
Con il Gran Premio di Abu Dhabi si è concluso il mondiale 2016 di Formula 1 incoronando per la prima volta di Nico Rosberg, che ha eguagliato il papà Keke campione nel 1982.
La Mercedes ha nettamente dominato quest’anno vincendo 19 gare su 21 e lasciando le briciole agli avversari.
L’unica scuderia ad aver tolto due vittorie alla Mercedes è stata la Red Bull Racing che dopo un 2015 disastroso, è riuscita a risollevarsi.
Lo scorso anno la Red Bull aveva collezionato: 3 podi e 27 arrivi in zona punti, ma si erano classificati al 4° posto nella classifica costruttori (187 punti) con una percentuale di punteggio pari al 22,8% e una media punti di 9,8 per gara. I ritiri furono 6 e lo sviluppo della vettura non fu dei migliori a causa del disinteresse di Adrian Newey.
Nel 2016 l’inizio sembra essere migliore, ma non eccelso. Daniil Kvyat e Daniel Ricciardo hanno collezionato 1 podio e 5 arrivi in zona punti nelle prime 4 gare, ma dal Gran Premio di Spagna tutto è cambiato. Kvyat viene retrocesso in Toro Rosso e al suo posto viene promosso il giovanissimo Max Verstappen.
Il giovane olandese non ci mette molto a far capire di che pasta è fatto e alla sua prima gara con la scuderia austriaca riesce a tenersi dietro le due Ferrari e a vincere il suo primo Gran Premio nella massima categoria motoristica.
Una legge in Formula 1 dice che due piloti forti in una stessa scuderia non possono convivere, ma da quando Verstappen è approdato in Red Bull, Ricciardo sembra essere rinato dopo un 2015 in ombra. I due, dal Gran Premio di Barcellona, hanno alzato l’asticella e hanno iniziato a migliorare sempre più i propri risultati conditi dal ritorno del genio Newey che ha ripreso lo sviluppo della RB12 in vista anche del 2017.
Prima di fare il confronto con il 2015 analizziamo i momenti chiave di quest’anno.
La vittoria in Spagna è senza ombra di dubbio il punto di partenza, ma se molti avevano pensato che la Red Bull aveva vinto soltanto grazie al doppio suicidio Mercedes, i Gran Premi successivi hanno smentito questo pensiero. A Montecarlo, Daniel Ricciardo ha preso la sua prima pole-position in carriera e in gara non ha vinto a causa di un errore ai box, quando in realtà aveva la macchina migliore. Verstappen è stato autore di due splendide gare in Austria e in Inghilterra, mentre nelle successive tre gare Ricciardo non è mai sceso da podio.
A questo punto è necessario dedicare un piccolo paragrafo allo sviluppo della RB12 che nelle piste ad alto carico ha mostrato di essere una vettura molto competitiva recuperando un gap che sembrava abissale dalla Ferrari e avvicinandosi in maniera spaventosa alla Mercedes. A Singapore, Ricciardo ha di nuovo perso la gara per un soffio, ma il 41° giro in Malesia è stato il momento più alto di tutta la stagione perché il ritiro di Hamilton ha messo Daniel e Max in prima e seconda posizione e i due si sono dati battaglia per la vittoria che è andata all’australiano con il numero 3. La Red Bull è diventata quindi la seconda scuderia a realizzare una doppietta in gara nell’epoca turbo.
Nelle gare successive almeno una Red Bull ha occupato un gradino del podio e lo scorso Gran Premio del Brasile, Max ha fatto vedere a tutti come si guida sotto la pioggia. Nella gara finale ad Abu Dhabi dopo un contatto con Sergio Perez in partenza, Verstappen è ripartito dall’ultima posizione e con una rimonta entusiasmante in una pista dove il sorpasso non è facile è giunto 4° mentre Ricciardo si è classificato 5°.
Detto questo, il paragone diventa inutile, ma è serve a capire come lo sviluppo nella direzione giusta possa portare a grandi risultati: 2 vittorie, 1 pole-position, 16 podi, 2 ritiri, 4 giri veloci, 31 arrivi in zona punti. La percentuale di punti rispetto allo scorso anno è impietosa visto il 50,9% mentre la media punti per gara è pari a 21,9. I 460 punti sono valsi il 2° posto nella classifica costruttori con buone aspettative per il prossimo anno.
