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    McLaren con livrea arancione nel 2017? Un colore già visto in F1

    Alessandro PradaBy Alessandro Prada9 Febbraio 20171 commento8 Mins Read
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    Man mano che passano i giorni si avvicinano sempre più gli appuntamenti con le presentazioni ufficiali delle nuove monoposto 2017.

    Tra tutti i team partecipanti alla prossima stagione, quello che sembra in procinto di apportare curiose novità estetiche (ma anche di nome, con l’abbandono della sigla del telaio MP4) è la McLaren. Sul sito ufficiale della scuderia di Woking, e sulle rispettive pagine Facebook e Twitter, in molti hanno notato la presenza del colore arancione, il quale potrebbe essere applicato sulle vetture destinate a Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne.

    E’ ancora troppo presto per poter immaginare un drastico cambio di livrea, e per rispondere alla nostra curiosità dovremo attendere il 24 febbraio, giorno in cui verranno tolti i veli alla nuova McLaren MCL32.

    In ogni caso, lo stesso team inglese non è nuovo all’utilizzo del colore arancio. L’effetto “orange” si è già visto più volte in passato, sia in occasione di gran premi ufficiale che di test privati. Ma il team fondato da Bruce McLaren non è l’unico ad aver scelto questa soluzione estetica nella storia della Formula 1. Ecco tutti i team che si sono presentati in pista con il colore arancio applicato sulla carrozzeria.

    McLaren

    mclaren-could-switch-to-orange-livery-in-2017
    Dopo averla citata, era impossibile non cominciare questo ricorso storico partendo proprio dalla casa inglese. In seguito al debutto avvenuto nel 1966, la McLaren optò per il colore arancio nel 1968. La scelta iniziò a portar bene alla squadra del neo-zelandese Bruce McLaren, che grazie a quell’estetica particolare (ispirata alle vettura Can-Am) iniziò ad ottenere i primi risultati di rilievo in Formula 1 (compresa la prima vittoria del team nel Gran Premio del Messico 1969 con Denny Hulme). Con l’avvento degli anni ’70, la McLaren prosegue ad adottare la livrea arancione, nonostante la scomparsa del fondatore nel 1970. Il 1971 rappresentò l’ultimo anno ufficiale in “orange” per la scuderia. I nuovi proprietari, subentrati dopo la morte di McLaren, strapparono un accordo di sponsorizzazione con la Yardey per il 1972, costringendo di fatto ad una modifica definitiva della livrea per ragioni commerciali.
    Per tornare a vedere l’arancio sulle monoposto di Woking bisognerà attendere fino al 1997. Nei test invernali pre-campionato la McLaren decise di mandare in pista le proprie vetture con una livrea completamente arancione. La lunga collaborazione con lo sponsor Marlboro trovò un punto di non ritorno al termine del campionato 1996, ultima stagione in cui le McLaren utilizzarono la consueta scocca di colore bianco e rosso.
    Nel 1997 si presenta invece una nuova opportunità commerciale, grazie ad accordo con la West. Anche se i test di quell’anno si svolsero con la livrea arancione, all’inizio della nuova stagione la McLaren scelse invece una colorazione grigia con striature nere, facendo così nascere il mito delle “Frecce d’argento”.
    L’arancio fu quindi messo da parte per altri nove anni. Nel 2006 infatti, la McLaren utilizzò di nuovo questo colore per effettuare i test invernali. La ragione di questa scelta fu probabilmente dettata dalla necessità di trovare un accordo con un altro sponsor, dato che il 2006 si disputò per la prima volta senza l’esposizione di sponsor di marchi di tabacco.
    Ad oggi, gli ultimi ad aver guidato una McLaren arancio sono stati Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya. Il 2017 sarà l’anno di un ritorno definitivo in stile orange?

    Arrows

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    Il campionato di Formula 1 1980 apre il sipario con un nuovo team partecipante: la Arrows. Anche se la gran parte di noi associa questa scuderia proprio con il colore arancione, il debutto della squadra inglese avvenne invece, curiosamente, con una livrea oro. L’avvento dell’arancio non si fece attendere molto, perché già nel 1981 (grazie allo sponsor italiano Beta), la Arrows decise di adottare questo colore, mantenendolo per altre due stagioni. Successivamente, per gran parte degli anni ’80 e ’90, il team inglese cambiò la propria estetica con l’utilizzo di altre soluzioni cromatiche.
    Le cose cominciarono a tornare più “arancioni” a partire dal 1999. In quella stagione la Arrows, quasi come se fosse un’anteprima, inizia ad abbandonare la livrea completamente nera per tornare a far pace con l’arancio. Le vetture di quell’anno scendono in pista con un vero e proprio mix di colori che “taglia” in due la vettura: nera nella parte posteriore ed arancio per quella anteriore.
    Non a caso, l’arrivo di un nuovo sponsor nel 2000 (che ironia della sorte si chiama “Orange“) impone alla Arrows l’utilizzo predominante dell’arancione, conservando solo in piccola parte il nero. Le monoposto manterranno questo disegno fino al 2002, anno in cui il team inglese andò incontro ad un fallimento finanziario.

