
Pochi giorni fa, in casa Pirelli, si sono festeggiati i 110 anni di partecipazioni alle competizioni motoristiche e sono state molte le congratulazioni che la nota casa di pneumatici italiana ha ricevuto sia dai fan sia da figure illustri nel mondo del Motorsport.
A Torino sono state esposte tutte le gomme Pirelli che hanno fatto la storia del mondo delle corse, ma, come era prevedibile, le domande dei giornalisti e i discorsi dei vari rappresentanti della Pirelli sono andati a cadere sulle gomme che verranno utilizzate il prossimo anno in Formula 1.
La Pirelli rientrò a far parte del Circus nel 2011, soffiando il posto alla Bridgestone. Fin dal primo anno vi fu una sostanziale differenza tra le gomme portate dalla casa italiana e quelle della casa giapponese.
La Bridgestone offriva 4 tipi di pneumatico tra cui 2 slick: una mescola morbida, una mescola dura, una gomma intermedia per le condizioni di umido e una da bagnato. La gomma dura e quella morbida si differenziavano per una piccola fascia di colore verde acquamarina che era presente sul lato dello pneumatico più morbido.
La Pirelli portò in Formula 1 ben 6 tipi di mescole che si differenziavano tra loro per colore delle fasce sul lato della gomma: la Supersoft con fascia rossa, la Soft con fascia gialla, la Medium con fascia bianca, la Hard con fascia grigia divenuta poi arancione, l’Intermedia con fascia celeste poi divenuta verde e la Wet, quella da condizioni di forte pioggia, con la fascia arancione poi divenuta celeste.
Inizialmente tutti questi tipi di gomme portarono un po’ di scetticismo tra i tifosi e gli addetti ai lavori, tuttavia ad ogni Gran Premio venivano usate soltanto due mescole da asciutto, una più morbida, chiamata Option, e una più dura, chiamata Prime.
Per fare un semplice esempio:
Se in un Gran Premio venivano portate la mescola Supersoft e Soft, allora la gomma “rossa” veniva chiamata Option, mentre la gomma “gialla” veniva chiamata Prime.
Oltre alle polemiche sulla quantità di gomme proposte e il fatto che alcune mescole favorissero delle scuderie rispetto ad altre, la Pirelli ha avuto anche problemi legati al proprio prodotto. L’anno che forse tutti ricordano meglio è il 2013, quando le gomme presentarono evidenti problemi di consumo e in alcuni circuiti si mostrarono instabili, come durante il Gran Premio di Gran Bretagna, quando la gomma posteriore sinistra della Mclaren di Sergio Perez cedette nel rettilineo rischiando di colpire Fernando Alonso.
Lo scorso anno la Pirelli ha introdotto la gomma Ultrasoft con fascia viola e la possibilità di utilizzare tre mescole da asciutto durante un singolo Gran Premio, complicando un po’ l’interpretazione del regolamento e della gara.
Quest’anno, la Pirelli, in accordo con la FIA, ha deciso di portare gomme più larghe e più grandi rispetto al passato.
Le gomme anteriori sono passate da 245mm a 305mm, mentre le posteriori da 305mm a 405mm.
Queste gomme più grandi permetteranno una maggiore impronta dello pneumatico sull’asfalto e quindi una maggiore aderenza.
A questo punto però, visto che l’inizio del mondiale di Formula 1 2017 è alle porte, è giusto fare una piccola guida che permetterà ai tifosi e ai nostri lettori meno esperti di comprendere meglio il funzionamento delle varie mescole offerte dalla Pirelli.
La mescola UltraSoft (fascia viola)
È l’ultima arrivata, ma è anche la più performante, è la gomma più morbida della gamma, ha un riscaldamento rapido che porta ad un picco di prestazione, tuttavia la sua durata è molto breve e per questo viene usata soltanto in circuiti dove il degrado è molto basso, anche se la Mercedes W07 hybrid ha mostrato un ottimo adattamento a questo tipo di gomma visto che Lewis Hamilton, durante il Gran Premio di Monaco, ha usato questa mescola per molti giri che gli hanno poi consentito di vincere la gara.
La mescola SuperSoft (fascia rossa)
Questo tipo di mescola inizialmente veniva classificata come una gomma da qualifica, visto il suo importante degrado, ma con l’arrivo delle gomme UltraSoft si può quasi dire che il suo ruolo è diventato quello di semplice gomma morbida ad alto degrado. Questo tipo di pneumatico permette ottime performance nei circuiti a basso degrado, ma in quelli a medio degrado diventa una gomma adatta ai giri da qualifica e alle parti conclusive del Gran Premio.
