
In questo fine settimana le vetture di Formula 1 tornano a sfidarsi nella lucente Marina Bay a Singapore. Ormai i tracciati europei sono alle spalle e per tre settimane consecutive le monoposto del Circus gareggeranno in Asia. Ad aprire questo viaggio asiatico ci pensa l’ormai sempre più ricco stato di Singapore che con il suo Marina Bay Street Circuit regala sempre uno spettacolo di luci e di atmosfera fuori dal comune.
Quella di Singapore fu la prima gara corsa in notturna nel lontano 2008 e nonostante le difficoltà nei sorpassi e le basse velocità di punta, questo circuito cittadino ha sempre regalato delle emozioni durante le proprie gare.
È un circuito molto difficile in cui serve molto carico aerodinamico e l’impegno fisico richiesto al pilota è veramente alto. Anche il cambio e i freni sono molto sollecitati, ma noi utilizzeremo i dati dei tecnici Brembo per analizzare l’impegno frenante richiesto durante il Gran Premio di Singapore.
La pista di Marina Bay, utilizzando la scala (che va da 1 a 10) dell’impegno frenante con cui i tecnici Brembo classificano ogni circuito, si è guadagnata un punteggio pari a 9, il che significa che è una tra le piste più impegnative di questo Mondiale di Formula 1. L’impegno dell’impianto frenante è dato soprattutto dalla grande quantità di curve (23) e i rettilinei molto corti in cui è difficile raffreddare i freni che spesso si surriscaldano e creano problemi. Delle 23 curve presenti sul circuito di Singapore, soltanto 13 richiedono delle frenate di cui: 2 sono impegnative per i freni, 5 sono considerate di medio impegno e 6 sono considerate leggere. Il 24% del tempo sul giro è impiegato con il piede sul freno, anche se la decelerazione media, pari a 3,3 g, è di circa 1 g più bassa di quella dello scorso Gran Premio d’Italia.
Un giro fra le luci colorate di Marina Bay:
Utilizzando sempre i dati dei tecnici Brembo è possibile percorrere un giro di pista per valutare l’impegno dei freni nel tracciato singaporiano.
Iniziamo, come sempre, il nostro “giro lanciato” dalla linea del traguardo e, dopo un breve rettilineo, i piloti si trovano subito impegnati in tre curve in successione dove la vettura deve essere precisa perché una traiettoria sbagliata alla prima curva può compromettere le due curve successive. La prima è una curva a 90° gradi verso sinistra, dove si giunge con una velocità di 321 km/h e in 112 metri bisogna raggiungere i 128 km/h necessari ad affrontarla. Per far ciò i piloti devono frenare per 1,22 secondi con un carico di 151 kg sul pedale subendo una decelerazione di 4,9 g che è la seconda più elevata di tutto il circuito. La seconda curva, verso destra, è breve e molto morbida, non richiede frenate e va effettuata tutta in accelerazione, ma bisogna mantenere la vettura molto vicina al cordolo per poter prendere la curva 3 nel modo giusto. La terza curva è un tornante verso sinistra poco impegnativo poiché i piloti passano da 142 km/h a 85 km/h in soltanto 56 metri, frenando per 0,96 secondi con un carico di 56 kg sul pedale e subendo una decelerazione di 1,6 g. La curva 4, anch’essa verso sinistra, è da fare in piena accelerazione subito dopo l’uscita dal tornante.
Molto importante invece è la curva 5 poiché precede il rettilineo più lungo del circuito e va affrontata nel modo giusto per avere una buona trazione in uscita. La quinta curva è a 90° gradi verso destra, dove le monoposto vi giungono con una velocità iniziale di 269 km/h e, frenando per 1,14 secondi in 94 metri con un carico di 118 kg sul pedale, devono raggiungere i 123 km/h con una decelerazione di 3,8 g. Da qui in poi si ha un rettilineo di 832 metri che presenta una velocissima curva verso destra (curva 6) da fare tutta in piena e che ci porta alla fine del primo settore.
La curva 7 è a sinistra, subito dopo la fotocellula del settore 1 ed è anche la più impegnativa di tutto il circuito. I piloti, frenando per 1,42 secondi in 131 metri, passano da 329 km/h a 100 km/h caricando il pedale del freno con 155 kg e subendo una decelerazione di 5,1 g che è appunto la decelerazione massima che si registra nel circuito di Marina Bay. Uscendo dalla curva 7 si ha un brevissimo rettilineo che porta a un tornante verso destra. La curva 8 è la più lenta di tutto il circuito dove le vetture arrivano con una velocità di 212 km/h e per affrontarla devono frenare fino ai 70 km/h in 92 metri per un tempo di 1,30 secondi. Il carico sul pedale è di 85 kg e la decelerazione subita è di 2,7 g.
