
Durante la prossima stagione assisteremo ad uno dei cambi tecnici, dal punto di vista regolamentare, più importanti della storia della F1. Le vetture non solo saranno molto più veloci delle attuali, ma saranno esteticamente anche molto più aggressive, tema particolarmente a cuore ai tifosi, rimasti poco attratti dalle attuali monoposto.
Le modifiche che vedremo l’anno prossimo saranno veramente tante e riguarderanno tutta la vettura in ogni singola zona: dalla parte anteriore fino ad arrivare al retro. L’ala anteriore sarà completamente modificata: sarà più larga e avrà una forma a freccia. I bargeboards saranno di dimensioni maggiori rispetto ad ora. Il telaio sarà più largo, e anche l’ala posteriore subirà delle modifiche, riducendo la sua altezza da terra ed aumentando di dimensioni il mainplain. Ciò che non verrà modificato, però, saranno le Power Unit. Rimarranno, infatti, gli attuali motori V6 da 1600cc a cui viene associata una parte ibrida, l’ERS, incrementando la potenza complessiva di circa 150cv. La parte ibrida, però, ha una funzione molto più completa, in quanto interviene spesso, come in uscita di curva, a dare “una mano” al motore termico, migliorando le prestazione e, non a caso, già ora si stanno abbattendo numerosi record.
Esteticamente, quindi, avranno un look più aggressivo, più da F1 di inizi anni 2000 che di quelle viste negli ultimi anni. Questo grazie anche alle nuove gomme che Pirelli introdurrà a partire dal prossimo anno, che saranno completamente diverse dalle attuali: oltre ad avere mescole e carcasse differenti, le nuove coperture per il 2017 saranno di dimensioni maggiorate, il 25% più larghe rispetto ad ora. Questa modifica permetterà non solo di rendere le vetture più accattivanti esteticamente, ma anche di avere un maggior grip meccanico che dovrebbe permettere ai piloti di aver più aderenza nel momento in cui vanno a scaricare la potenza del motore.
Interpellato a riguardo da Auto Motor und Sport, Andrew Green, direttore tecnico della Force India, ha risposto a qualche domanda, esprimendosi a favore dei cambiamenti tecnici per il 2017: “Sicuramente le monoposto saranno più aggressive. con pneumatici più larghi e vetture più larghe. Ricorderanno nolto le vetture degli anni ’80 e ’90. Penso che sia un buon step in avanti per la Formula 1. Mi piacciono queste vetture”.
I nuovi cambiamenti dovrebbero portare soprattutto un aumento di carico aerodinamico, che si dovrebbe attestare intorno al 25%: “Nelle prime fasi della stagione, l’aumento in termini di carico aerodinamico sarà di circa il 20/25%, ma sicuramente alla fine dell’anno sarà maggiore. Suppongo che si possa arrivare ad un 30/35%. È il più grande step in avanti a cui abbia mai assistito”. A ciò, però, si andrà a scontrare anche un amento della resistenza: “La resistenza all’aria aumenterà, soprattutto a causa degli pneumatici più larghi. Ci aspettiamo un 5/10% in più di resistenza all’aria” ha detto Green.
Grazie alle nuove soluzioni che verranno adottate, molti record sul giro verranno sicuramente abbattuti, perché avremo una velocità in curva nettamente maggiore, cosa che permetterà di guadagnare molto tempo. Al contempo, però, bisognerà scordarsi i record di velocità di punta: con il maggior carico aerodinamico e la maggior resistenza all’aria, arrivare ai picchi che si stanno registrando in questa stagione, come in Azerbaijan, saranno praticamente impossibili. Ciò che conta, però, è che le vetture saranno notevolmente più prestazionali, con un guadagno che dovrebbe attestarsi intorno ai quattro secondi: “Se con le vetture attuali raggiungiamo i 330 km/h di velocità di punta, l’anno prossimo avremo circa 20 km/h in meno, ma saremo più veloci in curva. Ovviamente dipende dal tipo di curva, perché ci sono tratti, come l’Eau Rouge, che facciamo già in pieno. Ma la curva tre di Barcellona, ad esempio, attualmente non la facciamo a tavoletta: l’anno prossimo ci riusciremo senza problemi. Quindi le forze laterali e verticali aumenteranno moltissimo. In tratti come il secondo settore dell’Hungaroring ci vedranno andare molto più veloce. Penso che i tempi, su piste come l’Hungaroring, scenderanno di circa tre o quattro secondi” ha poi concluso il direttore tecnico della Force India.