
Il campionato di Formula 1 2017 non è ancora iniziato, ma già si sa che alla conduzione di questo sport ci saranno (e ci sono) nuovi proprietari. Per la prima volta dopo quarant’anni, la poltrona del grande circus non sarà più occupata da Bernie Ecclestone, lo stesso che fino a qualche anno fa aveva dato l’impressione di non poter mai essere spodestato da nessuno. Ora che “Big Bernie” non è più nel suo regno, l’opinione pubblica è letteralmente divisa in due: da una parte ci sono i “fedelissimi”, ovvero coloro che destano preoccupazioni per la partenza di Ecclestone e che non vedono di buon occhio l’arrivo della nuova proprietà americano. Dall’altra, invece, c’è chi tira finalmente un sospiro di sollievo, vedendo finalmente concretizzarsi il desiderio di non veder più Ecclestone nella gestione della Formula 1.
In quest’ultimo caso, condiviso da molti, rientra anche il conduttore televisivo britannico Jeremy Clarkson, divenuto famoso per aver diretto le puntate inglesi del celebre programma “Top Gear”.
Naturalmente appassionato di automobilismo sportivo e di Formula 1, Clarkson (che attualmente conduce il programma “The Grand Tour”) ha manifestato tutta la sua approvazione in seguito all’addio di Ecclestone, postando un filmato sulle pagine del proprio sito internet senza andare troppo sul sottile: “Sono convito che sia una buona cosa il fatto che Ecclestone se ne sia andato -ha commentato Clarkson- E’ giunto il momento di pensare a questo sport come uno show vero e proprio, e non come uno strumento per fare soldi fatto per arricchire ancor di più uomini già ricchi di loro”.
Il conduttore televisivo inglese, che curiosamente aveva invitato Ecclestone in una puntata speciale di Top Gear nel 2011 a Montecarlo, ha invece espresso tutto il suo ottimismo nei confronti dei nuovi proprietari, esaltando le qualità degli americani nel creare spettacoli: “Chase Carey è americano -spiega Clarkson- E non c’è dubbio che gli statunitensi abbiano nel sangue un innato senso teatrale. Guardate ad esempio la NASCAR. Che piaccia o no, questo evento riesce a richiamare moltissima gente negli autodromi, facendo il tutto esaurito in impianti che possono ospitare 250.000 persone. Nessun altro sport al mondo riesce a fare questa cosa. La Formula 1 deve tornare ad essere un patrimonio per i tifosi. Il solo fatto che i fan possano accorrere in massa agli autodromi, e che allo stesso momento si riesca a far business con le sponsorizzazioni, è qualcosa di eccitante. Penso che questo sia un concetto compreso dagli americani -conclude Clarkson- quindi spero e prego che possano attuarlo di nuovo”.