
Il Gran Premio del Brasile 2016 verrà ricordato per varie ragioni, una più significativa ed emozionante dell’altra. Il circuito di Interlagos è stato teatro di un vero e proprio diluvio universale, di una gara sospesa per ben due volte, di un Rosberg che non ha chiuso la pratica del titolo mondiale e di un Verstappen che, con la sua guida magistrale, ha ricordato Senna a casa di Ayrton.
Domenica c’è stato tutto questo, e anche di più.
Evidentemente era destino che le emozioni più forti dell’intera carriera di Felipe Massa capitassero sullo stesso circuito e nelle medesime condizioni del tempo atmosferico. Nel 2008, sotto una pioggia che si poteva considerare “leggera” in confronto a quella di domenica, Felipe tagliò il traguardo con la sua Ferrari da campione del mondo, salvo poi perderlo a causa di un sorpasso beffardo di Hamilton su Glock. Quello stesso sorpasso all’ultima curva che consentì all’inglese di aggiudicarsi in modo clamoroso il suo primo titolo mondiale, privando il sogno di una vita a Massa. Ed i sogni più belli, come spesso accade, non tornano mai.
Felipe Massa non vedrà mai comparire il suo nome nell’albo d’oro dei campioni del mondo della Formula 1, eppure si può affermare che lascia questo sport da “campione”. Anche quest’anno, la pista di Interlagos gli ha riservato uno scherzo sportivamente crudele, meno cattivo rispetto ad otto anni fa. Che Massa si ritirasse al termine di questa stagione era una condizione che tutti sapevamo da tempo, ed è proprio per questa ragione che l’intero mondo della Formula 1 si era organizzare per riservare il giusto tributo alla carriera di un pilota apprezzato e rispettato da tutti. La Williams stessa, in suo onore, ha addirittura apportato delle modifiche allo sponsor principale, sostituendo la scritta “Martini” con “Massa” all’interno del logo aziendale e con “Obrigado” (“Grazie”) sull’ala mobile posteriore.
Doveva essere una festa da celebrare indipendentemente dal risultato finale, e così è stato. Certo, tutti noi e lo stesso Massa preferivamo un finale diverso, magari sotto la bandiera a scacchi, e non con una passerella ai box con la gara ancora in corso. Eppure, nonostante tutto, forse è stato meglio così.
Felipe scende dalla sua monoposto incidentata e fa mestamente ritorno ai box, a piedi. La prima cosa che fa è quella di recuperare una bandiera brasiliana ed avvolgerla sulle spalle, per poi salutare con un filo di tristezza il numeroso pubblico connazionale seduto sulla tribuna del traguardo. La presenza della Safety Car rallenta le monoposto in pista, ed accelera le emozioni. Con un numero imprecisato di saluti, baci ed abbracci col pensiero si consuma l’ultimo atto di reciproca stima e rispetto tra il campione ed il suo pubblico. Un tifo ed un ammirazione che vanno ben oltre le reti di recinzione della pista, e finiscono per accarezzare il cuore di uomo che, in quanto tale, si lascia andare ad un pianto.
Massa non è solo un pilota di Formula 1, e quindi abituato a possedere tutti quei superpoteri al volante che ogni appassionato riconosce a chi sale su queste monoposto-proiettile, ma è prima di tutto una persona dal cuore grande. Un personaggio a cui nessuno vuole male in un ambiente dove i dualismi, le rivalità ed i veleni sono praticamente all’ordine del giorno.
Lo si era già capito nel 2002, quando debuttò al volante di una Sauber. Lo si era inteso negli anni passati in Ferrari, da fedele compagno di squadra di una leggenda come Michael Schumacher fino al terribile incidente capitatogli nel corso delle qualifiche all’Hungaroring, nel 2009, dove uscì di scena per tutto il resto della stagione dopo aver rischiato molto più di un semplice ritiro dalle corse.
Lo si è capito nell’ultimo periodo della sua carriera in Williams, amato anche li ed amato anche dagli stessi italiani di tifo ferrarista, tributandolo con gli onori di un pilota in rosso per ben due volte sul podio di Monza, come se il colore della tuta non contasse assolutamente nulla. Come se il rispetto e la riconoscenza sia rimasta intatta da ieri, oggi, e per sempre.

Felipe è davvero un pilota stimato da tutti, anche da coloro che mai hanno avuto a che fare con lui. L’uscita dai box dei meccanici della Mercedes (insieme a quelli della Ferrari) e la standing ovation a lui riservata, è forse l’esempio più emblematico dei valori che questo pilota lascia nel paddock: cordialità, simpatia e tanto, tanto rispetto.
Di ritiri ne abbiamo visti tanti anche in passato, tutti colmi di emozioni e di lacrime. Ma un pilota che ritorna ai box a piedi con la propria bandiera, con la gara ancora in corso, e che riceve applausi da tutti mentre bacia in lacrime moglie e figlio nella pit lane, forse resterà una scena unica, sicuramente mai vista prima.
Perché indipendentemente dalle polemiche del passato a lui rivolte quando militava in Ferrari, Felipe Massa si prepara a correre l’ultimo capitolo della sua carriera ad Abu Dhabi con la consapevolezza di essere un uomo ed un pilota atipico.
Un campione buono e sorridente, che avrebbe meritato senz’altro qualcosa in più a livello di risultati.