
© FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI
Al Gran Premio di Cina entrambe le Ferrari hanno tagliato il traguardo: niente fuoco o fumo dal motore di una monoposto, questa volta. Piazza d’onore per Sebastian Vettel, alle spalle del vincitore Nico Rosberg: un quinto posto e punti preziosi per Kimi Raikkonen.
Ma l’atmosfera a Maranello è tutt’altro che rilassata. Sia perché le aspettative, all’inizio del week end e dopo le qualifiche, erano sicuramente più alte. Sia perché c’è qualche rimpianto per quel contatto tra le due Ferrari alla partenza, che ha compromesso la gara di entrambi i piloti. Senza l’incidente al via, infatti, Vettel e Raikkonen avrebbero potuto rendere più difficile la vita a Nico Rosberg, e grazie alla sfortuna di Daniel Ricciardo, avrebbero avuto l’occasione di salire entrambi sul podio.
Sergio Marchionne, presente nei box a Shangai per assistere alla gara, ha diplomaticamente puntato il dito contro i due piloti, e parlando ai microfoni di Sky dell’incidente ha commentato con un esplicito: “Eh ma è la prima volta che è successo che hanno bocciato l’uno con l’altro. L’ho trovato veramente non Ferrari. Sono più imbarazzati loro che io. È stata una svista, credo, che sfortunatamente ci è costata un bel po’ durante la gara”.
Il Presidente del Gruppo FCA ha però anche riconosciuto che Seb e Kimi hanno fatto una gran gara: “quello che ha fatto Vettel, e anche Raikkonen contro Hamilton, alla fine è stato un capolavoro. Si vede che i piloti ci sono, la macchina c’è, ha imbarazzato la Mercedes nella seconda metà della gara, quindi sono contento.
Anche sulla monoposto Marchionne ha espresso giudizi positivi: “ho visto una Ferrari che sta crescendo, che mi piace, che in alcuni sensi è quasi immatura, ma sta venendo benissimo. È come guardare i bambini, sta uscendo veramente bene. Un po’ ribelle…”.
Maurizio Arrivabene è invece furioso e ha lasciato il muretto Ferrari sbottando: “Mi sono stufato!”. E poi ai microfoni di Sky, ha chiarito meglio il suo sfogo: “bella gara in rimonta? Mi sono anche stufato di dire queste cose perché per un motivo o per un altro non va come deve andare. Speriamo la situazione si raddrizzi. Cosa ho detto quando le due Ferrari si sono toccate? Non lo dico, potrebbe scattare il bip”.
E i due protagonisti dell’autoscontro? Vettel prima di salire sul podio, ha rimproverato Daniil Kvjat, colpevole, secondo lui, di un entrata garibaldina alla prima curva, che lo ha costretto ad allargare la traiettoria andando così a colpire il suo compagno di squadra. Il russo della Red Bull, dal canto suo, ha risposto che semplicemente stava facendo la sua corsa: ha visto uno spiraglio, lasciato aperto colpevolmente dal tedesco, e ci si è infilato.
In effetti è sembrato un normale incidente di gara, tipico delle prime curve con le monoposto vicine l’una all’altra: anche la Direzione di Gara sembra averla pensata così, visto che non è stata comminata alcuna sanzione.
Nelle interviste del post-gara però Vettel ha smorzato i toni della polemica: “Quello che è accaduto nel primo giro, dopotutto, è un incidente di gara.” E ha raccontato nel dettaglio la dinamica dell’incidente: “da dove mi trovavo, non potevo andare da nessuna parte, stretto fra Kimi e Kvyat. E’ chiaro che sono molto dispiaciuto per quello che è successo, non è una bella cosa finire contro una macchina che ha i tuoi stessi colori. Peccato perchè questo ha rovinato la gara mia e di Kimi. In fin dei conti abbiamo avuto fortuna a poter proseguire e la safety car un pò ci ha aiutato. Kimi ha bloccato i freni alla curva 1, io ho cercato di passarlo all’interno. Daniil era dietro di me, ma era partito meglio e stava preparando la stessa mossa. Io volevo assolutamente passare Kimi e Daniil voleva a tutti i costi superare me. Kimi è rispuntato a sinistra, Kvyat da destra, ho cercato di tenerlo e poi di mollare il gas e frenare, ma a quel punto non c’era più nulla da fare. Peccato che abbia urtato proprio Kimi, perchè poi la macchina era danneggiata”.
Seb ha visto comunque il bicchiere mezzo pieno: “la reazione del team è stata fantastica. Hanno mantenuto la calma e nella prima sosta hanno cambiato il muso sfruttando la safety car. Nel complesso abbiamo visto un ottimo passo gara, una buona strategia e pit-stop fantastici. Dopo quel primo giro tremendo non potevo chiedere di più, ma spero che in Russia ci sia una gara un pò più tranquilla!”.
Anche Raikkonen prova a spiegare l’incidente al via: “non ho la minima idea di quello che è successo in partenza, all’improvviso sono stato colpito e mi sono girato. Ho riportato una foratura alla gomma anteriore sinistra e un danno all’ala anteriore, ma sono riuscito a tornare ai box. Una volta rientrato in pista mi sono trovato più o meno in ultima posizione e non avevo un buon feeling con la macchina, ma ho cercato di dare il massimo per rimontare. All’inizio non è stato facile, poi sono riuscito a recuperare posizioni.
Il quinto posto non può certo soddisfare il finlandese: “ovviamente il quinto posto non è l’ideale e soprattutto non è quello che volevamo, ma considerato quello che è successo neanche un disastro. Seb è venuto da me a scusarsi dopo la gara, ed è chiaro che non l’ha fatto apposta, ma per la gara purtroppo questo non cambia le cose. Però siamo solo al terzo GP di una lunga stagione”.
Il mondiale per la Ferrari è partito con qualche problema e qualche difficoltà in più del previsto: ciò non ha ancora permesso di capire realmente dove sono le due rosse e soprattutto quant’è il gap con le frecce d’argento. Urge cambio di rotta immediato, già dal Gran Premio di Russia, per evitare di far scappare via Rosberg e la Mercedes, e dare un senso ad un mondiale che al momento…un senso non ce l’ha…