E’ ormai tutto pronto per il grande ritorno al Gran Premio d’Europa, che ricomparirà nel calendario di Formula 1 il 19 giugno di quest’anno dopo un’assenza durata ben tre anni. A differenza delle precedenti edizioni però, corse sui “grandi classici” del circuiti europei (eccezion fatta forse per Valencia), il gran premio del vecchio continente è protagonista di una novità assoluta, senza precedenti. La sede della gara è infatti il nuovissimo tracciato cittadino di Baku, capitale dell’Azerbaigian, che fa quindi il suo esordio in Formula 1.
Un paese ricco di storia , di cultura e di risorse petrolifere, ma che curiosamente non si trova all’interno dei confini del continente europeo dal punto di vista strettamente geografico. L’Azerbaigian si trova infatti nella zona Transcaucasica dell’Asia, in un’area del mondo che la separa dall’Europa e che le consente di confinare con paesi e culture completamente diversi tra loro (basta pensare che a nord confina con la Russia, a sud con l’Iran e ad ovest con la Turchia). In una nazione tradizionalmente e storicamente così lontana dalla culla della Formula 1, è lecito domandarsi come saranno le sembianze della nuova pista, ricavata all’interno dell’affascinante centro storico della capitale azera. Per soddisfare questo desiderio, oltre ad osservare la mappa del circuito, nei giorni scorsi è apparso un video su Youtube, dove si può osservare in dettaglio la pista e le difficili curve che dovranno affrontare i piloti. Per rendere il tutto più realistico ai telespettatori, il pilota di casa Gulhuseyn Abdullayev, impegnato nel campionato di GP3, ha montato una telecamera onboard sulla sua monoposto, compiendo un giro di pista. Ecco quindi le prime impressioni.
Baku City Circuit – Onboard
Ci sono tanti aspetti positivi legati a questo tracciato, ma anche altri che fanno storcere il naso agli appassionati. La gara prevede 51 giri da compiere su un circuito lungo ben sei kilometri (secondo solo a Spa-Francorchamps tra i più lunghi del mondiale) e caratterizzato da venti curve. Non fatevi ingannare dal numero delle sterzate che i piloti dovranno affrontare, perché la pista cittadina di Baku è una delle più veloci dell’intero campionato. Nel giro affrontato con cautela da Abdullayev non si riesce ad intuire la reale velocità, ma si possono riconoscere ben tre rettilinei lunghissimi, uno dei quali potrebbe regalare un entusiasmante ruota a ruota fino alla bandiera a scacchi. E’ proprio qui che si dovrebbe raggiungere la velocità più elevata, calcolata in circa 340 km/h. Tenendo conto di questi tre interminabili rettilinei, non è un caso che la stima della velocità media per giro si aggira attorno ai 210 km/h. Altro aspetto positivo è senz’altro la cornice culturale che si snoda ai lati del circuito, caratterizzato da palazzi e castelli storici e situato a breve distanza dal mar Caspio. Tutto questo, senza ombra di dubbio, regalerà uno scenario spettacolare agli spettatori e a chi si guarderà questo attesissimo gran premio da casa.
Ma tra tutte queste caratteristiche da pollice in su, ce ne sono altre che non convincono proprio del tutto. Su un circuito così rapido in parte, bisogna ricompensare le altissime velocità di punta con alcune curve lente. Le prime sette curve prevedono sterzate di 90°, tutte molto simili tra loro e che metteranno a dura prova i piloti. Trattandosi di un circuito cittadino inoltre, il prezzo da pagare in caso di errore nell’affrontare la traiettoria è altissimo: così come a Monaco e a Singapore, le monoposto sono attese in quel caso dal muretto. Ma ciò che farà più paura ai piloti non sono tanto le prime sette svoltate, quanto una sequenza di curve da brividi: sono le curve 8-9-10. Situate nella zona della città vecchia, queste ultime sono caratterizzate da uno spazio davvero strettissimo. In questo punto infatti, la sede stradale è larga appena 7 metri!
Nei giorni scorsi tra l’altro, proprio questa zona della pista è stata particolarmente oggetto di critiche da parte dell’opinione pubblica, la quale teme il rischio concreto di “imbottigliamento” delle monoposto in caso di incidenti o contatti. Per gli organizzatori non c’è comunque modo di poter ovviare al problema, perché all’esterno delle curve sono presenti edifici e mura storiche. Il punto di maggior pericolo dell’intero tracciato è senza dubbio questo.
Una volta sopravvissuti all’incubo delle curve 8-9-10, si entra nella seconda parte del tracciato. Qui le curve (esclusa la 15, da affrontare a bassa velocità) sono percorribili quasi tutte in pieno. Le frenate saranno meno pesanti rispetto alle prime sette curve del tracciato, che si conclude con il tratto 19 e 20, da affrontare alla massima velocità. Questo consentirà ai piloti di lanciarsi sul rettilineo del traguardo, lungo poco più di due km e che potrebbe riservare un finale thriller al fotofinish.
Con queste condizioni è quindi tutto pronto per il Gran Premio d’Europa, ma c’è un ultimo dettaglio che rende l’organizzazione della gara ancor più complicata. Negli stessi giorni delle qualifiche e della corsa (18-19 giugno), il GP si svolgerà in contemporanea con la 24 ore di Le Mans. Questo ha suscitato pesanti polemiche dagli amanti del motorsport, i quali ritengono che la F1 possa in qualche modo “rubare” gli spettatori dallo storico evento di durata. La FIA ha quindi deciso di fissare l’orario della partenza di Formula 1 alle ore 18.00 locali, un’ora dopo la conclusione della 24 Ore. In questa confusione organizzativa, quindi, la gara di Baku si svolgerà con l’effetto del tramonto: spettacolare per i tifosi ma molto meno gradito dai piloti.
Alonso ambasciatore
Lasciando a voi lettori ogni tipo di impressioni sul nuovo circuito, è da sottolineare anche un altro aspetto di questo Gran Premio d’Europa: il pilota della McLaren Fernando Alonso è stato infatti nominato “ambasciatore” da parte degli organizzatori, che già nei giorni precedenti si erano scambiati opinioni sulla nuova pista. Per lo spagnolo, vincitore di ben tre edizioni del Gp d’Europa (compresa l’ultima del 2013 a Valencia, quando militava in Ferrari), non ci sono dubbi riguardo alle emozioni che riserverà questa nuova gara: “Sono contento -afferma- di esser stato nominato ambasciatore della gara e di esser stato il primo pilota ad osservare la pista. E’ bellissimo rivedere il Gran Premio d’Europa tornare nel calendario di Formula 1. Trattandosi di un circuito cittadino è normale che per noi piloti ci attenderà una sfida difficile, ma correre qui sarà speciale. Sono sicuro che il week-end di Baku sarà fantastico”.
In attesa di capire quanto sarà spettacolare o meno il nuovo tracciato, l’appuntamento è quindi fissato per il 19 giugno, quando l’attesa del nuovo Gran Premio d’Europa terminerà ufficialmente con lo spegnimento del semaforo rosso. Nel frattempo, prepariamoci all’ultimo fine settimana senza Formula 1.
Domenica prossima, 11 giugno, andrà infatti in scena il Gran Premio del Canada, e noi saremo pronti a commentarlo insieme a voi!