
Il Gran Premio del Messico 2016 passerà alla storia come uno dei più controversi di sempre, vuoi per la tante manovre scorrette e vuoi per una direzione gara che non si è dimostrata all’altezza. In tutto questo nervosismo galoppante, c’è comunque una nota storica: con il successo ottenuto a Città del Messico, Lewis Hamilton non solo ha ridotto il suo svantaggio in classifica su Nico Rosberg, ma è anche entrato nella storia di questo sport. Grazie al suo primo posto infatti, l’inglese della Mercedes ha conquistato la 51° vittoria in carriera, eguagliando il record che apparteneva ad un certo Alain Prost.
Ora, nella speciale classifica riservata ai piloti più vincenti della storia della Formula 1, il secondo posto è momentaneamente ex aequo, con Hamilton che potrebbe far scivolare “Il Professore” al terzo posto già in occasione delle ultime due gare di questo campionato. Il Gran Premio del Brasile e quello di Abu Dhabi potrebbero rilanciare l’inglese nella lotta al titolo, ma non solo. Hamilton infatti, in caso di vittorie già nei prossimi appuntamenti, aprirebbe ufficialmente la caccia al record assoluto di vittorie conquistate in Formula 1. Per quanto l’impresa potrebbe essere portata a compimento, bisogna comunque rendersi conto che la scalata fino al primo posto sarà comunque tortuosa e molto complicata. Dall’attuale punteggio accumulato da Hamilton a quello da raggiungere in cima alla classifica, c’è un distacco di ben 40 vittorie. Già questo potrebbe sembrare arduo, specialmente se si considera che in alto a tutti c’è una vera e propria leggenda della Formula 1 come Michael Schumacher, fermo a quota 91 successi in questo sport. Difficile quindi, ma se Hamilton continuasse così anche in futuro….
Hamilton e Prost: numeri a confronto
Quella di quest’anno rappresenta la decima stagione di Hamilton in Formula 1. Tre in meno rispetto a quelle accumulate da Prost nel corso di tutta la sua carriera, costellata comunque da periodi decisamente più complicati rispetto a quella dell’inglese. Hamilton infatti debuttò in Formula 1 nel 2007, al volante di una già competitiva McLaren. Anche Prost fece il suo ingresso in F1 con lo stesso team inglese nel 1980, ma in un periodo storico in cui la monoposto di Woking non risultava ancora così mostruosamente competitiva come fece invece dalla seconda metà degli anni ’80 in poi. Non a caso Hamilton conquistò la sua prima vittoria in carriera proprio al suo primo anno nella massima serie, vincendo in Canada. Prost invece dovette fare un vero e proprio anno di gavetta prima di accasarsi in Renault, dove nel 1981 vinse il suo primo gran premio davanti al suo pubblico francese. Per confrontare nel migliore dei modi le due avventure di questi campioni, vanno anche fatte delle dovute precisazioni. Per prima cosa i calendari di Formula 1 dell’epoca di Prost erano molto più corti, con meno appuntamenti stagionali rispetto ad oggi. “Il Professore” (così veniva soprannomitato Prost) non “esplose” nei primi anni della sua carriera, ma lo fece soprattutto dal 1983 in poi, per diventare in seguito protagonista assoluto con la McLaren fino agli albori degli anni ’90. Hamilton invece, potendo contare su una monoposto molto competitiva sin da subito, rischiò di portarsi a casa il primo titolo mondiale già nel 2007, cosa che non si concretizzò solo a causa di un problema tecnico avvenuto proprio in occasione dell’ultima gara in calendario. In ogni caso l’inglese si rifece nel 2008, vincendo un mondiale praticamente all’ultima curva e strappandolo clamorosamente dalle mani di Felipe Massa. Dopo un periodo di flessione durato fino al 2012, dove comunque colse qualche vittoria, Hamilton decise di passare alla Mercedes nel 2013, con la quale ha dominato i campionati 2014 e 2015, confermandosi un serio candidato alla conquista del titolo anche per la stagione ancora in corso.
Per quanto riguarda i successi ottenuti, si può dire inoltre che Alain Prost è stato maggiormente ostacolato da altri rivali rispetto a Lewis Hamilton. Il francese infatti, già al suo ritorno in McLaren, perse il titolo nel 1984 a favore di Niki Lauda, ma con un distacco in classifica di soli 0,5 punti. Ancora oggi è il distacco più corto tra due piloti nella storia della F1.
Dopo Lauda, che tra le altre cose fu compagno di squadra di Prost, il francese iniziò a liberarsi di alcuni rivali scomodi fino al 1988, anno in cui arrivò in McLaren un pilota estremamente competitivo come Ayrton Senna. I due diedero vita alla rivalità più bella e velenosa che si sia mai vista in tutta la Formula 1, dominando il palcoscenico di questo sport a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Prost, che prima dell’arrivo di Senna aveva conquistato i mondiali del 1985 e 1986, vinse “soltanto” il titolo del 1989 (tra mille polemiche), ma battagliando sempre fino all’ultimo con il campione brasiliano. Giunti ad una rottura definitiva al termine del 1989, Senna restò in McLaren per il 1990, mentre Prost lanciò il guanto di sfida volando in Ferrari. Il francese, pur vincendo in diverse occasioni, sfiorò il titolo a conclusione di quella stagione, con il mondiale che invece finì nelle mani di Senna in un altro contestatissimo finale di campionato.
