
Narrare la irripetibile carriera e la vita di John Surtees è, probabilmente, il “pallino” di tanti appassionati di motori, a due e quattro ruote. Pilota, team manager, costruttore, progettista. È in questa occasione, dunque, che vogliamo tratteggiare quella che, a nostro avviso, costituisce una delle avventure più coraggiose e ardite intraprese dal campione inglese nel corso di tanti anni di corse: l’esperienza in Formula 1 in qualità di costruttore. O meglio: costruttore, progettista, Direttore Tecnico.
Tra la fine degli Anni ’60 e la fine degli Anni ’70, John Surtees è impegnato su più fronti – come pilota o come gestore del proprio team, o entrambe le cose al contempo – sempre con estremo successo: Can-Am, Formula 5000, Formula 2 (Mike Hailwood, altro motociclista datosi alle auto, vince nel 1972 l’Europeo di F2 al volante della Surtees TS10-Ford BDA/Hart).
Nel 1970, il Team Surtees fa il proprio debutto in Formula 1. Nelle prime sei gare di campionato (dal GP del Sudafrica a quello di Francia), John Surtees stesso è al volante di una McLaren M7C-Cosworth (in Belgio, però, non è presente), conquistando un 6° posto in Olanda, a Zandvoort.
La nuova vettura – la bella e originale Surtees TS7-Cosworth DFV, progettata da Peter Connew – non è, infatti, subito pronta: essa potrà debuttare solo in occasione del GP di Gran Bretagna al Brands Hatch.
La TS7, dunque, prende parte alle restanti corse del Mondiale di Formula 1 1970. La vettura è sana e ben concepita: Surtees conclude al 5° posto in Canada (Mont-Tremblant), Derek Bell è 6° negli USA (Watkins Glen). I primi punti mondiali per il neonato Team Surtees Formula 1 non tardano ad arrivare.
Nel 1971, la TS7 viene ancora schierata in occasione dei GP del Sud Africa e d’Olanda: al Kyalami, sono Rolf Stommelen e Brian Redman a portare in gara la vettura inglese, a Zandvoort è Gijs Van Lennep a condurre egregiamente la TS7 iscritta dallo Stichting Autoraces Nederland.
Frattanto, nel 1971, debutta la nuova TS9, aggiornamento della TS7. John Surtees, Rolf Stommelen, Derek Bell, Mike Hailwood e Sam Posey sono i piloti che portano in gara la TS9 sotto le insegne del Brooke Bond Oxo Team Surtees/Auto Motor Und Sport Team Surtees/Team Surtees. Stommelen è 6° a Montecarlo e 5° a Silverstone, Surtees 5° in Olanda e 6° in Gran Bretagna, Hailwood addirittura 4° a Monza. Nel 1972, la TS9 concede un’ultima apparizione grazie a John Love e al suo fido Team Gunston. È, ovviamente, il GP del Sud Africa.
1972, anno nuovo, vettura nuova. Connew e Surtees sfoderano la TS9B, la quale palesa particolari inediti, ad iniziare dal muso largo e lunghe pance laterali. A portare in gara la TS9B nel corso dei dodici GP della stagione 1972 sono Tim Schenken, Andrea De Adamich, Mike Hailwood. Anche in questo caso, le vetture recano diciture di team diverse a seconda dei piloti e degli sponsor legati ai piloti stessi: ecco, allora, che la TS9B di De Adamich è iscritta dal Ceramica Pagnossin Team Surtees. Solo a Montecarlo la monoposto di De Adamich viene iscritta sotto le insegne del Clarke-Mordaunt-Guthrie Racing. Le altre, invece, recano la dicitura Brooke Bond Oxo Team Surtees, Team Surtees, Flame Out Team Surtees, Champcarr Inc.
Schenken è 5° in Argentina (Buenos Aires), De Adamich 4° in Spagna (Jarama), Hailwood è 4° in Belgio (Nivelles) e Austria (Österreichring) e 6° in Francia (Clermont-Ferrand). È ancora Hailwood a cogliere il miglior piazzamento della storia della Surtees in Formula 1, concludendo al 2° posto al GP d’Italia a Monza. Nel 1973, la TS9B parteciperà, infine, ai GP del Brasile (Interlagos) e Sud Africa, rispettivamente con Luiz Bueno e Andrea De Adamich.
Ancora nel 1972, il team Surtess schiera la TS14, monoposto che, senza successo, prenderà parte ai soli GP d’Italia e Stati Uniti (Watkins Glen), rispettivamente con John Surtees e Tim Schenken alla guida.
Nel 1973, il Team Surtees è ai blocchi di partenza con la TS14A affidata a Mike Hailwood, Carlos Pace, Jochen Mass. Dopo una prima metà di campionato assai travagliata, costellato da noie tecniche e incidenti, giungono graditi bei risultati al tramonto della stagione. Pace è 4° al Nürburgring e 3° all’Österreichring.