La porzione di pista dopo la curva 8 è caratterizzata da continue accelerazioni e frenate. Usciti dal tornante, si ha un altro breve rettilineo che porta alla curva 9 la quale è a 90° verso sinistra. La velocità iniziale è di 197 km/h e frenando per 0,93 secondi in 62 metri con un carico di 73 kg, si perdono circa 80 km/h con una decelerazione di 2,4 g. Subito dopo la nona curva si ha un altro breve allungo che porta alla curva 10, la quarta curva più impegnativa del circuito. Questa curva in realtà è stata modificata. Prima del 2013 era una tripla chicane con i cordoli molto alti, ma per sicurezza la FIA ha deciso di renderla una curva unica verso sinistra. I 284 km/h iniziali subiscono una frenata di 1,23 secondi in 105 metri grazie ad un carico di 128 kg sul pedale e ciò permette alle vetture di affrontare la curva a 117 km/h, ma i piloti subiscono una decelerazione di 4,1 g.
Le due curve successive, la prima verso destra e la seconda verso sinistra, richiedono una vettura precisa sull’anteriore, ma il pedale del freno non viene toccato. Dopo un altro breve allungo, famoso per il sorpasso di Felipe Massa ai danni di Bruno Senna nel 2012 con tanto di “effetto pendolo” nella Ferrari numero 6, si giunge alla curva 13, ovvero un tornante verso sinistra. La tredicesima curva viene affrontata con una velocità di 111 km/h, ovvero 61 km/h in meno rispetto alla velocità iniziale. Questa frenata viene effettuata in 0,91 secondi e in uno spazio di 58 metri con 65 kg di carico sul pedale del freno e una decelerazione di 2 g.
Dopo la curva 13, si ha un rettilineo abbastanza lungo, che porta alla fine del secondo settore e fa entrare i piloti nel terzo settore ovvero quello più guidato.
Il settore 3 inizia subito con una curva molto stretta verso destra. La velocità iniziale con la quale le vetture giungono alla curva 14 è di 293 km/h e in 121 metri, frenando per 1,41 secondi con 134 kg di carico sul pedale, raggiungono 79 km/h subendo una decelerazione di 4,3 g che è la terza più elevata del circuito. La curva 15 è una curva cieca verso sinistra, ma deve essere fatta in piena accelerazione, ma subito verso destra, vi è la curva 16 che richiede 87 km/h per essere affrontata nel modo giusto e le monoposto vedono scendere la propria velocità di 159 km/h dopo una frenata di 1,25 secondi in 98 metri con un carico di 100 kg sul pedale del freno e una decelerazione di 3,3 g.
Dopo la sedicesima curva si entra nella parte più tortuosa del circuito. La curva 17 verso sinistra è da fare in accelerazione mentre la 18, verso sinistra, è una tra le più strette poiché il circuito passa sotto le tribune e si ha un vero e proprio tunnel. L’avvicinamento alla curva 18 avviene con una velocità di 222 km/h, ma in soli 1,21 secondi e in 89 metri, le vetture devono perdere circa 141 km/h con una decelerazione di 2,9 g e un carico sul pedale di 90 kg. La curva 19 è verso destra e non richiede frenate, mentre la 20, anch’essa verso destra, è poco impegnativa per i freni visti i 176 km/h iniziali e i 97 km/h finali. Le monoposto frenano in 1,04 secondi, in uno spazio di 68 metri con un carico di 68 kg sul pedale e una decelerazione di 2,1 g. Anche la curva 21 non richiede frenate e la 22 fa perdere circa 100 km/h (da 262 km/h a 164 km/h) in soli 63 metri. Quest’ultima frenata può sembrare poco impegnativa, ma in soli 0,86 secondi, i piloti mettono sul pedale del freno una forza pari a 115 kg e subiscono una decelerazione di 3,6 g. La curva 22 e la curva 23 sono strettamente collegate tra loro in quando la traiettoria della prima determina la traiettoria della seconda e quindi anche una maggiore velocità per uscire bene e andare a chiudere il giro in questo tortuoso circuito cittadino di Marina Bay.
source: brembo.it