
Quando tutte le scuderie sono chiuse nelle proprie fabbriche per ultimare i lavori in vista della stagione che verrà c’è chi si sbilancia e chi no, ma c’è anche chi esprime desideri. Qualche giorno fa, il giornalista Leo Turrini ha fatto “Quattro chiacchere” con Piero Ferrari, il secondo figlio del “Drake” Enzo Ferrari.
Durante l’intervista, Piero ha parlato delle rivoluzioni in Formula 1, di come sarà il prossimo anno e di cosa si aspetta dalla scuderia che porta il suo cognome.
Per prima cosa, parlando di rivoluzioni, Piero si è detto subito contrariato a tutte quelle che stanno avvenendo in Formula 1: “Io avrei votato contro alla svolta ibrida e all’epoca lo dissi anche a Montezemolo“.
Piero Ferrari ha poi affermato che questa sua contrarietà ai motori ibridi, che sono stati introdotti nel 2014 al posto dei precedenti V8 aspirati, sarebbe stata la stessa a prescindere dai risultati in pista.
Visto che l’intervista era in tema di rivoluzioni la domanda del giornalista Turrini è andata diritta alla ricerca di quale fosse il pensiero del dirigente Ferrari sulle nuove regole del 2017: “Le norme del 2017 non funzioneranno, perché non si è pensato al fatto che vetture più veloci in pista e in particolare in curva, renderanno meno probabili i duelli tra i piloti e ridurranno uno spettacolo che già scarseggia“.
Quelli di Piero Ferrari però sono soltanto sospetti, ma ormai si unisce a tutti coloro che avevano espresso pareri negativi su questa rivoluzione che avrebbe sì portato macchine più belle e difficili da guidare per i piloti, ma al tempo stesso avrebbe dato il colpo di grazia allo spettacolo in pista.
Una delle ultime domande ha riguardato infine gli obiettivi della Scuderia di Maranello per il 2017.
Lo scorso anno fu Sergio Marchionne a parlare affermando che la Ferrari sarebbe stata in grado di combattere per il titolo con la Mercedes, ma quest’anno il Presidente Ferrari è stato molto più prudente e ha affermato di voler solo far meglio dello scorso anno. Stesso pensiero è quello di Piero Ferrari che nel 2017 afferma di volere almeno 3 vittorie senza però porre limiti alla Provvidenza.
Questo è possibile, perché la grande rivoluzione del 2017 che abbiamo analizzato in vari articoli ci ha fatto capire come le vetture cambieranno e come hanno spiegato sia Adrian Newey (progettista RedBull) che Tim Goss (Direttore Tecnico della Mclaren) chi prenderà la strada giusta si troverà di fronte ad un enorme vantaggio, ma tutto sta proprio in quella decisione su cui dovrà ruotare lo sviluppo della vettura.
Piero Ferrari ha anche detto di essere curioso per come Liberty Media gestirà la Formula 1 e visto che la FIA ha approvato proprio in questi giorni la vendita della Formula 1 agli americani, chissà che non ci siano altre rivoluzioni all’orizzonte.