
Siamo in fase di avvicinamento al Gran Premio di Cina, terzo appuntamento stagionale, che si terrà sui circuito di Shangai, il prossimo week end.
In casa Mercedes, Lewis Hamilton è chiamato ad interrompere, con una vittoria, la sequenza di 5 successi consecutivi del compagno di squadra Nico Rosberg. Il tedesco sta allungando in classifica mondiale, ma soprattutto sta dimostrando quella continuità e quella sicurezza in se stesso, che sono sempre stati il suo tallone di Achille.
A Maranello invece l’obiettivo principale è quello di portare entrambe le vetture sotto la bandiera a scacchi: per la prima volta in questa stagione e possibilmente davanti ai rivali delle fecce d’argento, per recuperare terreno in entrambe le classifiche. La Ferrari dovrà quindi dare una risposta chiara e rassicurante sul tema affidabilità.
Sebastian Vettel monterà la seconda power unit, delle 5 permesse senza incorrere in penalizzazioni: i danni riportati al motore termico della sua monoposto in Bahrain erano troppo gravi per poter reimpiegare la stessa unità.
Per certi versi, quindi, siamo già ad un punto di svolta del campionato.
Il Gran Premio di Cina segnerà il ritorno ufficiale al vecchio format delle qualifiche, dopo l’esperimento totalmente negativo del nuovo, accantonato già dopo due Gran Premi.
La pista di Shanghai è larga, veloce e scorrevole, con molte opportunità di sorpasso, che spesso regalano gare movimentate. Le mescole che verranno utilizzate sono le stesse dei primi due Gran Premi: P Zero White medium, P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft.
I team hanno operato scelte differenti. Ferrari ha puntato più sul morbido. Mentre Mercedes privilegiando le medie, spera di ripetere le ottime prestazioni raggiunte l’anno scorso, con questo tipo di mescola. La scelta più aggressiva è stata fatta da Haas, McLaren e Williams con una prevalenza di supersoft.
Le sollecitazioni per i pneumatici saranno superiori rispetto all’Australia e al Bahrain. Sia per le caratteristiche del circuito, costituito per l’80% da curve, molte delle quali in breve sequenza: per cui i carichi laterali giocano un ruolo fondamentale. Sia per le temperature dell’asfalto, spesso fredde, che possono portare a fenomeni di graining.
Le condizioni meteo sono spesso imprevedibili. Per i tre giorni di gara si annunciano molto variabili: con un venerdì asciutto ma coperto, pioggia al sabato, e domenica una gara con sole e temperature in linea con quelle dell’anno scorso di circa 19° C. I livelli di aderenza e abrasività dell’asfalto vengono catalogati dalla Pirelli in un range medio, mentre lo stress è su valori elevati.
I pneumatici maggiormente sollecitati sono quelli anteriori, per via di tutte le curve e in particolare di quelle high-energy. In questo senso le curve cruciali sono la lunga curva 1, che prosegue raccordando curva 2 e 3: tanti secondi in appoggio che sollecitano l’anteriore sinistra. E poi la curva 13, la sopraelevata, che immette su un rettilineo di oltre un km lunghezza, dove le monoposto raggiungono oltre 320 Km orari. Per quanto riguarda le gomme posteriori, i piloti devono evitare il pattinamento in uscita dalle curve, per ridurne al minimo il degrado.
Paul Hembery, Direttore Motorsport Pirelli, sul circuito cinese ha dichiarato: “Quello della Cina è un tipo di circuito molto diverso dai due che abbiamo visitato finora quest’anno, ma le mescole scelte sono le stesse, a sottolineare l’adattabilità del nostro prodotto a un’ampia gamma di circostanze. È anche probabile che la gara di Shanghai sia piuttosto fredda, benché la natura del luogo renda possibile ogni situazione, quindi i team dovranno essere reattivi in termini di strategia e correlare attentamente i dati raccolti nelle libere alle eventuali condizioni di gara. Finora le tre mescole scelte hanno portato a numerose opzioni strategiche e anche in Cina ci aspettiamo un’ampia varietà di tattiche.”
Il Gran Premio dell’anno scorso fu vinto da Hamilton, con una strategia a due soste: primi due stint con le soft e ultimo con le medie, cambiate al 33° giro. Alle sue spalle il compagno di squadra Rosberg e i due piloti della Ferrari, con identica strategia. La maggior parte dei piloti effettuò due pit stop: pochi optarono per le tre soste.
La gara si concluse in regime di Safety Car, per un problema alla monoposto di Max Verstappen.
Da ricordare la polemica successiva al Gran Premio tra i due piloti Mercedes, con Rosberg che accusò apertamente l’inglese di non aver spinto al massimo, consentendo a Vettel di avvicinarlo, costringendolo ad un cambio di strategia. Hamilton ovviamente ribattè, sostenendo che doveva pensare alla sua di gara e non a quella di Nico. La querelle si risolse in breve tempo, a detta di Rosberg, ma sicuramente costituì l’ennesima goccia che contribuì a far traboccare il vaso, nei rapporti già tesi tra i due compagni di squadra.
