
Giunta in Brasile, dove domenica si correrà il 20° Gran Premio stagionale, la Formula 1 sembrava essersi lasciata alle spalle la brutta figura regolamentare fatta nel Gran Premio del Messico e invece la storia sembra proseguire in quanto la Ferrari ha presentato un ricorso per la decisione presa dai giudici sulla retrocessione di Sebastian Vettel dal 3° al 5° posto.
Seguiamo però l’ordine degli eventi. Dopo la fine del Gran Premio si parlava di un ulteriore penalità (a dir la verità si parlava di squalifica) per il tedesco della Ferrari per quanto aveva detto via radio esprimendo un po’ troppo la propria rabbia. Passato qualche giorno però la notizia fu smentita dalla Federazione che, con un comunicato, affermava che Sebastian Vettel non avrebbe subito alcuna squalifica in quanto aveva inviato personalmente le sue scuse sia a Charlie Whiting sia alla Federazione Internazionale dell’Automobile.
La situazione sembrava essersi stabilizzata e il passare dei giorni aveva fatto tornare tutto alla normalitĂ .
Oggi pomeriggio, nella consueta conferenza stampa piloti si è presentato un ospite speciale, cioè Charlie Whiting in persona. Visto la presenza di Vettel e di Max Verstappen, le domande dei giornalisti sono andate subito a ricadere su quanto accaduto in Messico.
Sebastian Vettel dopo aver parlato delle sue possibilità di vincere un titolo mondiale con la Ferrari nei prossimi anni, ha poi parlato degli eventi di 10 giorni fa: “In Messico ho cominciato settimo e stavamo lottando per il podio. Quindi abbiamo disputato un’ottima corsa […] poi è ovvio che quando sei lì nella battaglia l’adrenalina va alle stelle […] Non sono d’accordo con la decisione presa, penso di aver difeso la mia posizione e penso che Ricciardo avesse abbastanza spazio. Non ho cambiato direzione in frenata, non credo fosse una manovra pericolosa, ma ovviamente devo accettare la decisione”.
Anche Charlie Whiting ha deciso di dire la sua riguardo la decisione presa in Messico spiegandone il perchĂ©: “Bisogna tornare al Gran Premio di Ungheria, quando c’era stato lo scontro tra Raikkonen e Verstappen, un incidente che fu poi molto discusso prima del Gran Premio di Germania durante il briefing dei piloti. L’opinione generale era che cambiare direzione in frenata non dovesse essere possibile e ci siamo tutti trovati d’accordo al riguardo. […] La gara del Messico è stata la prima volta dove abbiamo applicato questa accortezza tanto che adesso, se un pilota fa un cambio anomalo di direzione in frenata rendendosi pericoloso, gli steward possono scegliere di sanzionarlo. Effettivamente Vettel aveva fatto un cambio di direzione in frenata piuttosto chiaro”.
Alla fine della conferenza stampa c’è stata una stretta di mano tra il pilota della Ferrari e il Direttore di gara a sancire una volta per tutte la pace.
Nella serata però le cose sembrano essere cambiate. La Ferrari ha presentato un ricorso per cercare di togliere la penalità inflitta a Seb nel Gran Premio del Messico.
L’appello presentato dalla scuderia di Maranello non è del tutto infondato anche se sembra essere leggermente in ritardo. La Ferrari avrebbe appoggiato il proprio appello utilizzando prima di tutto l’articolo 14.1 del Regolamento Sportivo Internazionale, in cui si dice che: “Si ha la possibilità di ricorrere in appello su decisioni già prese o non più appellabili se emergono nuovi elementi da analizzare che potrebbero modificare il giudizio preso dalla Direzione Gara”.
Secondo la Ferrari vi sono quindi nuovi elementi che metterebbero in dubbio la decisione della Direzione, secondo cui Vettel avrebbe violato l’articolo 27.5 del Regolamento Sportivo durante il 70° giro alla curva 4. Oltre al fatto che in Messico era la prima volta che questa regola veniva applicata, la Ferrari ha inoltre sottolineato che in caso di revoca della decisione, la classifica Costruttori non subirebbe cambiamenti.
Nei prossimi giorni sapremo se questo appello avrĂ avuto buon esito e se Vettel potrĂ vantare un altro podio nel proprio palmares sperando in una vittoria nelle ultime due gare.