La prima sessione di test invernali del 2016 si è ormai conclusa e ci ha lasciato alle spalle alcune indicazioni. Innanzitutto la cosa più lampante è l’incredibile affidabilità Mercedes: in 4 giorni i due piloti della casa tedesca hanno percorso ben 675 giri, l’equivalente della distanza di oltre 10 gare, senza accusare mai un problema! Insomma, la tattica della scuderia di Stoccarda è chiara: percorrere più giri possibili per verificare l’affidabilità di ogni singolo pezzo montato sulla vettura, verificandone anche usura e qualità. Lewis Hamilton ha rivelato che, poco prima che iniziasse il test, in Mercedes lo avevano avvertito: minimo 800km al giorno per verificare la vettura. E così è stato, tanto che i due piloti ufficiali si sono ritrovati con grossi problemi al collo, data la grande quantità di chilometri effettuata. I due piloti, infatti, sono gli stakanovisti dei test: il 3 volte campione del mondo Lewis Hamilton nelle 2 giornate di test a sua disposizione ha percorso 343 giri, l’equivalente di circa 1596km. Una cifra mostre, non raggiunta dal proprio compagno di squadra, Nico Rosberg, per una manciata di tornate in meno. Leo Turrini, però, ha svelato un piccolo segreto: sembra che la vettura d’argento consumi un po’ troppo le gomme, in particolare quelle posteriori, anche se questo problema dovrebbe essere risolto già con i nuovi aggiornamenti in arrivo durante la prossima settimana per la seconda sessione di test invernali a Barcellona. Il terzo pilota più attivo è stato Kevin Magnussen, che ha dovuto spremere la macchina in pista, per recuperare il tempo perso dal compagno di team Jolyon Palmer durante i primi due giorni di test. Da segnalare i tanti giri dei piloti Toro Rosso, mentre è molto indietro Sebastian Vettel, con soli 195 giri, che gli consentono di ottenere solo il 10° posto in questa speciale classifica.
Per la Ferrari, infatti, questo test non è stato volto al chilometraggio, quando più allo “svezzamento” della nuovissima SF16-H, con tutte le verifiche da fare riguardo al lato Power Unit e la ricerca dei set-up corretti dopo il cambio di tipologia di sospensione anteriore, passando da una pull-rod ad una soluzione più tradizionale push-rod. Il lavoro dei tecnici di Maranello poi si è volto anche alla comparazione di dati con tutte le tipologie di gomme, cosa che, ad esempio, in Mercedes non è stata fatta. Per Sebastian Vettel ci sono state tante piccole cose da mettere a posto, come l’affinamento della posizione del volante e la verifica di ogni singola parte della Power Unit: non è un caso che, infatti, dopo ogni run la macchina venisse smontata nella parte posteriore, proprio per verificare l’affidabilità di ogni singolo elemento. Per il compagno di team, Kimi Raikkonen, la fortuna sembra essergli passato solo intorno: problema al giovedì con metà giornata persa. Problemi anche durante l’ultima giornata, causa la sostituzione del radiatore, che non hanno permesso a Raikkonen di fare un buon chilometraggio. A livello di team questa sfida è vinta sempre da Mercedes, la quale grazie ai suoi oltre 3000km è riuscita a distanziare, di ben oltre un secondo, tutte le vetture alle proprie spalle. Un applauso anche per i ragazzi Toro Rosso che, dopo essere riusciti a costruire una macchina in soli 3 mesi, in questi test sono arrivati in orario, mandando però la vettura in pista senza una livrea ufficiale. A concludere questa top 3 virtuale è la Sauber Come dicevamo poco prima, per la Ferrari questo test è stato un lavoro sopratutto di messa in pratica e miglioramento degli assetti, per rispondere al meglio alle nuove esigenze della macchina. Infatti nella classifica dei team con più chilometri percorsi, la troviamo solamente al sesto posto: probabilmente nel secondo test la troveremo più in alto anche in questo aspetto. Ancora indietro McLaren e Manor e, forse, ci si aspettava qualcosina in più dalla nuova arrivata Haas.

Menzione per i tempi dove la Ferrari domina: sicuramente nessuno ha spinto al massimo delle proprie potenzialità, ma si può dire che i tempi e le indicazioni siano già migliori dello scorso anno. Sebastian Vettel è riuscito a migliorare il proprio tempo di qualifica ottenuto durante il Gran Premio di Spagna (a parità di gomme medie) di oltre mezzo secondo, confermando in un certo senso i progressi di questa SF16-H. Il migliore tempo del test è stato ottenuto proprio dal tedesco su gomme ultrasoft, l’ultima nata in casa Pirelli. In questa speciale classifica troviamo in alto anche la Red Bull, grazie al buon tempo ottenuto da Daniel Ricciardo sulla RB12. I tempi sono comunque da prendere con le pinze, viste le differenti condizioni climatiche e di gomme che vi sono state tra i 4 giorni di test. Da notare come la Mercedes non abbia assolutamente cercato il tempo, evitando di montare gomme supersoft e ultrasoft. Questi i migliori tempi di piloti e scuderie.

