
Quella del Giappone non sarà certo la gara che resterà positivamente nella memoria di Lewis Hamilton, ma paradossalmente un motivo per ricordarla con affetto c’è. Il pilota inglese infatti, grazie ad un 3° posto finale (insperato per come si era messo per lui il Gp) a Suzuka, ha ottenuto un record personale davvero invidiabile: quello dei 100 podi conquistati in carriera.
Con uno strepitoso risultato, ottenuto all’età di 31 anni, Hamilton sale quindi al terzo posto della classifica all-time dei piloti con il maggior numero di podi ottenuti, dietro solo ad Alain Prost e Michael Schumacher.
Una lunga rincorsa a questa prestigiosa tripla cifra iniziata ben 9 anni fa, quando l’inglese conquistò il primo podio della carriera proprio nella sua gara d’esordio. Nel 2007 infatti, al Gran Premio d’Australia, Hamilton stupì il mondo intero giungendo terzo al traguardo con la sua McLaren, alle spalle del compagno di squadra Alonso e del vincitore Kimi Raikkonen, il quale andò a vincere alla sua prima gara con la Ferrari. In quell’anno furono ben 12 i piazzamenti a podio ottenuti da Hamilton, e tra questi spicca anche la prima vittoria ottenuta in Canada. Le prestazioni del pilota britannico di origini caraibiche gli consentirono di lottare per il titolo mondiale già in quella stagione, ma a causa di un suo errore in occasione dell’ultima gara in Brasile perse ogni possibilità di vincere il mondiale, “regalando” così la vittoria proprio a Raikkonen (e da allora la Ferrari non ha più vinto un titolo mondiale piloti).
In ogni caso Hamilton ebbe l’opportunità di rivincita già nel 2008, vincendo un mondiale praticamente all’ultima curva (di nuovo in Brasile) e togliendolo dalle mani di Felipe Massa, il quale potrà sempre dire di esser stato campione del mondo fino a quando Hamilton non tagliò il traguardo.
Negli anni successivi la McLaren entra in una piccola crisi di risultati, dovuti in parte alle modifiche del regolamento ed in parte allo stradominio delle Red Bull. L’inglese riesce comunque ad ottenere qualche vittoria, salendo sul podio in svariate occasioni. Quando la storia d’amore tra lui e la McLaren trova la parola “fine” al termine della stagione 2012, Hamilton si congeda dal team di Woking con la bellezza di 49 podi ottenuti tra il 2007 ed appunto il 2012.
L’anno successivo il divorzio si concretizza con il passaggio alla Mercedes, team con il quale vince il mondiale del 2014 e 2015 (ed è matematicamente in lotta anche per quest’anno). Prima dell’era ibrida iniziata nel 2014, e che ha visto la Mercedes a livelli di competitività elevatissimi nell’arco di questi ultimi tre anni, Hamilton aveva già conquistato 5 podi nel 2013, vincendo solo in Ungheria. Curiosamente, dal primo podio in Mercedes ad oggi, Hamilton ha ottenuto esattamente 50 piazzamenti sul podio con il team tedesco, grazie al quale ha recentemente ottenuto il record personale delle 100 partenze dalla prima fila in carriera.
Ora nel mirino ci sono Prost e Schumacher
Il biglietto da 100 podi è definitivamente nelle mani di Hamilton ma, come già accennato, il suo non è ancora il record di sempre per il maggior numero di podi conquistati in Formula 1. In questa speciale speciale classifica all-time, l’inglese è infatti al terzo posto, alle spalle di altri due mostri sacri di questo sport come Alain Prost (2°) ed ovviamente Michael Schumacher, primo anche in questa categoria di record.
Tra i due, per ragioni di classifica e di numeri, il più raggiungibile è ovviamente Prost, il quale potrebbe subire il “sorpasso” in classifica già a partire dalla prossima stagione. Sono infatti 106 i piazzamenti a podio ottenuti dal “Professore” francese nel corso della sua lunga carriera, iniziata nel 1980. Diversamente da Hamilton, Prost ottenne il suo primo podio soltanto alla sua seconda stagione in Formula 1, giungendo 3° con la Renault in Argentina, per poi ottenere la prima vittoria proprio nella gara di casa a Digione. Il sogno di vincere un mondiale tutto francese non si concretizza, e nel 1983 Prost lascia il team transalpino con 17 podi conquistati. Nel 1984 passa alla McLaren, con la quale vive gli anni più gloriosi della sua esperienza in Formula 1 e si rende protagonista di duelli epici con il futuro compagno di squadra Ayrton Senna. Resta con il team di Woking fino al 1989, ottenendo moltissimi podi che gli consentono di collezionare ben 3 titoli mondiali piloti (1985, 1986 e 1989).
