
Probabilmente, a qualche ora di distanza da un entusiasmante Gran Premio della Malesia, la sensazione di chi ha assistito alla gara è quella di aver vissuto una gara anomala, ricca di colpi di scena ed imprevedibile fino alla fine.
Più che una gara, quella di Sepang è stata l’ambientazione perfetta per un film thriller, con un cast d’eccezione rappresentato non da attori professionisti, ma da temerari del rischio come i piloti di Formula 1.
Già, perchè l’appuntamento malese ha tenuto davvero tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo giro, indipendentemente dai colori che si tifano o dalla simpatia espressa per il proprio pilota preferito. Non tutti i partecipanti scesi in pista verranno ricordati per esser stati i protagonisti principali di una gara tanto afosa quanto strana, ed è proprio per questa ragione che abbiamo deciso di scegliere i migliori ed i peggiori, quasi come se fosse una nomination per gli Oscar. Ecco quindi una speciale classifica in stile hollywoodiano dei piloti più rappresentativi di questa gara da incorniciare.
Daniel Ricciardo: Miglior pilota protagonista
Il Premio Oscar dell’appuntamento malese viene assegnato di diritto all’australiano Daniel Ricciardo. Il pilota della Red Bull, scattato dalla quarta posizione in griglia, era forse il meno favorito per la vittoria finale. E invece, con il contatto tra Rosberg e Vettel al via, e con il clamoroso ritiro di Hamilton, il sorridente australiano di origini italiane si è improvvisamente trovato in testa alla corsa. Con Ricciardo al comando, nessuno si è più permesso di spodestare la sua leadership, nemmeno l’arrembante e controverso compagno di squadra Max Verstappen. L’olandese, in realtà, ha anche provato a prendersi il primo posto, trovando però una coraggiosa quanto incredibile resistenza da parte dello stesso Ricciardo, abile a tenere a bada il “piccolino” della Red Bull con una difesa tanto spettacolare quanto pericolosa. Un ruota a ruota che si rivelerà poi fondamentale per la vittoria conclusiva, festeggiata con un sorso di champagne dalla scarpa del vincitore (offerta anche a Verstappen e Rosberg, compiaciuti dal bere uno champagne dal retrogusto di sudore del piede di Ricciardo). Evviva i germi, evviva lo spettacolo, evviva la sana competizione!
Max Verstappen: Miglior team radio
Se la vittoria di Ricciardo ha esteso i sorrisi a tutto il suo team, il secondo posto di Verstappen non ha fatto altro che aumentare la goduria ai box della Red Bull. Eh si, perchè grazie a questo memorabile uno-due della lattina più veloce del pianeta, la Red Bull torna a conquistare una doppietta che mancava, pensate, dal Gp del Brasile 2013. All’epoca c’erano Vettel e Webber, e non questi due nuovi compagni che si rispettano nonostante un apparente astio. Eppure, nonostante il lieto fine del cortometraggio firmato Red Bull, le cose non erano iniziate bene per il team austriaco, e soprattutto per Verstappen. L’olandese non ha infatti gradito la manovra al via di Vettel, nella quale è rimasto coinvolto pur senza conseguenze per la sua monoposto. La reazione del giovane ed irrequieto pilota non si è fatta attendere via radio, definendo il ferrarista in mondovisione come un “pazzo” ed “idiota”. Il carattere certo non manca, e le offese nemmeno (per quanto la manovra di Vettel sia stata comunque errata). Il resto è solo farina del suo sacco, con un secondo posto finale che lo tiene lontano dalla vittoria solo per le grandi manovre difensive di Ricciardo.
Nico Rosberg: Miglior thriller
Tranquilli! Non ci sono scene di paura sconsigliate ai più deboli, ma non si può dire che la gara di Rosberg sia stata calma. Tutt’altro! Il tedesco, concentrato ad inseguire il compagno Hamilton, ha subito rinunciato alle speranze di sorpasso già alla prima curva, speronato da un Vettel in crisi di freni. Rosberg si gira in testacoda, e quando riprende si ritrova in ultima posizione. Ha inizio quindi una gara tutta da rifare, con una rimonta sensazione che lo porta nel giro di poche tornate in zona punti. La strategia lo aiuta a recuperare terreno, ma il tempo scorre. Nella foga colpisce in pieno la Ferrari di Raikkonen in fase di sorpasso, subendo una penalità di dieci secondi da aggiungere a fine corsa. Ed è qui che inizia la seconda corsa contro il tempo di Nico: tenere lontano Kimi con un distacco di almeno dieci secondi per assicurarsi il podio. Mentre Hamilton si ritira, Rosberg spinge come un forsennato sull’acceleratore, riuscendo nell’impresa una volta tagliato il traguardo. Con il ko di Hamilton, Nico si conferma leader del mondiale con un vantaggio che aumenta di +23 punti sull’inglese. Per il tedesco arriva il lieto fine, ma che fatica!
