In questi giorni si è fatto un gran parlare di un ipotetico ritorno di Ross Brawn in Ferrari.
L’ingegnere inglese, classe 1954, iniziò la sua carriera nel motorsport alla March e fece la sua prima esperienza in Formula 1 con la Williams nel lontano 1978. Dopo una parentesi nel Campionato Mondiale Sport Prototipi, fece ritorno in F1 nel Team Benetton dove vinse con Michael Schumacher i titoli mondiali piloti nel 1994 e 1995. Brawn segui poi il campione tedesco alla Ferrari dove vinse con lui altri titoli piloti (dal 2000 al 2004) e costruttori (1999-2004). Il ruolo ricoperto in quegli anni dall’ingegnere di Manchester era quello di Direttore Tecnico. A fine 2006 Brawn si prese un anno sabbatico: il suo obiettivo era quello di prendere il posto di Jean Todt ma, dopo il mondiale vinto nel 2007 da Kimi Raikkonen, Luca Cordero di Montezemolo mise Stefano Domenicali a capo della Gestione Sportiva Ferrari.
La scelta portò Ross Brawn lontano da Maranello: l’inglese fece ritorno in patria, accettando l’offerta del Team Honda. Solamente un anno più tardi rilevò la scuderia, dandole il suo nome e portandola alla vittoria sia nel mondiale costruttori che in quello riservato ai piloti.
A fine 2009 la Mercedes decise di rientrare ufficialmente in Formula 1 e lo fece rilevando proprio la Brawn Gp. L’ex DT Ferrari, già titolare dell’omonima scuderia, ricoprì un ruolo consulenziale da Team Principal fino al 2013, anno in cui decise di “prendersi una pausa”.
Uno degli errori più grossolani che si evince leggendo i molti articoli scritti sul possibile ritorno di Ross Brawn a Maranello è quello di parlare di un ruolo molto tecnico per l’ex uomo Ferrari.
Dopo l’avventura con la sua Brawn Gp, con un ruolo tutt’altro che tecnico, l’approdo in Mercedes da Team Principal, e gli ultimi anni da “pensionato”, il grande Ross non aspirerebbe certo a rientrare in Formula 1 con un incarico diverso da quello ricoperto attualmente da Maurizio Arrivabene. Quel ruolo, come già detto, gli fu “negato” in Ferrari nel 2008 dalla Presidenza Montezemolo che gli preferì Domenicali.
Con tutto il rispetto però per Ross Brawn ma la Ferrari non ha bisogno di un ritorno al passato; non dovrebbe quindi guardarsi indietro ma al contrario avrebbe bisogno di uno slancio verso il futuro.
Futuro che vuol dire giovani con alcuni anni di esperienze da portare a Maranello per rafforzare i team che lavorano con l’attuale Direttore Tecnico James Allison su telaio e aerodinamica. Recenti rumors parlano anche di un possibile divorzio anche tra Ferrari e Allison anche se qui forse hanno prevalso le questioni personali del tecnico inglese che giustamente vorrebbe stare più vicino ai suoi figli, dopo la recente morte della moglie.
In Ferrari quindi non serve un Brawn, ma uno o più giovani alla Newey: la mossa che potrebbe fare la differenza sarebbe quella di strappare qualche pedina che ha lavorato in Red Bull con il genio inglese del team austriaco per contaminare con idee nuove un reparto progettazione di Maranello un po’ isolato… da quella terra inglese dove tecnici e progettisti si scambiano informazioni!