A causa di una convivenza con Senna diventata ormai impossibile da sopportare, il francese dice “au revoir” alla McLaren, tentando l’impresa di vincere un mondiale con la Ferrari nel 1990. Proprio in quell’anno, Prost sfiora il titolo con la “rossa”, regalandole anche la 100° vittoria in Formula 1. Resta a Maranello anche il 1991, ma a poche gare dal termine del campionato viene licenziato per aver duramente criticato la mancanza di competitività della Ferrari, annunciando di prendersi un anno sabbatico per il 1992. Senza questa decisione, forse oggi Prost avrebbe qualche podio in più nella sua bacheca. In ogni caso si presenta nel 1993 al volante della Williams, vera rivelazione della prima metà degli anni ’90. La scelta di Prost è tanto saggia quanto vincente. La sua ultima stagione in Formula 1 si chiude con la conquista del quarto titolo mondiale e con il 100° podio della sua carriera. Abile a tirar fuori prestazioni positive in occasione delle gare in casa, Prost taglia il traguardo dei 100 podi proprio in Francia, dove ottiene la vittoria a Magny-Cours. Al termine dell’ultima gara del campionato ad Adelaide, con Prost già campione del mondo, va in scena probabilmente la celebrazione sul podio più emblematica e significativa di tutta la sua carriera. Il francese viene invitato da Senna a fare pubblicamente pace sul gradino più alto, mettendo definitivamente fine ad una rivalità e ad un astio tra i due piloti che ha infiammato la Formula 1 degli anni ’80/’90.
Decisamente più complicata è la rincorsa al record storico di Michael Schumacher. Il campione tedesco occupa infatti il primo posto in solitaria nella classifica all-time, con la bellezza di 155 podi. Anche Schumacher, così come Prost, è stato protagonista di una carriera lunghissima e ricca di successi, ed il numero di podi ottenuti (unito al record di ben 7 mondiali vinti) rappresenta la grandezza di questo campione, oggi impegnato nella sua gara più difficile (Keep Fighting Michael).
Dopo il debutto nel 1991, l’anno successivo ottiene il suo primo piazzamento tra i primi tre in Messico, al volante della Benetton di Flavio Briatore. Resterà con il team italo-britannico fino al 1995 compreso, conquistando 38 podi e due titoli mondiali (1994 e 1995). Nel 1996 inizia la sua lunga e meravigliosa avventura con la Ferrari, portandosi a casa 5 mondiali piloti ed altrettanti costruttori. E’ proprio con la scuderia di Maranello che Schumacher, in occasione del Gran Premio del Brasile 2002, si aggiudica il 100° podio della sua carriera. Da quel giorno il tedesco salirà altre 54 volte sul podio con la Ferrari, facendolo per l’ultima volta nel 2006. In Cina infatti, a poche gare dalla conclusione del mondiale, il “Kaiser” ottiene non solo il 154° podio, ma anche la sua ultima vittoria della carriera, la 91°. Poi, con il commovente annuncio a Monza, Schumacher si ritira dalla Formula 1.
Sembra un addio definitivo, ma nel 2010 (dopo voci insistenti che lo volevano come sostituto dell’infortunato Massa nel 2009), il tedesco rientra nel circus, stavolta al volante della Mercedes. Resterà con il team appena rientrato nella massima serie fino al 2012, al termine del quale smetterà sul serio di correre. L’assenza di quattro anni dalle piste si fa sentire in modo molto pesante sul rendimento del tedesco, che sulla soglia dei quarant’anni d’età diventa un pilota irriconoscibile. Nonostante le grosse difficoltà incontrare, Schumacher riesce in più occasioni a dimostrare di essere ancora una volta il “Kaiser” che tutti conoscevano, e tra questi episodi spicca senza dubbio il Gran Premio d’Europa del 2012. Sul circuito di Valencia, il tedesco coglie il 3° posto, salendo sul podio dopo 6 anni di assenza. Dopo la pole position ottenuta a Monaco in quell’anno (poi retrocesso in griglia per via di una penalità), Schumacher sale quindi per la 155° ed ultima volta sul podio.
Attenzione ad Alonso!
L’ultimo e brevissimo capitolo di questa classifica all-time va dedicata anche a Fernando Alonso. Oggi è difficile che il due volte campione del mondo spagnolo possa ottenere un piazzamento a podio con una McLaren in difficoltà, ma se le cose migliorassero già a partire dal 2017 la possibilità di ottenere 100 podi in carriera non sarebbe un’impresa impossibile. Dietro ad Hamilton, al quarto posto, c’è proprio Alonso, il quale è fermo a quota 97 podi conquistati in carriera. Ancora tre piazzamenti a podio ed il traguardo numero 100 sarebbe finalmente suo. Dopo tutte le sofferenze sportive patite negli ultimi anni, se lo meriterebbe.
Top 10 della classifica all-time dei podi conquistati e posizioni in classifica dei piloti campioni del mondo
1° - Michael Schumacher (155) 2° - Alain Prost (106) 3° - Lewis Hamilton (100) 4° - Fernando Alonso (97) 5° - Sebastian Vettel (85) 6° - Kimi Raikkonen (84) 7° - Ayrton Senna (80) 8° - Rubens Barrichello (68) 9° - David Coulthard (62) 10° - Nelson Piquet (60) --------------------------- 11° - Nigel Mansell (59) 12° - Niki Lauda (54) 14° - Mika Hakkinen (51) 18° - Jackie Stewart (43) 19° - Damon Hill (42) 23° - Graham Hill (36) 24° - Juan Manuel Fangio / Emerson Fittipaldi (35) 26° - Denny Hulme / Jody Scheckter (33) 28° - Jim Clark (32) 31° - Jack Brabham (31) 40° - John Surtees / Alan Jones (24) 42° - James Hunt / Jacques Villeneuve (23) 46° - Giuseppe Farina (20) 50° - Mario Andretti (19) 52° - Mike Hawthorn (18) 54° - Alberto Ascari / Keke Rosberg (17) 56° - Phil Hill (16) 61° - Jochen Rindt (13)