I due piloti
Dobbiamo però anche parlare dei due piloti che sono riusciti a portare questi risultati.
Daniel Ricciardo è dal 2014 che fa parte della scuderia Red Bull, ha collezionato 4 vittorie, 1 pole-position e 18 podi oltre ad aver battuto un compagno di squadra di un certo livello come Sebastian Vettel.
Max Verstappen invece è giunto alla scuderia austriaca solo quest’anno, ma ha già collezionato 1 vittoria e 7 podi.
Il giovane Max non è ancora esperto come il compagno di box, ma come mostra la tabella qua sotto, è comunque riuscito a tenergli testa:
| Vittorie | Podi | Pole | Zona punti | Ritiri | Media Arrivo | Qualifica | Media Griglia | GPV | P.ti | |
| RIC | 1 | 8 | 1 | 17 | 0 | 4,05 | 11 | 3,64 | 3 | 220 |
| VES | 1 | 7 | 0 | 14 | 2 | 4,26 | 6 | 4,56 | 1 | 191 |
Entrambi hanno una vittoria, ma Ricciardo vanta una pole-position e un confronto in qualifica che è nettamente a favore. Anche i podi, gli arrivi in zona punti, i giri veloci e i punti sono a favore dell’australiano che si guadagna nettamente il ruolo di prima guida. Max però ha mostrato in molte gare di essere in grado di dare la paga al compagno.
Insomma questi due insieme fanno veramente una bella squadra, ma quello che forse li rende superiori rispetto ai due della Mercedes è la solidità. Ricciardo e Verstappen si rispettano a vicenda, non si sono mai scontrati e anche quando si sono affrontati in pista lo hanno fatto con il massimo rispetto e in modo pulito, a differenza dei due Alfieri della Mercedes che le poche volte che si sono dati battaglia è finita a colpi di ruote. Inoltre i due “bibitari” sembrano essere molto amici anche fuori dalla pista e la loro è una rivalità basata sul rispetto e sull’ammirazione reciproca la quale si vede dalle parole di entrambi che si ritengono degni avversari.
La squadra più forte è la Mercedes e tutti lo sanno, ma la coppia di piloti più forte sembra essere quella delle vetture numero 3 e 33. Lewis Hamilton ha avuto alti e bassi continui, mentre Nico Rosberg è stato più costante, ma non proprio impeccabile, anzi in molte situazioni ha fatto errori un po’ da principiante. I due della Red Bull non sono stati perfetti, ma hanno sbagliato molto meno dei due della Mercedes, nonostante la netta inferiorità della RB12 rispetto alla W07 Hybrid.
Proiezione 2017, aspettando la RB13
Vediamo adesso alla domanda che tutti si pongono: “Ricciardo e Verstappen potranno giocarsi il titolo nel prossimo anno?”
Non si può rispondere adesso, è troppo presto e non ci sono abbastanza dati per dare una risposta chiara e netta, ma possiamo avanzare qualche ipotesi.
La RB12 grazie al ritorno di Newey ha mostrato un netto salto in avanti sul piano dell’aerodinamica e dell’aderenza meccanica. Il prossimo anno l’aerodinamica avrà un ruolo fondamentale e la scuderia austriaca ne esce nettamente avvantaggiata, ma resta importante anche la prestazione del motore, quindi la Red Bull dovrà fare affidamento anche sulla Renault. La Ferrari ci ha mostrato quest’anno quanto sia lontana la Mercedes e sicuramente la Red Bull avrà tratto un insegnamento vedendo i rivali affondare piano piano nella speranza di raggiungere le vetture tedesche, inoltre gli austriaci sono sempre stati di poche parole sullo sviluppo della vettura e hanno sempre lasciato parlare la pista. In conclusione quindi soltanto a febbraio avremo dei riferimenti e a marzo potremo dare le prime conclusioni, ma senza ombra di dubbio, se la vettura del 2017 sarà performante, Ricciardo e Verstappen saranno due belle gatte da pelare per Hamilton e Rosberg che fino ad ora hanno dominato incontrastati.