La mescola Soft (fascia gialla)
Questa gomma è ancora sbilanciata verso velocità a discapito della durata, ma è comunque in grado di fornire un vantaggio competitivo sia all’inizio della corsa con serbatoio pieno di carburante, sia come pneumatico per ottime prestazioni a fine gara. Questa mescola ha una vita molto lunga su circuiti a basso degrado, si comporta abbastanza bene su circuiti con degrado medio, mentre su quelli in cui il consumo è massimo ha la funzione di gomma da qualifica.
La mescola Medium (fascia bianca)
Come capiamo dal nome questa è la mescola di mezzo tra dure e morbide. È il più equilibrato di tutti i pneumatici, con un compromesso ideale tra prestazioni e durata. È estremamente versatile, ma viene spesso usato nei circuiti che tendono verso alte velocità e temperature. Questa mescola ha una lunghissima durata nei circuiti con medio degrado, mentre si comporta molto bene in quelli con alto degrado, visto che viene considerata la gomma adatta per una lunga serie di giri veloci durante la gara.
La mescola Hard (fascia arancione)
È lo pneumatico più duro della gamma Pirelli, progettato per i circuiti con alto degrado, curve veloci o superfici abrasive. Possiamo definirla la classica gomma da gara che ha bisogno di qualche giro per scaldarsi consentendo poi un incremento costante della performance. Un difetto di questa gomma sono le temperature, se l’ambiente è abbastanza fresco, entra difficilmente nel range ideale per lavorare al meglio e diviene quindi molto difficile da gestire portando a un enorme calo di prestazione.
La mescola Intermedia (fascia verde)
Queste gomme sono le più versatili in situazione di pioggia, disperdendo circa 25 litri di acqua al secondo a piena velocità. Hanno un ottimo bilanciamento in quanto possono essere utilizzate sia a pista umida e sia a pista bagnata. Tuttavia, in caso di condizioni variabili diventano molto insidiose. Se la pista asciuga troppo velocemente la loro usura aumenta in modo drastico perché necessitano di basse temperature per lavorare bene e se si surriscaldano troppo vanno letteralmente in pezzi. In caso arrivi un acquazzone improvviso non riescono a drenare l’acqua nel modo giusto e quindi favoriscono il fenomeno dell’aquaplaning che è l’incubo di ogni pilota.
La mescola Wet (fascia azzurra)
Sono comunemente chiamate “gomme da bagnato”, possono disperdere fino a 65 litri di acqua al secondo a piena velocità, che li rende la soluzione più efficace per la pioggia pesante. Tuttavia è forse il prodotto più difettoso della Pirelli, visto che nello scorso Gran Premio del Brasile hanno manifestato evidenti problemi nel drenare grosse quantità di acqua e durante questo inverno sono state soggette a vari test per essere migliorate.
La Pirelli si è detta fiduciosa nei miglioramenti delle proprie gomme affermando che il prossimo anno il degrado sarà ancora minore e le gomme da bagnato, grazie ai test dei top-team, saranno in grado di drenare meglio anche durante i forti acquazzoni, anche perché tra le novità regolamentari vi è anche la partenza in caso di forte pioggia. Lo scorso anno le vetture partivano dietro la Safety Car, ma quest’anno dopo pochi giri, la vettura di sicurezza rientrerà ai box, le vetture si schiereranno sulla griglia e la gara inizierà ufficialmente. Una gomma da bagnato che non si comporta nel modo giusto potrebbe quindi essere pericolosa.
Ma se i “gommoni” non funzionano?
Niente paura, la Pirelli ha detto di avere un piano B che non sembra essere entusiasmante. Mario Isola ha affermato che nel caso in cui le gomme non mostrino i risultati attesi, vi saranno 4 mescole sostitutive con lo stesso nome ma con un maggior degrado. In sostanza se i nuovi pneumatici avranno vita troppo lunga verranno sostituiti da pneumatici delle stesse misure, ma in configurazione 2016.
Questa è una notizia con due facce, una buona e una cattiva. Quella buona è che la Pirelli si è organizzata per un possibile fallimento e quindi non si è fatta trovare impreparata, ma la Formula 1 ha bisogno di duelli in pista e delle gomme con usura elevata non aiuteranno i duelli, ma vi saranno soltanto “sorpassi ai box” oppure sorpassi in cui un pilota con gomma più performante avrà la meglio su un altro pilota che ha la gomma usurata.
Altro aspetto negativo continua ad essere il fatto di portare tre mescole per ogni Gran Premio, quando in realtà bisognerebbe tornare alle classiche due mescole per semplificare il regolamento e l’interpretazione della gara da parte dei tifosi.
Le gomme del prossimo anno sono tutte da scoprire e speriamo che rispettino le aspettative.