
Da qualche giorno il mondiale di Formula 1 2016 è giunto al termine e quest’anno Nico Rosberg è stato incoronato, per la prima volta in carriera, campione del mondo nella massima categoria motoristica, eguagliando il padre Keke iridato nel 1982. Il tedesco della Mercedes ha conquistato la sua prima corona dopo una lunga battaglia a colpi di vittorie contro il compagno/rivale Lewis Hamilton che fino all’ultima gara è stato in lizza per il titolo.
Proprio quest’ultima gara però ha visto un comportamento e una strategia da parte dell’inglese che in qualche modo ha diviso in due il paddock del Circus, coinvolgendo anche personaggi che hanno legami passati con la Formula 1, ma hanno comunque voluto dire la propria. Procediamo per gradi.
Il Gran Premio di Abu Dhabi
Come detto prima tutto si è deciso nell’ultimo Gran Premio sulla pista di Yas Marina dove Lewis Hamilton ha conquistato la vittoria, ma Nico Rosberg, giungendo secondo ha conquistato il titolo. Analizziamo quanto è successo durante la gara.
Lewis Hamilton partiva dalla pole-position, mentre Nico si era qualificato in seconda posizione. Appena partiti, Hamilton si è messo in testa al gruppo e ha iniziato a dettare il proprio ritmo seguito da Rosberg. Questa cosa però necessita di una spiegazione ben precisa, infatti Lewis ha stabilito un giro veloce dopo l’altro, ma tenendo un passo molto inferiore rispetto alle aspettative, in quanto girava soltanto 1/2 decimi meglio rispetto agli avversari. Vista la competitività della W07 Hybrid, il passo gara di Hamilton gli consentiva di stare in testa, ma non era sufficiente a fare la “lepre”, cioè tentare la fuga a son di giri record.
Dopo pochi giri, la strategia di Lewis è diventata chiara: tenere compatto il gruppo e sperare che qualcuno superasse Rosberg togliendogli punti importanti.
Inizialmente la cosa non era così palese, ma negli ultimi giri, la Mercedes numero 44, è entrata in modalità “Safety Car” rallentando in maniera vistosa e permettendo la risalita di Sebastian Vettel fino al 3° posto.
Il box Mercedes sembrava in preda ad una crisi. Sono stati molti i messaggi radio inviati a Hamilton in cui gli veniva chiesto di alzare il passo perché in questo modo rischiavano di perdere la gara, ma l’inglese ha risposto con la voce grossa dicendo:
“E’ la mia gara e faccio quello che voglio!” o anche:
“Ho perso il mondiale, posso perdere anche questa gara!”
Insomma detto in altro modo: “Non mi rompete!” e ricordando Kimi Raikkonen nel 2012 con quel “Leave me alone! I know what I’m doing” (Lasciatemi solo! So quello che sto facendo) viene davvero da pensare che la pista di Abu Dhabi ispiri i piloti alla ribellione.
Scherzi a parte, questo gesto di Hamilton ha diviso in due sia i tifosi che il paddock tra chi gli da ragione e chi gli da torto.
Lewis Hamilton, ragione o torto? Il pensiero degli altri
Concentriamoci adesso su che cosa hanno detto gli altri riguardo all’atteggiamento di Hamilton partendo da chi gli da ragione, passando per chi invece lo reputa un antisportivo e concludiamo con le preoccupanti parole di Toto Wolff.
Il primo ad esprimere un pensiero è stato il pilota della Toro Rosso, Carlos Sainz che ha detto: “Io avrei fatto la stessa cosa. Se si vuole vincere il titolo bisogna provare tutto, purchĂ© sia nel rispetto delle regole”. Anche Kimi Raikkonen ha affermato che il comportamento di Lewis non è stato un comportamento scorretto, mentre Chris Horner è sceso in campo difendendo Hamilton e accusando Wolff: “Sappiamo come a Toto piaccia controllare gran parte delle cose nel paddock, inclusi i piloti delle altre scuderie. Non c’era da aspettarsi niente di diverso […] C’erano solo due ragazzi a confronto e sulla stessa macchina. Lewis ha corso una gara tattica senza azioni sporche, niente contro le regole. Non è corretto criticarlo per come ha guidato”.
Infine anche Jaques Villeneuve ha voluto dire la sua: “Non c’è stato niente di sporco. Hamilton ha deciso il proprio ritmo, non ha danneggiato nessuno e non ha fatto nessuna manovra scorretta”.
Le parole a favore di Hamilton in effetti dicono il vero. Era in ballo il titolo mondiale, ciò per cui i piloti danno la vita ogni week-end. In un’intervista passata, Hamilton disse che nel suo primo anno in Formula 1 per vincere titolo aveva messo tutto se stesso, non aveva pensato ad altro e all’ultima gara lo aveva perso. Gli era crollato il mondo addosso perché ciò per cui si era impegnato per svariati mesi era andato ad un’altra persona.
L’inglese concluse poi dicendo che ci sono cose più importanti nella vita come la famiglia, ma questa intervista fa capire molte cose. Il titolo piloti è il sogno di chiunque gareggi in Formula 1 e quando sai di avere le possibilità di vincerlo dai tutto te stesso per raggiungere quell’obiettivo, anche al costo di perdere un anno della tua vita.