Con una Ferrari decisamente in crisi nel 1991, Prost non riuscì mai a competere ad alti livelli, a tal punto da decidere di prendersi un anno sabbatico nel 1992. Rientrato nel 1993 al volante della Williams, Prost vinse il suo quarto titolo a mani basse, ed in seguito si ritirò dalla F1. Se non fosse stato per quella pausa nel 1992, forse i successi del francese sarebbero stati più dei 51 conquistati.
Insomma, le sfida con gli altri piloti furono decisamente toste per il “Professore”, ben più complicate rispetto a quelle affrontate da Hamilton. E’ pur vero che l’inglese dovette fare i conti con Fernando Alonso nel 2007, con lo spagnolo che gli rese la vita complicata nell’anno dell’esordio, ma successivamente Hamilton è sempre riuscito a tenere testa ai suoi avversari, forse meno insidiosi dei rivali di Prost che rispondevano ai nomi di Senna, Mansell o Lauda, giusto per citarne alcuni.
Tutti campioni affermati, di calibro e carisma diverso rispetto a quelli da Hamilton negli ultimi anni. Non a caso l’inglese è riconosciuto da molti come uno dei migliori piloti del circus attuale, insieme proprio ad Alonso, anche se lo stesso spagnolo ha dovuto faticare non poco con il suo ultimo periodo in Ferrari e con una McLaren-Honda precipitata in fondo alle classifiche.
Tutto sommato, quindi, le rivalità di Hamilton sono state ben diverse e forse “più alla portata” rispetto a quelle incontrate da Prost. In ogni caso, fino a prova contraria, il rivale più fastidioso di Hamilton, ovvero Nico Rosberg, lo sta battendo dopo tre anni in cui i due piloti della Mercedes non si sono certo risparmiati colpi proibiti.
La 51° vittoria di Prost contro la 51° di Hamilton
Rocambolesca e ricca di colpi di scena. Una breve descrizione che può riassumere nel modo più emblematico l’ultima vittoria di Alain Prost in carriera, la 51° appunto, ottenuta in Germania. Ad Hockenheim il francese conquista la pole position proprio davanti al compagno di squadra Damon Hill, siglando così l’ennesima prima fila tutta Williams. Incredibilmente, quasi come se fosse uno scherzo del destino, l’andamento di quel gran premio potrebbe in qualche modo essere paragonato a quella del Messico di quest’anno, almeno per quanto riguarda le questioni extra-gara. Prost infatti, autore di una partenza bruttissima, perde rapidamente la leadership della corsa, finendo subito nel mirino di Senna. Alla prima chicane i due acerrimi rivali sono praticamente appaiati, ed il brasiliano tenta un sorpasso azzardato su Prost. A rimetterci è proprio Senna, che finisce in testacoda riuscendo a riprendere comunque la gara. Successivamente, e sempre nel corso dello stesso giro, anche la Ligier di Mark Blundell si attacca agli scarichi della Williams di Prost, ed anche qui il tentativo di sorpasso non va a buon fine. L’inglese infatti, in prossimità della seconda chicane di Hockenheim, finisce anch’egli in testacoda, tagliando la chicane. Lo stesso taglio viene eseguito anche da Prost e da Aguri Suzuki, con i tre piloti che finiscono sotto la lente d’ingrandimento dei commissari. Per queste manovre infatti, tutti e tre vengono penalizzati con uno stop and go da 10 secondi. Decisioni rapide e secche da parte dei giudici di allora, non certo tardive e contraddittorie come quelle a cui abbiamo assistito domenica in Messico. Un filo giuridico-sportivo che collega i record di Prost ed Hamilton, e che ci fa riflettere su come i regolamenti della Formula 1, e le interpretazioni di questi ultimi, siano cambiati radicalmente in tutti questi anni.
Ad ogni modo, nonostante la penalità inflitta a Prost (e con le inutili proteste del francese), è comunque una Williams a restare al comando: quella di Damon Hill. Mentre il “Professore” continua a recuperare terreno, arrivando ad occupare la seconda posizione davanti a Schumacher, Hill comincia ad assaporare il gusto dolce della prima vittoria in Formula 1 in carriera. A poco più di un giro dalla fine però, Hill è costretto ad un clamoroso quanto sfortunato ritiro, regalando così la 51° vittoria al compagno di squadra francese. Dietro di lui salgono sul podio Schumacher e lo stesso Mark Blundell, capace di rimontare con la sua Ligier. Quarto, anch’egli protagonista di una sensazionale rimonta, è invece Ayrton Senna.
Ed il “Professore” si congratula con l’alunno
A 23 anni di distanza da quel successo, oggi è Lewis Hamilton il pilota che va a raggiungere il record che apparteneva ad Alain Prost. Eppure, dimostrando anche una certa sportività, il “Professore” non fa drammi, anzi. Al termine della corsa, è stato lo stesso Alain a rendere omaggio a Lewis Hamilton attraverso il suo profilo Twitter, con una frase breve ma significativa:
“51 e non è ancora finita. Te lo meriti @Lewis Hamilton”.
Immediata la risposta del pilota inglese, sempre attraverso un tweet:
“Grazie, Alain #Legend”.
Ora, in attesa di altri record, Hamilton si concentrerà solo ed esclusivamente sulle due gare ancora da disputare. Se tutto andasse bene, e se l’inglese dovesse davvero mettere in difficoltà Nico Rosberg, per lui si tratterebbe del quarto titolo mondiale piloti. E indovinate chi andrà ad eguagliare in tal caso?
Proprio Alain Prost.