
Il week end del Gran Premio di Monaco ha visto per la prima volta in questa stagione la Ferrari fuori dal podio, dopo una gara caotica che avrebbe potuto finire molto diversamente. Senza giri di parole, il risultato è abbastanza deludente pensando a quali siano gli obiettivi del team di Maranello, ma la prestazione in gara, al contrario, può ritenersi molto soddisfacente, perché Sebastian sopratutto nella seconda parte della corsa ha dimostrato di avere un ottimo passo.
È stato un fine settimana in chiaro scuro, perché per i piloti della Ferrari questo è un circuito opposto: da una parte Sebastian Vettel è uno di quelli che ama questa pista, per il fascino retrò e per la sua storia, dall’altra c’è Kimi Raikkonen che, se gli fosse data carta bianca, sarebbe il primo appuntamento che eliminerebbe dal calendario del mondiale di Formula 1. Non a caso il finlandese questa settimana non è andato particolarmente forte e, sin dalle prove libere, ha dimostrato di non essere all’altezza del compagno di squadra su questa pista, denotando qualche difficoltà sopratutto sul passo gara che, solitamente, è il suo punto forte. In qualifica il sesto posto era abbastanza prevedibile, anche se l’essersi qualificati dietro Nico Hulkenberg ha lasciato un po’ di stucco, anche se è ormai noto che il campione finlandese non sia un asso in qualifica. A complicare la situazione ci si è messa la sostituzione del cambio, costata cinque posizioni di penalità in griglia. Affidabilità che da una parte preoccupa ancora, soprattutto per un elemento così delicato come il cambio per cui quest’anno la Ferrari ha scelto un progetto particolarmente aggressivo, ma c’è da dire che quella unità aveva già disputato week end di gara, oltre alle prove libere a Monaco che, come ben noto, è una delle piste più stressanti per questo componente della vettura. La sua gara è finita in fretta, contro il muro del tornantino della “Vecchia Stazione”, con un’ala anteriore che proprio non ne voleva sapere di spostarsi da sotto le ruote. Un week end semplicemente storto, iniziato male e finito male, per lui si guarda già al Canada.

Molto più interessante è stata la gara di Vettel dal punto di vista del passo. Il quarto posto conquistato alla fine è una cocente delusione per come si era messa la corsa dopo pochi giri: c’è da dire che, finalmente, in Ferrari hanno fatto una strategia degna di tale nome. La scelta di montare le intermedie prima degli altri big è stata geniale e avrebbe sicuramente pagato se Sebastian non fosse rimasto imbottigliato nel traffico che puntualmente vediamo ogni volta a Montecarlo. I 10/15 secondi persi dietro Felipe Massa, che era rimasto in pista su full wet, hanno completamente cambiato la gara del tedesco: senza il rimanere bloccato dietro il brasiliano per quei giri prima del pit stop del pilota della Williams, uno degli ultimi a fermarsi, Sebastian sarebbe stato ampiamente alla portata della finestra di Hamilton. Cosa significa questo? Che senza quei secondo persi, il Ferrarista sarebbe riuscito a stare comodamente davanti all’inglese della Mercedes dopo lo stop e, considerando come si è evoluta la gara, il quattro volte campione del mondo avrebbe avuto realmente la chance di vincere la gara (a patto che i meccanici di Daniel Ricciardo commettessero comunque l’errore al pit stop). A questo punto sarebbe logico chiedersi: visto che Vettel era più veloce di Massa, perché non ritardare il pit stop di qualche giro, permettendo al tedesco di guadagnare qualche altro secondo permettendogli di non trovare Massa all’uscita? Sfortunatamente per lui, Vettel nei primi giri davanti a se Lewis Hamilton e Nico Rosberg, in netta difficoltà con la vettura, il cui passo era veramente lento, tanto che anche l’inglese della Mercedes, fino all’ordine di scuderia, ha perso moltissimo tempo da Daniel Ricciardo. L’unico modo per uscire davanti a Massa, con Rosberg davanti, era allungare di qualche giro il primo stint cercando di recuperare quei circa 2 secondi che poi lo hanno visto uscire dietro il brasiliano, con il rischio però di perdere la posizione su qualche pilota dietro che stava già montando le intermedie. Sicuramente in Ferrari avranno fatto i loro ragionamenti, pensando che anche Massa, visto come si stava evolvendo la pista, sarebbe rientrato presto ai box per montare le intermedie, lasciando strada libera al quattro volte campione del mondo. La sfortuna ha voluto che ciò che speravano si sarebbe verificato con Massa, ovvero il pit stop anche per loro anticipato, si è verificato invece con il suo compagno, Valtteri Bottas, rientrato un giro dopo la sosta di Vettel.

Nell’economia globale della gara, quei 10/15 secondi persi dietro Massa hanno fatto si che il pilota della Ferrari si sia ritrovato non solo dietro Lewis Hamilton, ma pure dietro il suo compagno di squadra, Nico Rosberg. Anche li i secondi persi dietro il connazionale, in netta difficoltà, hanno pesantemente influito sul risultato finale, perché proprio quel giro dietro il tedesco è stato quello che gli ha fatto perdere la posizione su Sergio Perez per pochi decimi. I meccanici Ferrari durante il secondo pit stop, quello del passaggio da gomma intermedia a slick, sono riusciti a fare un miracolo, consentendo al proprio pilota di sopravanzare il rivale della Mercedes in pit lane, ma non è bastato per riuscire a sopravanzare il messicano della Force India. Da quel punto in poi la gara è rimasta stazionaria, anche se c’è da sottolineare come Vettel sia stato il più veloce in pista per tutto il resto della corsa, riducendo anche il gap dal leader, Lewis Hamilton, nonostante il tedesco montasse gomma soft, mentre l’inglese la ultrasoft, la mescola più prestazionale portata dalla Pirelli (che, tra l’altro, non ha avuto neanche un grande degrado, tanto che i tempi di Hamilton sono rimasti abbastanza costanti fino alla fine).
Insomma, quando una giornata deve andare storta, va storta. In Ferrari, onestamente, non potevano fare di più, sia a livello di prestazione che di strategia, quantomeno in gara. La sfortuna ha voluto che prima Massa e poi Rosberg influenzassero pesantemente sulla gara del tedesco che, con un po’ più di fortuna, avrebbe potuto puntare anche al colpo grosso.