
© FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI MEDIA
A inizio anno le speranze dei tifosi erano alle stelle, la scuderia più famosa in Italia e nel mondo aveva posto un obiettivo molto importante: vincere il Campionato del Mondo di Formula 1. Giunti però a metà campionato i risultati non sono arrivati e quel tanto atteso titolo sembra ancora una volta destinato a restare in Germania.
La domanda che tutti i tifosi si pongono quindi è: “Dove ha sbagliato la Ferrari?”.
La risposta non è semplice, non si può indicare il problema e risolverlo perché gli errori fatti sono stati tanti. Per prima cosa partiamo dall’umiltà. L’errore più grande è stato fatto prima ancora di svolgere i test a Barcellona, ancor prima di presentare la SF16-H. L’errore è stato quello di fare il passo più lungo della gamba. La Ferrari ha dichiarato subito di poter vincere il titolo quest’anno e di riuscire a mettere pressione alla Mercedes cosa che non si è ancora avverata.
La scuderia di Maranello veniva da un’importante rivoluzione, che non riguardava soltanto la squadra, ma anche la dirigenza. Lo scorso anno avevano fissato come obiettico 3 vittorie e queste si sono avverate. Non si può però pretendere che dopo una così grande rivoluzione il Team di Maranello fosse pronto a sfidare i migliori. La Ferrari doveva iniziare il proprio anno dicendo che avrebbero fatto meglio del 2015, perché bisogna procedere passo per passo (lo ha sempre detto Maurizio Arrivabene!), ma al tempo stesso l’obiettivo doveva essere quello di avvicinarsi sempre più alla casa di Stoccarda. Ciò non si sarebbe avverato comunque perché questa metà di campionato è stata disastrosa, ma la pressione dei media, dei tifosi e del presidente sarebbe comunque stata minore di quella che aleggia in questo momento all’interno del box e che sta iniziando a far cadere qualche testa.
Altro errore è stato quello di aver dichiarato il falso nei confronti della propria vettura. Erano evidenti i problemi fin dai primi giorni di test, però nessuno ci faceva caso perché la Ferrari era sempre la più veloce in pista, mentre i rivali tedeschi a metà classifica testavano la solidità della propria vettura non interessandosi a ciò che accadeva intorno a loro e percorrendo una distanza pari a quella di 19 Gran Premi. I problemi erano prevalentemente di tipo motoristico, si parla di una turbina troppo grossa che se lavorava a pieno regime si surriscaldava rompendo la power-unit, quindi la Ferrari girava “depotenziata”, ma anche collegati alla scatola del cambio che ultimamente ha fatto dei dispetti a Vettel, che per 3 volte quest’anno è stato costretto a ricevere una penalità di 5 posizioni sulla griglia.
È questo che più ha deluso i tifosi, sentirsi dire che la macchina era competitiva e che non vi era nessun problema cercando di nascondere ciò che in realtà era evidente. Detto in altre parole è come se la Ferrari avesse creato un mostro, ma al tempo stesso non è riuscita a controllarlo e la situazione gli è sfuggita di mano. Mi ricorda tanto il libro di Mary Shelley, Frankenstein, in cui un dottore pazzo crea un mostro, ma la situazione degenera molto velocemente e tutto va sempre peggio.
Il primo rimedio, oltre a quello che è sembrato un vero e proprio insabbiamento, è stato l’utilizzo di strategie “alternative”, talvolta azzardate, che hanno complicato il tutto e spesso non hanno funzionato. Altri problemi sono stati poi dati dallo sviluppo della vettura che ormai è un ritornello: i pezzi in galleria del vento funzionano e in pista no, la macchina non riesce a scaricare a terra il proprio potenziale, il posteriore pattina e manca la trazione (è dal 2009 che ormai ci sono questi problemi). Condiamo il tutto con una brutta figura nella prima parte di campionato e con una Dea Bendata che a volte sembra vederci benissimo, si ottiene il caos.
Qualche conclusione
Ormai il titolo mondiale è quasi andato! Solo la matematica tiene vive le speranze di vedere, citando la frase di un commentatore italiano famoso in occasione del primo titolo di Schumacher in Ferrari: “I colori dell’arcobaleno sulle insegne del Cavallino Rampante”. Anche questa però i tifosi l’hanno sentita troppe volte: forse è il caso di ricominciare da zero e sviluppare questa vettura in vista del prossimo anno per poi, a gennaio, dire semplicemente: “Quest’anno faremo meglio dell’anno passato, vedrete!”
Non bisogna dare la colpa al Presidente, al team manager, al direttore tecnico o ai piloti; sono una squadra e quindi la colpa devono assumersela tutti assieme e in questo caso prendere come esempio dalla leggenda di Icaro, che una volta scoperte le ali volle volare troppo in alto raggiungendo il Sole che lo fece ricadere al suolo.
Bisogna partire dal basso per poi puntare in alto, ma non troppo in alto perché il Sole Mercedes è molto più lontano di quanto sembra e non puoi pretendere di raggiungerlo in un solo anno.