
Giunti ormai alla pausa estiva che caratterizza ogni Mondiale di Formula 1 è arrivato il momento per fare un bilancio dei risultati dei vari piloti confrontandoli, per quanto possibile, con gli anni passati.
Partiamo dal presupposto che quello del 2016 è il Mondiale con più gare in assoluto (21) mentre nei due anni passati i Gran Premi erano 19. Ciò che interessa a noi sono le gare prima della pausa estiva e quindi: 11 gare nel 2014, 10 gare nel 2015 e 12 gare nel 2016. Il modo che abbiamo utilizzato per valutare il rendimento dei piloti è quello di mettere a confronto le percentuali dei punti fatti da un pilota rispetto al massimo dei punti ottenibili se il pilota in questione avesse vinto ogni gara.
Per quanto riguarda invece vittorie, pole position, podi, arrivi a punti e ritiri, abbiamo utilizzarto i dati così come si presentano.
Lewis Hamilton: il campione del mondo in carica
Nel 2014 Lewis ottenne 5 vittorie in 11 gare, arrivò 9 volte a podio, si ritirò per 2 volte e per 4 volte ha preso la pole. Alla pausa estiva aveva 191 punti (69,5%) e si trovava secondo in classifica con 11 punti di differenza da Nico Rosberg.
Nel 2015 l’inglese ottenne 5 vittorie in 10 gare, arrivò 9 volte sul podio, ottenne un sesto posto e 9 pole-position . Un bottino che gli fece ottenere 202 punti (80,8%) e il primo posto in classifica con 21 punti di vantaggio dal rivale tedesco.
Nel 2016 Hamilton ha ottenuto 6 vittorie in 12 gare, è arrivato 9 volte sul podio, per 11 volte ha preso punti, si è ritirato una volta e per 6 volte è partito primo. Dopo la grande rimonta ai danni di Nico, Lewis ha 217 punti (72,3%) e 19 punti di vantaggio.
Nico Rosberg: quello che inizia bene e finisce secondo
Nel 2014 Nico ottenne 4 vittorie in 11 gare, arrivò 9 volte sul podio quindi 10 volte in zona punti, si ritirò una volta e ottenne 6 pole-position. Nella pausa estiva era al comando della classifica con 202 punti (73,5%).
Nel 2015 Rosberg ottenne 3 vittorie in 10 gare, 9 arrivi sul podio, un ottavo posto e una pole. Fu comunque secondo in classifica con 181 punti (72,4%).
Nel 2016 Nico ha iniziato bene ma poi si è perso. Ha ottenuto 5 vittorie in 12 gare, è salito 7 volte sul podio, è finito 11 volte in zona punti, si è ritirato una volta e per 5 volte è partito al primo posto. Ha perso in Ungheria la testa del mondiale e si ritrova in vacanza con 198 punti (66%).
Daniel Ricciardo: l’australiano sorridente
Nel 2014 Daniel è stato l’unico vincitore “non Mercedes” con 2 vittorie in 11 gare, per 5 volte è salito sul podio, con 8 arrivi in zona punti, un ritiro e una squalifica. Alla pausa estiva aveva 131 punti (47,6%) ed era il primo dietro le due Mercedes.
Nel 2015 la Red Bull era leggermente in difficoltà tanto che l’australiano aveva un podio, 8 arrivi a punti e un ritiro in 10 gare, collezionando meno della metà dei punti dell’anno prima 51 (20,4%).
Nel 2016 Ricciardo è stato un pochino più costante con 3 podi, 11 arrivi a punti e una pole in 12 gare. La classifica di quest’anno sorride all’australiano che con 133 punti (44,3%) si è ritrovato di nuovo terzo dietro le frecce d’argento.
Sebastian Vettel: i due anni in Ferrari del tedesco
Nel 2015 era il primo anno in Rosso e Seb aveva collezionato 2 vittorie, 7 podi ed era sempre giunto in zona punti. La classifica vedeva una rinascita dato che era il terzo con 160 punti (64%).
Nel 2016 è stato un vero e proprio massacro. Il tedesco ha collezionato 5 podi, 9 arrivi a punti e 3 ritiri in 12 gare. Adesso è quinto in classifica con 120 punti (40%).
Kimi Raikkonen: la crescita di Mr. Iceman
Nel 2014 era l’anno del ritorno in Ferrari e la cosa non è andata bene con 7 arrivi in zona punti e un ritiro in 11 gare. I 27 punti (9,8%) di metà stagione non erano di certo il massimo.
Nel 2015 c’è stata una piccola crescita grazie ad un podio e 7 arrivi a punti, ma con 3 ritiri in 10 gare. Questa volta Kimi era andato decisamente meglio con 76 punti (30,4%) e il quinto posto in classifica.
