Il Gran Premio della Cina è stato caratterizzato dalla varietà di strategie adottate e dalle differenti mescole utilizzate da ciascun pilota nei vari stint di gara.
Le previsioni della Pirelli erano per tre soste, con una partenza sulle supersoft, per poi passare alle soft nei restanti segmenti di gara, fino alla bandiera a scacchi.
Ma i vari contatti avvenuti alla partenza, e la conseguente entrata della safey car al 4° giro, hanno rimescolato le carte in tavola, costringendo molti piloti a cambiare le strategie in corso d’opera.
Nico Rosberg ha vinto il Gran Premio con due pit-stop: l’unico altro pilota che ha concluso la gara con due fermate ai box è stato Felipe Massa, giunto 6° sotto la bandiera a scacchi. La maggior parte degli altri piloti ha adottato una strategia a tre soste. Lewis Hamilton è il pilota che si è fermato di più ai box con 5 pit-stop complessivi.
Ma analizziamo le strategie utilizzate dalle due pretendenti al titolo.
MERCEDES
Come abbiamo già detto Rosberg ha portato a casa la vittoria con una strategia su due soste, aiutato anche dalla neutralizzazione della gara, che ha rallentato il ritmo nei primi giri.
Il tedesco della Mercedes è partito con gomme soft usate, contro le supersoft utilizzate dalla maggior parte dei piloti che partivano vicino a lui. Quindi fondamentale per la vittoria finale è stata la sfortuna di Daniel Ricciardo che, al comando nei primi giri, ha forato la posteriore sinistra: e l’aver tenuto dietro tutti gli altri piloti al via.
All’ingresso della safety car, Nico non è entrato ai box, come invece hanno fatto altri sui colleghi: ma ha allungato il primo stint fino al 20° giro, quando è passato ad un set di mescole soft nuove. Al 36° giro seconda e ultima sosta con passaggio alle medie. Come l’anno scorso, con le gomme più dure Nico è stato velocissimo, realizzando il miglior crono con questo tipo di mescole. Un tempo che avrebbe potuto probabilmente essere migliore, considerando che Rosberg nell’ultimo stint si è limitato a controllare la gara, visto il vantaggio accumulato.
Strategia di gara confusa invece per il suo compagno di squadra Lewis Hamilton. Partito dall’ultima posizione per problemi alla power unit, l’inglese ha montato un treno di gomme morbide nuove, con l’intenzione di fare due pit-stop. Ma il contatto alla prima curva con la Sauber, che gli ha danneggiato l’ala, lo ha costretto a fermarsi ai box per la sua sostituzione. Nuovo rientro ai box al 4° giro, con l’ingresso della safety car, per montare le supersoft, che sono durate appena due giri: infatti al 6° giro Hamilton viene incomprensibilmente richiamato ai box per rimontare un set di morbide nuove. Al 21° giro nuovo ingresso ai box, e gomme soft usate. L’inglese, nonostante monti mescole più morbide, non riesce a sopravvanzare Kimi Raikkonen, davanti a lui con gomme medie. Nuovo cambiamento e nuovo errore di strategia. Hamilton viene richiamato al 30° giro per passare alle medie e compiere il sorpasso di Raikkonen ai box. Missione compiuta: salvo poi trovarsi nei giri finali di gara con gomme più usurate, che rendono facile la rimonta del finlandese, con mescole più morbide e fresche. Hamilton conclude settimo un Gran Premio, e un week end di gara, travagliato sotto tutti i punti di vista.
FERRARI
Sebastian Vettel, giunto secondo alle spalle di Rosberg, ha adottato una strategia su tre soste. Il tedesco è stato l’unico pilota a non aver utilizzato in gara le mescole medie, riuscendo a gestire bene le morbide, girando con tempi competitivi. Così come è stato il solo a montare le supersoft in occasione della neutralizzazione della gara, al 4° giro. Nonostante la frenetica rimonta dei primi giri, dopo il contatto con Raikkonen, Seb è riuscito a compiere 13 giri con le mescole più morbide: precisamente fino alla 17° tornata, quando è passato alle soft. Terzo e ultimo pit stop al 35° giro nel quale ha rimontato le soft e le ha portate fino a fine gara, per ben 21 tornate.
Kimi Raikkonen è stato probabilmente il pilota più penalizzato dalla serie di contatti avvenuti alla curva 2. Ma con un’attenta strategia di gara, modificata in corsa, è riuscito a limitare i danni ed a risalire fino al 5° posto. Partito con le supersoft usate il finlandese è dovuto rientrate ai box al primo giro per sostituire l’alettone perso nell’incidente. In quell’occasione ha montato un set di gomme morbide che ha usato per 16 giri. Passaggio alle medie, e stint finale nuovamente sulle soft. Concludere la gara con le mescole più morbide ha consentito a Raikkonen di recuperare diverse posizioni sui diretti avversari, che per il finale hanno invece deciso di montare la mescola più dura.
Paul Hembery, Direttore Motorsport Pirelli, ha così analizzato il Gran Premio della Cina: “La maggior parte dei team ha affrontato il Gran Premio di Cina, di cui quest’anno abbiamo avuto il piacere di essere sponsor, con meno percorrenza sull’asciutto di quanto avrebbero voluto. Di conseguenza, le loro previsioni sulla strategia sono state ancora più complesse, ma Rosberg e la Mercedes hanno fatto esattamente le chiamate giuste, dopo essere partiti sulle soft, il che dimostra quanto la strategia inizi davvero prima delle qualifiche. Il circuito di Shanghai è uno dei più impegnativi dell’anno per le gomme, eppure la vittoria di Rosberg è stata conquistata con due soste soltanto, pur con l’aiuto di un breve periodo di safety car. Alle spalle del vincitore, tanti e diversi gli approcci utilizzati, a sottolineare con quanta efficacia i team utilizzino la scelta delle tre mescole 2016.”
I tempi migliori della giornata per mescola
Media Soft Supersoft Primo ROS 1m40.418 VES 1m40.399 HUL 1m39.824s Secondo HAM 1m40.662 ROS 1m40.580 GRO 1m39.923s Terzo RIC 1m41.015 NAS 1m40.582 BUT 1m40.298s
Stint più lungo della gara
Media Perez 28 (giri) Soft Vettel 21 Supersoft Vettel 13

