La prestazione della Ferrari nell’appena conclusosi Gran Premio d’Europa ha mostrato molte delle particolarità che contraddistinguono il progetto della SF16-H.
L’insidioso circuito di Baku in Azerbaijan, novità assoluta per tutti i team del circus, tra curve strette e lente e lunghissimi rettilinei da affrontare a piena potenza è stato forse fino ad ora il tracciato più ostico da affrontare per il team di Maranello che infatti nella giornata di sabato e soprattutto del venerdì aveva stupito tutti in modo negativo per la performance molto sotto tono rispetto a quanto ci aveva abituato in questa stagione.
La squadra del cavallino rampante però si è dimostrata molto abile nel saper migliorare la propria monoposto durante tutto l’arco del weekend arrivando ad avere un buon passo gara la domenica e piazzando Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen rispettivamente sul secondo gradino del podio ed in quarta posizione.
Questa prestazione ha dimostrato quanto sia complicato trovare il set-up ideale per poter far esprimere alla SF16-H tutto il proprio potenziale e quanto ancora sia possibile migliorare una vettura molto fragile ma figlia di un progetto dal cuore vincente.
In una lunga intervista esclusiva a Motorsport.com il team principal della scuderia Ferrari, Maurizio Arrivabene ha dichiarato: “La nostra monoposto 2016 è un grande passo avanti, figlia di un progetto completamente nuovo. Ma è anche una vettura molto sensibile, difficile da mettere a punto, che deve dare ancora tanto. Sono certo che con il lavoro stiamo facendo arriverà a dimostrare tutto il suo potenziale. E’ un purosangue, difficile da domare, che deve ancora scatenarsi, servono ancora piccole cose per essere al cento per cento”
Gli è stato poi chiesto se avrebbe firmato per chiudere la stagione con tre vittorie, come lo scorso anno, e la sua risposta è stata chiara e concisa: “No, assolutamente no. Conosco il potenziale che abbiamo, e conosco ovviamente anche il grande lavoro che sta facendo la Mercedes. Ma oggi in certe piste il divario ha iniziato ad essere più piccolo, dobbiamo alzare l’asticella delle ambizioni e guardare oltre. Se rispondessi sì, non rappresenterei lo spirito che c’è nella Ferrari e nel DNA della sua gente”.
“Il sogno è l’infinita ombra del Vero.”
(Giovanni Pascoli)
Scritto da: Rovida Mirko