    March

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    Altri inglesi, altro arancio. E’ il 1970 quando la March, team fondato da Max Mosley, fa il suo debutto in Formula 1. Quattro anni più tardi, nel 1974, il team trova nuovi accordi con diversi sponsor. La Beta (che successivamente sponsorizzerà la Arrows) decide di appoggiare il proprio marchio grazie anche alla presenza di un pilota italiano di belle speranze come Vittorio Brambilla. Sarà proprio lui, “The Monza’s Gorilla”, ad entrare nell’immaginario collettivo degli italiani con quella vittoria in Austria nel 1975, quando con la sua vettura arancione va a vincere in modo rocambolesco il gran premio sotto una pioggia torrenziale. Nessun altro pilota come lui ha legato così tanto la propria immagine in Formula 1 con questo colore, nemmeno il tedesco Hans-Joachim Stuck. Anche lui ebbe l’onore di correre sulla March arancione dal 1974 al 1977, percorrendo inoltre la seconda parte di carriera nella squadra britannica con una colorazione meno accesa e con un altro sponsor: Jagermeister.

    Surtees

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    Al termine della propria carriera di pilota motociclistico prima, ed automobilistico poi, il campione del mondo 1964 John Surtees (unico ad aver vinto mondiali sia nel motomondiale che in F1) decise di avviare una nuova sfida da costruttore. In occasione del campionato 1970, la sua scuderia debuttò ufficialmente in Formula 1 con il suo cognome, restandoci fino al 1978 senza risultati di rilievo.
    Vittorio Brambilla, che nel frattempo aveva lasciato la March nel 1976, scelse di approdare nel team inglese per la stagione 1977. Anche se la Surtees presentava un livrea bianca per quell’anno, lo storico sponsor di Brambilla lo accompagnò anche nel 1978, anno in cui il monzese tornò a gareggiare con il tanto amato arancione.

    Spyker

    Spyker
    Tornando a periodi più recenti, l’ultimo team ad aver corso con il colore arancio è stata la Spyker nel 2007. La squadra ereditò la Midland, quest’ultima scomparsa al termine della stagione 2006. I nuovi proprietari decisero quindi di adottare l’arancione sulla livrea delle proprie vetture, onorando in questo modo i colori tradizionali della propria nazione: i Paesi Bassi.
    Nonostante il forte impatto visivo, che rendeva molto distinguibile la Spyker dalle altre concorrenti di quell’anno, l’avventura in Formula 1 fu un autentico disastro. L’unica soddisfazione fu l’8° posto di Adrian Sutil in Giappone, che regalò l’unico punto nella breve storia di questa squadra. Oggi la Spyker “vive” in Formula 1 grazie alla Force India, che nacque proprio dalle ceneri della squadra olandese.

    EuroBrun

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    Sul finire degli anni ’80, e più precisamente nel 1988, la Formula 1 accoglie nel proprio circus la scuderia italo-svizzera EuroBrun. La breve storia di questa squadra è costellata più da fallimenti che da successi, ma i più appassionati ricorderanno la vettura completamente arancione sfoggiata nel 1989. “La” vettura, e non “le” vetture. In quell’anno infatti, per gestire una situazione economica sempre più negativa, l’EuroBrun decise di schierare una sola monoposto in pista, facendo alternare i piloti Gregor Foitek ed Oscar Lallauri. La stagione fu comunque fallimentare: entrambi i piloti non riuscirono a qualificarsi in nessuna delle gare previste in calendario, costringendo l’EuroBrun ad un’inevitabile fine al termine del 1990.

    Ensign

    E’ il 1974 quando la Ensign, fondata dall’inglese Mo Nunn (che troverà più fortuna in IndyCar con il team di Chip Ganassi negli anni ’90) presenta una delle vetture più fallimentari della sua storia. Ad un anno di distanza dal suo debutto in Formula 1, la Ensign optò per un colore arancio, molto più tendente all’oro. Ben tre piloti tentarono di qualificare o far giungere a traguardo la vettura di quell’anno, ma solo uno ci riuscì: l’australiano Vern Schuppan. Giunto 15° in Belgio, partecipò ad altri sei gran premi con il team inglese, senza più riuscire a vedere la bandiera a scacchi. Fecero comunque peggio di lui gli altri due piloti della squadra scelti per quella stagione definita “di transizione”: Rikky Von Opel e Mike Wilds.

    Team Gunston

    Per concludere questa storia dell’arancione in Formula 1, non poteva mancare uno dei piloti più difficili in assoluto da ricordare. Stiamo parlando del sudafricano Eddie Keizan, che tra il 1973 ed il 1975 partecipò a tre gran premi di Formula 1 con team privati o satellite. Nelle prime due apparizioni corse con una Tyrrell, mentre al terzo ed ultimo tentativo si presentò con il Team Gunston, potenziato con un motore Lotus. In quest’ultima gara, Keizan salì a bordo di una vettura arancione.

    2017 arancione arrows ensign eurobrun F1 march mclaren spyker
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    Alessandro Prada
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    Alessandro Prada | Appassionato da una vita di sport e di F1 in particolare. Cresciuto tra le vittorie di Schumacher e la leggenda di Senna con la Ferrari sempre nel cuore.

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