Lasciamo questo discorso in sospeso e parliamo invece di coloro che hanno criticato Hamilton.
Il primo è stato Sebastian Vettel che non ha propriamente attaccato Lewis, ma ha semplicemente detto che l’inglese non ha tenuto un comportamento equo. Poi però sono arrivate le parole pesanti di Nigel Mansell, campione del mondo nel 1992, che si è ritenuto offeso dal comportamento del connazionale, mentre l’ultima critica arriva da colui che non ti aspetti, cioè dall’ingegner Giancarlo Bruno, che durante la telecronaca ha detto: “Non mi è piaciuto il comportamento di Hamilton, io al suo posto avrei rifilato 15 secondi al mio avversario per fargli capire chi era realmente il più forte. Così non è sportivo!”.
La risposta è arrivata subito da parte di un ex pilota di Formula 1, Ivan Capelli, che dal canto suo ha detto: “Io da pilota capisco perfettamente Hamilton e al suo posto avrei fatto la stessa cosa. Si sta parlando di un titolo mondiale e anche io avrei fatto di tutto per vincerlo”.
Riprendendo quindi il discorso di prima viene da dire che qualcuno pensa davvero che Lewis abbia sbagliato ad agire in quel modo, ma adesso a mente fredda, molti iniziano a capire che forse era l’unica strategia possibile. Compattare il gruppo e sperare! Rischiosa, ma aumenta la possibilità che il rivale incappi in problemi di traffico e perda posizioni.
La stessa strategia, andando a memoria, è stata usata da Jorge Lorenzo in MotoGP nel 2014, quando cercò di compattare il gruppo provando a far perdere posizioni a Marc Marquez e sperando in una caduta del rivale. Non fu giudicato come antisportivo perché in effetti se ci pensiamo un attimo, se Rosberg avesse avuto un passo migliore avrebbe potuto provare a passarlo. Vero è che avrebbe corso qualche rischio di troppo perché in caso di contatto avrebbe rischiato di uscire di pista con Hamilton indenne, ma in quel caso l’inglese sarebbe passato dalla ragione al torto. Certo, un: “Hai ragione Nico!” non vale un titolo mondiale, ma un ricorso sarebbe comunque stato possibile e, tenendo conto di una Direzione Gara che penalizza ogni minimo contatto, forse sarebbe stato un rischio calcolato.
Toto Wolff, parla il capo del muretto Mercedes
Il giudizio più duro è arrivato da Toto Wolff che ha accusato Hamilton di anarchia, in quanto non ha rispettato l’ordine dato dalla scuderia rischiando di perdere la gara. Partiamo con il chiederci: “Che cosa sarebbe successo se Hamilton avesse perso la gara?” Assolutamente nulla! Primo perché Hamilton sapeva che se voleva vincere il titolo e avere maggiori speranze, doveva vincere il Gran Premio e secondo perché in caso di sconfitta la Mercedes non avrebbe perso nulla, dato che il mondiale costruttori è stato ampiamente dominato e le 19 vittorie su 21 gare sono un nettissimo strapotere. Negli anni passati hanno perso in media 3 gare, quest’anno con il mondiale più lungo ne hanno perse 2 e se ipotizziamo un disastro a Yas Marina ne avrebbero perse comunque 3. Quella mostrata da Hamilton non è affatto stata anarchia, ma semplicemente la risposta di un pilota al team che voleva privarlo del suo titolo mondiale. Il messaggio è arrivano nei 10 giri finali e il suo significato è stato chiaro “Vai a vincere la gara che tanto il mondiale è perso!” ma Hamilton non ci stava e ha continuato a fare come voleva, facendo la cosa giusta. Finché ci sono giri c’è speranza, soltanto dopo aver tagliato l’ultimo giro allora tiriamo le somme, ma quando è in ballo un titolo si fa questo ed altro.
Toto Wolff, dopo il Gran Premio, ha detto di dover pensare a cosa fare con Lewis. Dal web sono uscite le ipotesi più svariate in cui si parla di sospensione, licenziamento con rescissione del contratto o anche di una bella multa salata. La terza ipotesi sembra la più plausibile in quanto licenziare Hamilton vuol dire diminuire in maniera incredibile la competitività della squadra e vedendo il cambio di regolamento del prossimo anno, avere un talento cristallino come quello di Lewis può fare una grande differenza. Si parla già di cifre, 30 milioni di sterline, ma dovremmo aspettare qualche giorno per avere un responso. Fatto sta che dal Gran Premio della Malesia, il matrimonio tra Hamilton e la Mercedes sembra essersi incrinato, dopo che l’inglese aveva accusato la scuderia tedesca di sabotaggio e promettendo di rivelare tutto nella sua autobiografia che uscirà tra 10 anni. Aspettiamo ansiosi!
Concludiamo dicendo che Nico Rosberg ha affermato di capire il comportamento di Lewis nell’ultima gara e ciò sta a dimostrare quanto sia maturato durante quest’anno.
Congratulazioni per il tuo primo titolo Nico!