Domenica prossima si correrà il Gran Premio degli USA sul circuito di Austin. Nico Rosberg potrebbe mettere una serie ipoteca sul suo primo alloro iridato. Lewis Hamilton dovrà attaccare per provare a rimontare e tenere aperta la sfida al titolo fino all’ultima gara. Rispetto alle ultime due gare Pirelli porterà mescole più morbide, augurandosi che quest’anno il meteo non rovini lo spettacolo.
Assegnato con largo anticipo il titolo costruttori alla Mercedes, grazie ad un dominio pressochè incontrastato della scuderia di Stoccarda, resta da decidere chi sarà il 67° campione del mondo.
Nico Rosberg è il favorito, non solo per i 33 punti di distacco accumulati sull’attuale campione del mondo, ma anche perché quest’anno il biondino della Mercedes sembra aver trovato quella sicurezza in se stesso e quella continuità, che erano il suo tallone d’Achille. Non a caso Nico ha vinto in Giappone, Monza, Spa, Singapore: tracciati sui quali non era mai riuscito a salire sul gradino più alto del podio.
Di converso per Lewis Hamilton il 2016 sembra un’annata non esattamente delle migliori: una serie di errori, vedi slittamento in partenza in Giappone, e di inconvenienti, vedi ritiro in Malesia quando era al comando della gara, gli hanno fatto perdere punti iridati, che a questo punto della stagione pesano come un macigno. Conoscendo il “rapper” della Formula 1, siamo sicuri che lotterà fino a quando la matematica non lo condannerà definitivamente al secondo posto.
D’altronde ci sono ancora 100 punti a disposizione e tutto può ancora succedere!
Il mondiale costruttori resta aperto per quanto riguarda il secondo posto, che anche in questo caso vede un vantaggio importante per la Red Bull sulla Ferrari. Dalla Scuderia di Maranello ci si aspetta una gara d’orgoglio per dimostrare che la testa non è completamente al 2017. Nonostante i 50 punti di svantaggio, corre l’obbligo di crederci fino all’ultimo, magari andando a centrare, proprio nel paese a stelle e strisce, la prima vittoria di una stagione a tinte grigio-nere.
CARATTERISTICHE DEL CIRCUITO
Il Gran Premio deli Stati Uniti si corre sul circuito di Austin, situato nello stato del Texas, che ospita anche il motomondiale.
Trattasi di un tracciato recente, inaugurato solo nel 2012, sul quale le monoposto di Formula 1 girano in senso antiorario: ha un design unico, con elementi di celebri curve di altre piste.
Come ad esempio la sequenza di tre curve a inizio tracciato assomiglia in modo abbastanza marcato alle Maggots-Becketts-Chapel di Silverstone. O le curve 16-18 che sembrano ispirarsi alla curva 8 di Istanbul: d’altronde entrambe escono dalla mano dello stesso progettista, Hermann Tilke.
Caratteristica importante del tracciato sono i notevoli dislivelli che si incontrano. In particolare il rettilineo principale ne ha uno di ben 22 metri, nel punto della prima curva, e ciò rende difficile individuare il punto di frenata. La curva 11 è un altro tornante chiave, dove le monoposto frenano e curvano allo stesso tempo.
Questa pista richiede un assetto da medio carico: l’uso dell’ala mobile risulta determinante nei sorpassi, con le vetture che possono arrivare a guadagnare anche 14 km/h rispetto a chi li precede.
AUSTIN PER I PNEUMATICI
Dopo due gare in cui sono scese in pista le mescole più dure del range Pirelli, la scelta per Austin è caduta sulle P Zero White medium, P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft.
Lo scorso anno l’uragano Patricia si abbattè sul Texas causando la cancellazione di molte sessioni di prove. Le slick furono usate solo nel giorno di gara.
Quest’anno i team sperano in un weekend con clima più normale per avere un quadro preciso di come le tre mescole interagiscono sul circuito. Tuttavia, l’esperienza del passato prova quanto imprevedibili possano essere le condizioni: fattore che i team dovranno non sottovalutare in questo gran premio tecnicamente vario e molto seguito dagli appassionati.

COSI’ NEL 2015
Il Gran Premio degli USA dell’anno scorso fu decisivo per l’assegnazione del titolo mondiale. Vinse Hamilton che si laureò per la terza volta campione del mondo. Partito sulle intermedie, l’inglese passò alle mescole soft al 18 giro. Alla 43° tornata seconda sosta per montare un altro set di soft fino alla bandiera a scacchi.
Dietro di lui il compagno di team Rosberg con analoga strategia
A completare il podio Sebastian Vettel che invece scelse una strategia su tre soste. Partito dal 13° posto sulla griglia di partenza per la sostituzione della power unit, il tedesco della Ferrari, alternò soft e medie, riuscendo ad avere la meglio su Verstappen nel finale di gara.
PAUL HEMBERY, DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI
“Per Pirelli gli Stati Uniti sono importantissimi, sia come gara sia come mercato, soprattutto dopo l’apertura quest’anno del nostro primo store P Zero World a Los Angeles. Il gran premio del 2015 fu particolarmente impegnativo a causa delle condizioni meteo, per cui i team non hanno dati recenti sulle slick ad Austin. Per la prima volta porteremo anche la supersoft. Pertanto le sessioni di prove libere, in particolare, saranno estremamente importanti quest’anno, con la strategia ottimale non ancora definita.”