Nel 2016 la crescita sembra continuare con 4 podi, 10 arrivi in zona punti e 2 ritiri in 12 gare. Questo bottino ha proiettato il finlandese in quarta posizione nel mondiale con 122 punti (40,6%).
Valtteri Bottas: il finlandese vestito di bianco
Nel 2014 Valtteri riuscì a salire 3 volte sul podio, arrivò 10 volte in zona punti e si ritirò una volta in 11 gare. A metà stagione era quinto con 95 punti (34,5%).
Nel 2015 continuò con la propria costanza grazie a un podio e 7 arrivi in zona punti nelle 10 gare della prima parte di stagione. In classifica era quarto con 77 punti (30,8%) e, vedendo i primi tre, era il primo dei “normali”.
Nel 2016 Bottas è rimasto ancora sul suo rendimento con un podio e 10 arrivi a punti in 12 gare. I 58 punti (19,3%) mostrano però un leggero calo rispetto agli anni passati.
Felipe Massa: la seconda vita in Williams
Nel 2014 Felipe ottenne 5 arrivi a punti, 3 ritiri e una pole in 11 gare. Il bottino di metĂ stagione era di molto inferiore rispetto al compagno di scuderia, 40 punti (14,5%).
Nel 2015 Massa andò decisamente meglio grazie ad un podio e ad 8 arrivi a punti in 10 gare. Questa volta il distacco dal compagno finlandese si era ridotto drasticamente grazie ai 74 punti (29,6%) e al sesto posto in classifica.
Nel 2016 il brasiliano è tornato sui suoi standard con 7 arrivi a punti e 2 ritiri in 12 gare. I 38 punti (12,6%) non fanno ben sperare per l’ex ferrarista.
Fernando Alonso: la scommessa Mclaren
Nel 2015 la prima parte di campionato fu un disastro. Nando giunse solo 2 volte a punti, si ritirò 5 volte (di cui 4 consecutive!) e non corse la prima gara a causa dello strano incidente nei test. 11 punti (4,4%) erano veramente pochi per lo spagnolo bi-campione del mondo che iniziava a interrogarsi sulla sua scelta.
Nel 2016 sembra esserci una crescita abbastanza importante, almeno sul piano affidabilità . Gli arrivi a punti sono 3, assieme ai 3 ritiri e a una non-partenza dovuta alle conseguenze del crash australiano. Il bilancio però è leggermente migliore grazie a 24 punti (8%).
Jenson Button: l’infinito inglese
Nel 2015, come il compagno spagnolo, si è trovato una vettura che non sapeva neanche cosa fosse l’affidabilità visti i 5 ritiri e i due arrivi in zona punti in 10 gare. I 6 punti (2,4%) confermano le difficoltà della prima metà di stagione.
Nel 2016 Button è giunto 5 volte in zona punti e si è ritirato soltanto 3 volte in 12 gare. Anche l’inglese a visto incrementare quindi il bottino dell’anno precedente raggiungendo i 17 punti (5,6%).
Sergio Perez: il ritorno di Checo
Nel 2014 iniziava la sua vita in Force India. Nella prima parte di stagione giunse una volta sul podio, 6 volte a punti e si ritirò per 3 volte. A metà stagione aveva 29 punti (10,5%), due in più di Kimi Raikkonen.
Nel 2015 fu un pochino più difficile ripetersi visti i 4 arrivi in zona punti e un ritiro in 10 gare. Anche la classifica infatti ne risentì molto con 15 punti (6%).
Nel 2016 dopo un inizio difficile Sergio sembra essersi ripreso con 2 podi, 7 arrivi in zona punto nelle 12 gare della prima parte di stagione. 48 punti (16%) che gli valgono l’ottavo posto in classifica.
Nico Hulkenberg: “Hulk” tedesco
Nel 2014 Nico ebbe una costanza impressionante visti i 10 arrivi in zona punti e un unico ritiro in 11 gare. La classifica lo vedeva al settimo posto, subito dietro a Sebastian Vettel, con 69 punti (25,1%).
Nel 2015 anche lui ebbe un momento di calo. Arrivò 4 volte in zona punti e si ritirò 2 volte in 10 gare. La prima parte di stagione però era andata meglio di quella del compagno grazie ai suoi 24 punti (9,6%).
Nel 2016 è arrivato 7 volte in zona punti e si è ritirato due volte di fila in 12 gare. Non è molto lontano da Perez, ma è comunque 2 posizioni sotto in classifica con 33 punti (11%).
I piloti della Sauber hanno subito un grosso calo rispetto allo scorso anno visto che quest’anno non sono ancora riusciti ad andare a punti, mentre con i restanti piloti non è possibile fare dei confronti dati i tre rookie e i cambi di scuderia che non renderebbero i dati veritieri.