Nell’ultimo libro di Umberto Zapelloni un percorso affascinante dalla nascita alla quotazione in Borsa della fabbrica di vetture italiana più famosa al mondo.
Di colore rosso, di una tonalità densa, elegante e promettente contenuti rinnovati e mai noiosi. Al primo sguardo appare ruvida e sinuosa il giusto, compatta nella sua forma, e leggera. Di una leggerezza sinonimo di agilità e velocità.
No, non stiamo commentando le linee di una nuova vettura, di un nuovo bolide rosso. E’ la copertina di “Ferrari” (TAM Editore). L’ultimo libro di Umberto Zapelloni, Vicedirettore della “Gazzetta dello Sport” ed inviato F1 de “Il Giornale” per oltre quindici anni, oltre che responsabile redazione Sport e Motori del “Corriere della Sera”.
Una copertina che, proprio come la scocca indovinata di un’auto, veste un telaio altrettanto interessante assemblato in cinque gustosi capitoli. Un’ossatura snella, pensata per dei contenuti comunque ricchi che fanno da cavalleria potente a questa ultima creatura immaginata dall’autore, e a cui ha voluto dare un nome con effetto immediato ed unico. “Ferrari”. Nel titolo, una storia. La sua, quella di Enzo. La nostra, quella di italiani, prima che di appassionati e tifosi.
Si perché quando nelle prime pagine dedicate alla genesi del mito, Zapelloni ricorda un giovane Ferrari in lacrime su di una panchina fredda, nel freddo torinese del 1919 e “con i vestiti che mi gelavano addosso”, – dopo un colloquio di lavoro conclusosi con un nulla di fatto – c’è anche l’Italia stretta tra le due Guerre.
La storia di un signore “nato due secoli fa” rammenta l’autore, quasi a ricordarci che il mito col suo tempo sospeso e infinito, è stato realtà. Anche difficile, così vera nei suoi lutti e nelle sue gioie. O meglio, “gioie terribili” come le definirà Ferrari stesso fornendo il titolo ad una sua pubblicazione.
E’ un volume che si impara a maneggiare presto, proprio come quelle auto da corsa a feeling immediato. Nei primi chilometri ritroviamo le vicende umane e imprenditoriali di Ferrari, dai sogni giovanili alla trasformazione in agitatore di idee e di uomini che, come scrive l’autore, riuscirà a “trasformare il suo cognome in una macchina”, e in una fabbrica-simbolo vincente, e celebre in tutto il mondo.
Il racconto di passaggi personali e intimi del Drake come la nascita e la scomparsa del figlio Dino, ed il rapporto con quest’ultimo – toccante il brano che ricorda la domenica insieme sulla Rocca di San Marino – si alterna a gioie e trionfi pubblici nei Gran Premi, nel lancio di nuove vetture, nei record. Passando attraverso la fondazione della Scuderia, il rapporto con l’Alfa Romeo, fino alla prime vittorie nelle gare in Formula 1.
“La Ferrari dopo Enzo Ferrari” ci conduce alla parte centrale del libro. Titolo del capitolo che Zapelloni ha coniato a dimostrazione della tesi sottostante a questa parte del suo lavoro, e che vede Ferrari come un uomo sempre orientato verso il futuro. Il racconto della trattativa per la ricerca di un partner industriale di grandi dimensioni avviata già agli inizi degli anni sessanta con la Ford prima, e con la FIAT successivamente, è tutto da leggere ed è lì a confermare quanto sostiene l’autore; ovvero che Ferrari “si preoccupò di garantire un domani alla sua creatura, di lasciare dietro di sé qualcosa che rimanesse per sempre. Per l’altro figlio, Piero, ma anche per se stesso, per il suo orgoglio. La Ferrari doveva sopravvivere a Ferrari”.
In questo viaggio si incontrano anche i personaggi chiave dell’era moderna Ferrari. Dall’avvocato Gianni Agnelli, a quel Luca di Montezemolo fatto esordire, ancora giovane, da Ferrari come Direttore sportivo negli anni settanta. In seguito richiamato a ricoprire proprio il ruolo del fondatore a partire dai primi anni novanta.
C’è spazio anche per l’arrivo di Jean Todt e “l’era Schumacher”, fino al racconto di quel magico 8 settembre del 2000, giorno della riconquista del mondiale piloti dopo ventuno anni, che aprirà il ciclo vincente degli anni duemila.
Si arriva così tutto d’un fiato alla cronaca più recente con gli ultimi fatti e i loro protagonisti. Dal racconto del passaggio di consegne Montezemolo – Marchionne, fino alla quotazione del titolo Ferrari in Borsa a Wall Street, per fare infine una panoramica sui numeri, le potenzialità, lo sviluppo – industriale e sportivo – e le nuove sfide che attendono la “Ferrari del futuro”.
Quando il percorso sembra ormai finito, l’autore ci sorprende con un esercizio divertente ed insolito. Una tassonomia di piloti, tecnici, gare e auto più significativi e importanti per la Casa di Maranello. Una classifica tutta personale che stuzzica il lettore a confrontarsi con essa, e magari a stilarne una propria.
Ripescando dalla metafora automobilistica dell’inizio, scendiamo da questa vettura firmata Zapelloni affascinati dal racconto della realizzazione di un sogno, quello di Enzo Ferrari. E più consapevoli della complessa sfida quotidiana, quella della Ferrari, per rimanere al vertice coniugando esclusività e tecnologie eccellenti a livello industriale, e mantenendo la massima competitività a quello sportivo. L’autore ci crede. E i suoi lettori, probabilmente, dopo questo viaggio saranno con lui.
Ferrari
La meravigliosa storia del Cavallino dalle origini a oggi, tra trionfi, piloti leggendari, cadute e resurrezioni
Nel 2017 la Ferrari compirà 70 anni e il modo migliore per celebrare questo mito italiano è di raccontarlo con un taglio diverso, fresco e inedito. Uno dei più autorevoli esperti della Rossa propone una sorta di classifica dei protagonisti che hanno contribuito alla leggenda del Cavallino: una top ten critica e appassionata sui piloti più importanti, le auto, gli uomini e le donne, i Gran Premi, gli episodi e tutti i retroscena che fotografano una delle storie più entusiasmanti del nostro sport, attraverso trionfi e drammi da Enzo “Drake” Ferrari a Sebastian Vettel, passando da Nuvolari, Ascari, Fangio, Lauda e Schumacher.
Questo libro può essere acquistato o ordinato in qualsiasi libreria oppure sui portali online.
