per il 1989. La nascita e la realizzazione del propulsore viene affidata a due uomini di spicco provenienti dalla Ferrari: Daniele Audetto e Mauro Forghieri. Il lavoro profuso porta alla creazione di un motore V12 da 3,5 litri, rispettando le regole dell’epoca che chiusero le porte in faccia al turbo. Il motore non è male, ma montato su una vettura scarsamente competitiva si rivela un fallimento. Le grandi aspettative e la curiosità di vendere la Lamborghini impegnata in Formula 1 tradiscono gli appassionati, e la Larrousse otterrà un sesto posto come miglior piazzamento in Spagna con Philippe Alliot.
1990: il primo ed unico podio – Nel 1990 la Lamborghini si trova impegnata su due fronti. Oltre alla Larrousse, è la sempre più inguaiata Lotus a firmare un contratto per la fornitura di motori con la casa di Sant’Agata. La credibilità della Lamborghini cresce ulteriormente, anche se le posizioni di vertice rimangono ancora troppo lontane. Nonostante tutti i margini di miglioramento possibili, i motori emiliani conquistano complessivamente quattordici punti iridati, e tra questi c’è anche la gioia del podio. Nel penultimo appuntamento della stagione a Suzuka, è il pilota idolo di casa, Aguri Suzuki, a conquistare un incredibile ed inaspettato terzo posto al volante della Larrousse. L’exploit del giapponese sigla il primo podio della Lamborghini in Formula 1. Nessuno lo sa, ma quella gioia sarà anche l’ultima.

1991: la Luna storta – Confortata dall’ottimo podio ottenuto in Giappone, la Lamborghini decide di fare il grande passo nel 1991, ad appena due anni dal suo debutto: quello di creare un team ufficiale. L’idea principale per la creazione di un team nasce da un ricco imprenditore messicano che risponde al nome di Fernando Gonzales Luna. Oltre a ciò, la Ligier firma un accordo per la fornitura di motori con la casa emiliana. Dopo aver ottenuto un accordo con la Chrysler e con Mauro Forghieri, parte ufficialmente un progetto ambizioso che porterà la Lamborghini in Formula 1 sotto il nome di Team Glas. A metà del progetto però, accade l’inatteso. Luna infatti, di punto in bianco, scompare dalla circolazione. Dove sia scappato il magnate messicano resta un mistero, ma le speranze del team vengono quasi compromesse ancor prima dell’inizio della stagione. Nonostante tutte le difficoltà economiche, Forghieri riesce a completare un progetto abbandonato a metà , ed il debutto avviene comunque con una denominazione diversa: Modena Team. Nel primo gran premio della stagione a Phoenix, Nicola Larini è protagonista di una grande rimonta che lo porta fino al 7° posto in classifica. Sarà il miglior risultato del 1991. Il team Modena, già demoralizzato per la scorrettezza di Luna, farà più volte fatica anche solo a qualificarsi. Così, dopo solo un anno, matura la decisione di ritirare la scuderia, e la Lamborghini come team ufficiale scompare definitivamente.
1992: ancora motori e delusioni – Dopo lo smacco della stagione precedente, il 1992 segna il ritorno del “Toro” esclusivamente come fornitore di motori per Minardi e Larrousse. I risultati sono ancora una volta deludenti, ma diversamente dal 1991 arrivano comunque dei punti. A regalare piccole gioie sono i due piloti della Larrousse Alliot ed Erik Comas. Il primo conquista un quinto posto ad Imola, mentre il secondo chiude sesto a Monza. Tre punti totali, tutti ottenuti su circuiti italiani da piloti francesi. Così come nell’anno precedente, la Lamborghini si rivela purtroppo vittima di una seconda cocente delusioni al di fuori delle piste. A metà stagione infatti, nel corso di un campionato non all’altezza, la McLaren si fa improvvisamente avanti, interessata dalla fornitura di motori Lamborghini per i successivi anni. Ron Dennis infatti, intuite le potenzialità del motore, voleva testare l’efficienza del “Toro” su una vettura più competitiva come la McLaren. Nel corso della stagione furono effettuati addirittura due test, a Silverstone e ad Estoril, nei quali la monoposto di Ayrton Senna venne modificata appositamente per il motore Lamborghini. Terminate le prove, lo stesso campione brasiliano (orfano della Honda ed insoddisfatto del Ford-Cosworth), giudicò positivamente la potenza del propulsore italiano. Questo, insieme ad un sempre più crescente interesse anche da parte dei vertici della McLaren, fece trapelare anche una forte indiscrezione, secondo la quale il team inglese si sarebbe fornita della collaborazione con Sant’Agata già negli ultimi appuntamenti per il 1992.
Questo però, come facilmente prevedibile, non accadde. In compenso, come se non bastasse, ecco pronta una nuova batosta. Quando finalmente l’accordo sembrava ormai una formalità , è Ron Dennis a cambiare improvvisamente idea. Nonostante una bozza di progetto che avrebbe visto la Lamborghini partner di McLaren per il 1994, il team di Woking decide di collaborare, sempre a partire da quell’anno, con i francesi della Peugeot.
Dopo il caso di Luna, e la seconda doccia fredda di Ron Dennis, la Chrysler (che aveva investito anche su quel progetto) decise di ritirare la Lamborghini dalla Formula 1…per sempre.
Ironia della sorte, i motori Peugeot si riveleranno poi fallimentari per la McLaren, che tornerà a vincere nella seconda metà degli anni ’90 solo grazie alla solida collaborazione con Mercedes.
Più e più volte, anche nel corso degli ultimi anni, in molti hanno sperato in un romantico ritorno della Lamborghini in Formula 1. I desideri però, sono sempre stati respinti con forte decisione dall’azienda, che non vuole più reinvestire in una competizione come il circus. Forse un giorno qualcuno cambierà idea, forse rivedremo davvero il nome Lamborghini sfrecciare sulla livrea di qualche monoposto, ma per ora è giusto accettare la realtà . Nel frattempo, non ci resta che aspettare l’uscita nelle sale del film su chi fondò questo marchio, poco fortunato nelle corse ma incredibilmente affascinante per i modelli stradali. Possedere una Lamborghini è un sogno che in pochi possono realizzare, ma se il sogno esiste è solo grazie all’inventiva di uomo che, come il grande rivale Ferrari, ha creato un mito partendo da umili origini.
Piloti e risultati come fornitore di motori:
1989: Equipe Larrousse (Philippe Alliot, Michele Alboreto, Yannick Dalmas, Eric Bernard) – 16° in classifica con 1 punto
1990: Camel Teal Lotus (Derek Warwick, Martin Donnelly, Johnny Herbert) – 8° in classifica con 3 punti
Espo Larrousse (Eric Bernard, Aguri Suzuki) – 6° in classifica con 11 punti ed 1 podio
1991: Ligier Gitanes (Thierry Boutsen, Erik Comas) – 13° in classifica e nessun punto
1992: Minardi (Gianni Morbidelli, Christian Fittipaldi, Alessandro Zanardi) – 13° in classifica con 1 punto
Central Park Venturi Larrousse (Bertrand Gachot, Ukyo Katayama) – 12° in classifica con 1 punto
Piloti e risultati come team ufficiale:
1991: Modena Team (Nicola Larini, Eric van de Poele) – 14° in classifica e nessun punto