
Siamo ormai quasi giunti alla pausa estiva che caratterizza ogni campionato mondiale di Formula 1 e gli argomenti più importanti in questo periodo diventano le notizie di mercato.
Quella che in questo momento è nell’occhio del ciclone riguarda il destino del russo Daniil Kvyat. Secondo alcuni giornali, russi appunto, il giovane pilota della Toro Rosso vedrebbe la rescissione del proprio contratto a fine stagione non solo con la scuderia di Faenza, ma anche con la Red Bull.
La carriera:
Daniil Kvyat, prima di approdare in Formula 1, era riuscito a vincere un titolo in GP3 sotto gli occhi del vivaio Red Bull che lo stava allevando. Da qui la decisione di farlo passare alla categoria motoristica per eccellenza e di farlo esordire con la Scuderia Toro Rosso.
Il 2014 fu l’anno di esordio e diciamo che non fu un vero e proprio successo. Rimediò ben 14 punti in meno rispetto al compagno di scuderia, l’ormai “espertissimo” Jean-Eric Vergne (8 a 22). Bisogna tener conto però della vettura che aveva a sua disposizione e del fatto che avesse soltanto venti anni.
Questo ragionamento non è di certo stato fatto dalla Red Bull, che vedendo Vettel allontanarsi in direzione Maranello, decise nel 2015 di dargli il sedile del quattro-volte campione del mondo, un posto con troppe responsabilità per il giovane ragazzo russo.
Kvyat nel 2015 ebbe risultati abbastanza altalenanti, ottenendo il primo podio in Formula 1 (in quel pazzo Gran Premio d’Ungheria), ma anche dei risultati che lasciarono molto a desiderare. Per spiegare meglio: è finito quasi sempre in zona punti, ma molte volte era ai margini di quest’ultima, posto non adatto ad una scuderia come la Red Bull.Tuttavia la colpa non è del giovane pilota russo, poiché quell’anno riuscì a battere Daniel Ricciardo (di tre punti), che ormai militava da due anni nella scuderia austriaca e che solo un anno prima aveva collezionato le uniche tre vittorie “non-Mercedes”. La colpa è stata di una RB 11 non competitiva che vedeva l’allontanamento del genio Adrian Newey e al tempo stesso di un motore che quando andava bene riusciva a fare una o due gare senza problemi, non di più.
In sostanza il 2016 doveva essere l’anno della conferma. È qui che casca l’asino! L’inizio anno di Kvyat non è stato male, tranne il ritiro in Australia causato, prima della partenza, da un problema elettrico, ha collezionato un settimo posto e un podio. La gara in Russia è stata la svolta. Daniil ha tamponato per due volte consecutive Vettel in due curve diverse e, oltre ad aver fatto fuori il tedesco, ha condizionato la sua gara giungendo 15°, dove anche Ricciardo era giunto 11°.
La Red Bull dopo qualche giorno ha preso una decisione importante: Daniil Kvyat doveva cedere il suo posto a Verstappen dal Gran Premio di Spagna. Decisione criticata non solo dal russo, ma anche da altri piloti che hanno attaccato la Red Bull affermando che non si può condannare un pilota soltanto per una brutta gara. Questo cambio però ha una spiegazione strategica, non confermata dalla scuderia austriaca. Secondo alcune voci Kvyat avrebbe ceduto comunque il suo posto a Verstappen dopo il Gran Premio del Belgio, ma ultimamente le offerte per il giovanissimo pilota olandese erano troppe e la Red Bull aveva paura di perderlo.
Il giovane Max vinse sul circuito spagnolo e Kvyat, giunto 10°, ha iniziato la propria parabola discendente.
Non è più riuscito a battere il compagno di scuderia. È giunto due volte a punti nelle ultime sette gare e in altrettanti gran premi si è ritirato tre volte. Ha affermato lui stesso che, dopo esser stato degradato dalla Red Bull, ha avuto bisogno di molte persone per riuscire a rialzarsi; è molto irascibile nelle interviste; durante le comunicazioni radio appare molto nervoso e sorride sempre meno.
Un po’ di mercato piloti:
Adesso veniamo al dunque: come detto prima sembra che la Red Bull, alla fine dell’anno, voglia chiudere le porte al giovane pilota russo che ha soltanto 22 candeline sulle spalle. Helmut Marko ha affermato che Daniil era stato “retrocesso” alla Toro Rosso per vedere se con meno pressioni riusciva a ritrovare se stesso e diventare una specie di esempio per Sainz, ma Kvyat è andato sempre in peggio e da qui la decisione di abbandonarlo. La scuderia austriaca non è nuova a questi comportamenti, basta pensare a Speed, Vergne, Buemi, Alguersuari e Klien, tutti talenti affermati che hanno subito lo stesso trattamento per poi andare a gareggiare in categorie diverse dalla Formula 1.
È lo stesso destino che attende Daniil Kvyat? Secondo alcune voci ci potrebbe essere una seconda chance che proviene da una scuderia che il prossimo anno sembra voler cambiare completamente i suoi piloti: la Williams. La squadra di Grove, infatti, sembrerebbe pronta ad affiancare all’ormai quasi certo Jenson Button, un giovane pilota e la scelta ricadrebbe proprio sul russo cresciuto a Roma.
Nel frattempo Daniil se la prende con i giornalisti e sfoga su di loro la sua rabbia dopo il Gran Premio d’Ungheria: “Non sto a perdere tempo su queste maledette voci”.
In conclusione soltanto il tempo darà a noi e al pilota russo la risposta alla domanda:“È un altro nome da aggiungere alla lista dei talenti falliti oppure è l’eccezione… che conferma la regola?”