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Ferrari a due volti quella vista al Gran Premio del Bahrain.
Quello sorridente (si fa per dire) di Kimi Raikkonen, che interrompe il ciclo di doppiette delle Mercedes, frapponendosi tra Nico Rosberg, alla 5° vittoria di seguito, e Lewis Hamilton, giunto terzo sotto la bandiera a scacchi. Un secondo posto meritato, che bissa quello ottenuto dal finlandese l’anno scorso su questa pista, che evidentemente è tra le sue preferite.
E quelli delusi e amareggiati di Sebastian Vettel e Maurizio Arrivabene.
Il primo non è riuscito neanche a vedere i semafori accesi in griglia di partenza: la sua Ferrari l’ho ha abbandonato lungo il circuito, nel giro di ricognizione, avvolta da una spettrale nuvola bianca.
Il secondo non è riuscito a godersi fino in fondo il podio del finlandese a causa delle preoccupazioni circa l’affidabilità delle rosse: due gare, due ritiri e due power unit andate in fuoco e fumo. Non è certo un bel biglietto da visita per una scuderia che vuole lottare per entrambi i titoli mondiali. La Mercedes vola a 50 punti di distacco e Nico Rosberg ha già 32 punti in più rispetto a Raikkonen: con Vettel che è preceduto in classifica anche da un sorprendente Romain Grosjean, con la debuttante Haas.
La stagione è ancora lunga, come detto giustamente anche da uno sconsolato Seb nelle interviste post-gara: però c’è apprensione all’interno del team di Maranello. Non solo per quello che è successo: ma soprattutto per il futuro. Con le frecce d’argento che sembrano i soliti panzer tedeschi, esenti da ogni anche minimo problema tecnico. E il rischio di rimanere a corto di motori per il finale della stagione.
Infatti dalle prime indiscrezioni giunte da Arrivabene, il problema che ha fermato il tedesco dovrebbe essere una valvola. Ciò potrebbe comportare l’utilizzo di una nuova power unit nella prossima gara in programma a Shanghai. Montare il secondo motore già al terzo gran premio, con ancora 19 gare in programma, è una rogna che sicuramente non era stata preventivata, e che porterebbe a dover modificare tutta la strategia stagionale.
Ma emergono comunque aspetti e conferme positive.
Innanzitutto che, se la Ferrari riesce a concludere il gran premio lo fa a podio e molto vicino o anche davanti alle frecce d’argento. Infatti da quanto abbiamo potuto vedere in questi due primi appuntamenti, le due rosse, soprattutto, in gara, sono riuscite a dare del filo da torcere ai due alfieri Mercedes. E nessuno ci toglie il dubbio che, se non ci fossero stati un errore di strategia in Australia e uno di partenza in Bahrain, le Ferrari avrebbero potuto vincere almeno una delle prime due gare.
E poi la scuderia del cavallino può contare su un Kimi Raikkonen che sembra ritrovato. Il finlandese, a parte una pessima partenza causata da un errore con il paddle della frizione, ha compiuto una gara grintosa e determinata: ha recuperato velocemente il terreno perso al via, superando Ricciardo, Massa e Bottas, e si è cristallizzato in seconda posizione. Ovviamente questo ha comportato una perdita di tempo, ed anche il consumo delle gomme ne ha risentito. Ma fino agli ultimi giri Kimi ha cercato di attaccare la prima posizione di Nico Rosberg, arrivando anche a poco più di 4 secondi dal tedesco della Mercedes. Ciò non può non far nascere qualche rimpianto e una domanda su tutte: e se non ci fosse stato il problema in partenza?
E chissà se anche Vettel fosse riuscito a prendere il via.
Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte e, soprattutto non portano vittorie, podi e punti.
Raikkonen ha comunque dimostrato che, se la sfortuna decide di lasciarlo un po’ in pace, riesce ad essere competitivo e a dire la sua sia in qualifica che in gara.
Nelle interviste a motori spenti,il finlandese si dichiara soddisfatto del secondo posto, soprattutto visto come sembrava mettersi la sua gara dopo appena una curva: “La partenza non è stata ideale, ma per fortuna non abbiamo perso troppe posizioni al primo giro. Ho cercato subito di recuperare e sono riuscito a superare alcune macchine. I nostri pit-stop sono andati bene e abbiamo fatto le scelte giuste per le gomme, e anche il ritmo era piuttosto buono. Alla fine siamo riusciti ad avvicinarci un po’ alla Mercedes davanti, ma mai abbastanza da provare ad attaccare Nico. Considerando quello che è successo nel primo giro è un buon risultato.”
Kimi ammette però che c’è ancora del lavoro da fare soprattutto in termini di affidabilità: “non è ancora quello che vogliamo, ma continueremo a lavorare e migliorare. Stiamo andando nella giusta direzione, ma ovviamente non è l’ideale per il team finire la gara con una sola macchina. In questo sport si spinge sempre al limite e a volte le cose possono andare male, questo non è ciò che vogliamo ma fa parte delle corse. Sappiamo di avere una buona macchina, ma ci sono alcune cose da migliorare e c’è ancora lavoro da fare.”
Ancora deluso e quasi incredulo Sebastian Vettel, che analizza quanto successo nel giro di ricognizione: “oggi ho fatto una gara davvero molto corta, non ho neppure sudato… Qualcosa si è rotto, ho visto tanto fumo da dietro e ho sentito che perdevo potenza, per questo abbiamo deciso di fermare la macchina. Di sicuro è frustrante, perché alla fine io sono qui per correre. Il problema è arrivato a sorpresa, sia per me che per tutta la squadra, mentre mi stavo avvicinando alla curva 11.”
Ma il tedesco, anche a parole, non è certo uno che si arrende facilmente: “ora abbiamo bisogno di capire esattamente qual è stato il problema e imparare da quel che è accaduto. Non è l’ideale e non possiamo esserne orgogliosi, ma ci siamo preparati bene durante l’inverno, stiamo lavorando duramente e sappiamo che possiamo ancora migliorare. Ci sono ancora molte gare davanti a noi, questo sarà un lungo anno e anche se oggi non è andata bene perché non sono riuscito a segnare punti, faremo in modo che la prossima gara vada meglio. Congratulazioni a Kimi. È stato importante che durante la gara abbia avuto il supporto di entrambi i lati del box.”
Secco e amaro invece il commento di Maurizio Arrivabene ai microfoni di Sky Sport: “rammarico per Vettel? Le gare non si vincono col senno di poi, ma senza problemi.”
C’è quindi un evidente problema di affidabilità a turbare il sonno dei protagonisti in rosso: a tal punto da mettere in secondo piano le prestazioni della monoposto che appaiono sicuramente migliorate rispetto alla scorsa stagione.
Ora ci saranno 10 giorni a disposizione prima di imbarcare le auto per la Cina: 10 giorni intensi dal punto di vista lavorativo ed emotivo. In Ferrari bisognerà capire se, e quanto si sia sacrificato in termini di affidabilità, per cercare di recuperare il terreno sui rivali teutonici.
Perché una regola fondamentale del motorsport è che se non si riesce a vedere la bandiera a scacchi poco serve avere una vettura competitiva.