
L’UOMO SIMBOLO DELL’ALFA ROMEO
Ci sono uomini che entrano di diritto nella storia di una casa automobilistica, pur non avendo conseguito successi importanti: e anche se il loro nome è conosciuto solo dai veri appassionati e storici del mondo delle corse.
Il marchio in questione è l’Alfa Romeo, che da sempre è indissolubilmente legato al mondo della velocità e della passione e ha concorso a fare la storia delle competizioni motoristiche.
I successi maturati dal marchio del biscione negli anni d’oro della sua storia, furono merito non solo dei piloti, ma anche di persone che lavoravano dietro le quinte, ma che risultarono determinanti per il continuo miglioramento delle prestazioni delle vetture: i collaudatori. Un mestiere in cui occorre avere una totale conoscenza dell’autovettura, ed una guida sopraffina.

Sanesi fu anche pilota. Nel 1939 vinse la sua prima gara in coppia con Ercole Boratto, l’autista di Benito Mussolini: la Tobruck-Tripoli. Con l’Alfa Romeo disputò 5 Gran Premi di Formula 1, nelle stagioni 1950 e 1951, ottenendo come miglior risultato un 4° posto al Gran Premio di Svizzera del 1951. I principali successi li raccolse nelle corse su strada: vinse la Coppa Inter-Europa che si disputò a Monza nel 1950. E nel 1953 ottenne il record di velocità alla Mille Miglia, nel tratto Brescia-Pescara: 175 km/h.
IL GRAVE INCIDENTE
Proprio a causa del suo piede pesante e della sua voglia di dare sempre il massimo, Sanesi fu protagonista di diversi incidenti: il più grave avvenne alla 12 ore di Sebring nel 1964. La sua Giulia TZ , uscendo dai box, fu centrata da un’altra monoposto e prese fuoco. Solo grazie all’intervento di uno spettatore che, dopo aver scavalcato le recinzioni, riuscì ad estrarlo dalla vettura in fiamme, Sanesi si salvò. Anche se il suo volto fu segnato per sempre dalle ustioni e si dovette abituare a vivere con una calotta di metallo sulla nuca. La sua carriera di pilota si concluse lì.

LA SFIDA E LA VITTORIA CONTRO IL SETTEBELLO
Il nome di Consalvo Sanesi è anche conosciuto agli appassionati per la insolita sfida che lo vide protagonista con il mitico treno ‘Settebello’.
Era il 1961 quando la rivista ‘Quattroruote’ organizzò una competizione tra l’Alfa Giulietta Spider, guidata dal pilota toscano, ed il treno, fiore all’occhiello delle Ferrovie dello Stato, sul percorso Milano – Roma. L’auto di Sanesi partì da Piazza del Duomo, mentre il ‘Settebello’ dalla Stazione Centrale. Dopo 5 ore e 59 minuti l’Alfa di Sanesi fece il suo ingresso vittorioso in Via Veneto a Roma, precedendo il ‘Settebello’, che arrivò alla Stazione Termini ben 38 minuti dopo. Per capire la reale portata dell’impresa del pilota toscano, è necessario precisare che in quegli anni l’Autostrada del Sole arrivava solo fino a Firenze: il resto del percorso fino alla capitale, era rappresentato da strade statali. Inoltre Sanesi riuscì a trionfare nonostante un errore di percorso e la foratura di un pneumatico.
Morì a Milano il 28 luglio 1998.
IL GRANDE RIFIUTO AD ENZO FERRARI
Personaggio schivo e modesto, Consalvo Sanesi legò il suo nome a quello dell’Alfa Romeo: questo suo attaccamento al marchio del biscione fu così indissolubile che lo portò anche al grande rifiuto, quando Enzo Ferrari nel 1950, gli chiese di andare a correre per la sua scuderia, allettandolo con uno stipendio superiore a quello che percepiva in Alfa Romeo. Sanesi declinò l’invito del Drake. Rifiutò perché il suo legame con l’azienda di Arese era di gran lunga superiore a qualsiasi compenso economico.