La Surtees TS16 è la monoposto, disegnata ancora dallo stesso John Surtees, protagonista della stagione 1974. Rinnovata rispetto alla TS14-TS14A, è autrice di una stagione davvero avara di risultati. A condurle in gara sono Jochen Mass, Carlos Pace, Leo Kinnunen, José Dolhem, Derek Bell, Jean-Pierre Jabouille, Dieter Quester, Helmuth Koinigg (quest’ultimo perderà tragicamente la vita, nell’indifferenza generale, in occasione del GP degli Stati Uniti al Watkins Glen). La TS16 è iscritta sotto le insegne del Team Surtees/Bang & Olufsen Team Surtees/AAW Racing Team/Memphis International Team Surtees. Stagione assai tormentata quella delle Surtees TS16: Pace è 4° a Interlagos. È questo il solo risultato degno di nota in una annata caratterizzata, soprattutto, da una lunga sequela di mancate qualificazioni.
Il 1975 ricalca, in parte, il pessimo 1974. La TS16 si rivela vettura modesta. Il team subisce un ridimensionamento; ad eccezione del GP di Gran Bretagna – ove è presente una seconda TS16 schierata dal Team Surtees with National Organs e affidata a Morgan Dave – è il solo John Watson a rappresentare la scuderia Surtees. I risultati latitano: per la prima volta, dal 1970, le Surtees non totalizzano punti. La TS16 riappare nella fila del team Shellsport in occasione del GP di Gran Bretagna al Brands Hatch. È il 1976. Divina Galica manca la qualificazione.
Per il progetto della vettura destinata alla stagione agonistica 1976, Surtees si affida a Ken Sears. Nasce la bellissima, rastremata TS19, ancora spinta dal sempreverde e rinnovato Cosworth DFV. La monoposto presenta un muso largo e basso, fiancate “piramidali” e spigolose che in parte ricordano quelle delle Brabham e BRM di pari epoca. Le prese d’aria motore, squadrate, sono posizionate ai lati dell’abitacolo e del roll-bar. Esse verranno successivamente sostituite da NACA ricavate nella parte anteriore della carrozzeria che avvolge l’abitacolo, soluzione che ritroviamo, ad esempio, su Ferrari e Ligier.
Il 1976 vede il Team Surtees schierare Brett Lunger e Alan Jones; ai due suddetti titolari, si aggiungono le singole apparizioni di Conny Andersson (Zandvoort) e Noritake Takahara (Fuji). Il Team Norev Racing with BS Fabrications, invece, affida una TS19 a Henri Pescarolo.
I risultati offerti dalla TS19 non sono stratosferici, tuttavia assai più incoraggianti rispetto al deludente 1975. Jones è 5° a Zolder e al Brands Hatch, 4° al Fuji. In casa Surtees tornano ottimismo e punti mondiali.
1977, si cambia… in parte. Se la monoposto è ancora la promettente TS19-Cosworth DFV, i piloti che si alternano e affiancano alla guida della vettura sono tutti nuovi e rispondono ai nomi di Hans Binder, Vittorio Brambilla, Larry Perkins, Patrick Tambay, Vern Shuppan, Tony Trimmer, Lamberto Leoni. La vettura si dimostra affidabile, tuttavia i piazzamenti a punti tardano ad arrivare. Finalmente Brambilla spezza l’incantesimo e, a Zolder, taglia il traguardo in quarta posizione. Ancora il buon Vittorio è 5° ad Hockenheim, in Germania, e 6° a Mosport Park, in Canada.
1978. Per il terzo anno consecutivo, il Team Surtees schiera la TS19. L’eccentrico Rupert Keegan e Vittorio Brambilla si cimentano al volante della bella monoposto inglese in occasione dei GP di Argentina, Brasile, Sud Africa, USA Ovest (Long Beach), Montecarlo, Belgio.
Frattanto, al GP di Monaco, fa il proprio debutto la nuova Surtees TS20, ancora progettata da Ken Sears. La vettura presenta un nuovo muso, più sottile, provvisto di due semiali e caratterizzato dalla presenza del radiatore olio frontale. Le trombette di aspirazione sono scoperte, le pance ricalcano da vicino quelle già sperimentate sulla TS19, benché ora ospitino, nella zona più arretrata, i radiatori acqua (sulla TS19 erano alloggiati all’interno del muso).
La stagione 1978 di Formula 1, per il Team Surtees, non decolla. La TS20 si dimostra auto scarsamente competitiva. Con questa auto, Beppe Gabbiani stecca le qualificazioni ai GP USA Est (Watkins Glen) e Canada (Montréal), “Gimax” (Carlo Franchi) manca la qualificazione al GP d’Italia a Monza, infine, René Arnoux centra un bel 9° posto in quel di Watkins Glen.
Ci pensa, però, ancora Vittorio Brambilla a regalare al team inglese un punto mondiale, il solo della annata 1978, l’ultimo per quanto riguarda l’avventura della Surtees in Formula 1. Siamo al GP d’Austria, all’Österreichring, caratterizzato da forte pioggia e da una classifica finale stilata per somma dei tempi (la gara viene interrotta al 7° giro e ripresa circa un’ora dopo): tra caos, pioggia e colpi di scena, Brambilla chiude al 6° posto dopo essere scattato al via col 21° tempo.
Dal 1970 al 1978, le Surtees conquistano un totale di 53 punti mondiali. Il 1972 si rivela la migliore stagione del team fondato dal campione di Tatsfield: 5° posto nella classifica Costruttori con 18 punti e 8° posto nel Mondiale Piloti grazie a Mike Hailwood (13 punti).
Due motociclisti per fare grande e scrivere la storia di un team di… Formula 1.
Scritto da: Paolo Pellegrini