Fernando Alonso: Miglior rimonta
Tra le nomination di questa tappa malese, un capitolo particolare va dedicato ad un campione che non conosce il significato della resa. Per capire quanto sia stata grande la rimonta di Alonso, vanno fatte due precisazioni:
per quanto la McLaren sia in continuo miglioramento, la monoposto di Woking non può ancora definirsi competitiva a livello dei top team attuali, e questo rende il tutto più problematico. Se a questa condizione aggiungiamo il fatto che il due volte campione del mondo spagnolo fosse scattato dall’ultima posizione in griglia, c’è solo una cosa da fare: togliersi il cappello ed applaudire.
Perchè arrivare 7° al traguardo con tutte le difficoltà sopra elencate è un’impresa che solo i grandi campioni possono fare, ed Alonso rientra sicuramente in questa categoria. Tutti noi, diciamocelo, vorremmo vedere il suo nome tra i grandi della classifica iridata, specie quando il pilota delle Asturie si dimostra ancora capace di tirar fuori dal cilindro altre magie come queste. Nonostante l’età ormai non più giovanissima, e la sua presenza sempre in discussione per i prossimi campionati di Formula 1, lo spagnolo resta un pilota fondamentale nell’ambiente del circus.
Lewis Hamilton: Miglior performance drammatica
Quando un pilota si dispera per un problema tecnico sulla sua monoposto (per quanto il pilota in questione possa essere simpatico o meno ad ognuno di noi), non si può restare impassibili. Questo è accaduto ad Hamilton, capace suo malgrado di passare da vincitore ormai certo a vittima di un ritiro amarissimo. Il premio Oscar sarebbe andato a lui se non fosse stato per il clamoroso ritiro con la power unit in fiamme, vista la sua superiorità espressa sia in qualifica che in gara. Una leadership mai messa in discussione, giri veloci su giri veloci, ed un week-end che poteva terminare con la 50° vittoria in carriera. E invece no, niente di tutto questo. Sfumato tutto come il suo motore, e forse (e sottolineiamo forse), come le sue speranze di poter diventare campione del mondo a fine stagione. La sua uscita di scena a Sepang, terribile per il morale, ha infatti fornito un assist clamoroso proprio al compagno Nico Rosberg. Se Hamilton avesse finito in testa oggi, la classifica del mondiale avrebbe avuto il suo nome in cima a tutti, mentre ora la distanza da Rosberg aumenta a 23 punti pesantissimi. Mancano solo 5 gare (la prima delle quali già domenica a Suzuka, in Giappone), un’eternità per tentare di recuperare il terreno perduto. Hamilton non è certo il tipo che si arrenderà, ma nel frattempo si può consolare solo con dei meritatissimi applausi per quanto fatto valere in pista. Tra mille calcoli ed ipotesi, soltanto una cosa è certa:
la rincorsa per il mondiale non è ancora finita.
Sebastian Vettel: peggior cortometraggio
Il quattro volte campione del mondo tedesco ci ha spesso abituato a gare memorabili, vinte grazie ad un talento mai messo in discussione. A Sepang però, è andato in scena uno dei suoi errori più clamorosi di tutta la sua carriera in Formula 1. Spiace doverlo dire, ma il premio per il peggior pilota protagonista va proprio a lui. La sua gara, inoltre, rientra nella categoria non certo gloriosa dei peggior cortometraggi. Eppure, a giudicare dallo scatto alla partenza, niente faceva presagire un finale così cupo. Grazie ad un’ottima scelta di tempo infatti, il tedesco si è subito trovato ruota a ruota con Verstappen, adottando una traiettoria molto interna. Arrivati in prossimità della prima curva però, Vettel frena troppo tardi e colpisce in pieno la Mercedes di Rosberg, mandandolo in testacosa e generando il caos nel punto del contatto. Mentre Nico riprende la gara e Verstappen insulta Vettel via radio, la Ferrari del tedesco finisce la sua breve avventura a bordo pista con una sospensione danneggiata. In un mare di polemiche che piovono da ogni dove, l’unica nota positiva del tedesco è la scelta di non commentare le frasi offensive di Verstappen, preferendo la strada della “non-violenza” verbale. C’è comunque poco da stare allegri, specie se una gara così griglia si verifica ad un anno di distanza dalla prima vittoria con la Ferrari. Meglio dormirci sopra, facendosi prima una bella doccia fredda (in tutti i sensi), e ripartire per il Giappone, proprio nel paese ideale per fare pace con sè stessi e con i proprio turbamenti!
Quindi, Sayonara amici!