
Nei giorni scorsi Lewis Hamilton ha chiaramente affermato di non voler condividere i dati della telemetria con il neo compagno di squadra Valtteri Bottas. Un chiaro messaggio alla Mercedes, e soprattutto al finlandese, che non intende concedere il minimo vantaggio al suo principale avversario. Giancarlo Minardi non condivide la pretesa del pilota inglese: “Un atteggiamento che trovo assurdo poiché va contro al proprio team”.
In attesa di vedere come sarà la nuova Mercedes WO8, la cui presentazione ufficiale è prevista per domani a Silverstone, tengono banco le dichiarazioni rese nei giorni scorsi da Lewis Hamilton, sulla condivisione dei dati della telemetria.
Il tre volte campione del mondo, parlando ad un colloquio tra Mercedes e lo sponsor USB, ha detto di non gradire la condivisione dei dati della telemetria, perché ciò permette ad un pilota di spingersi ad un limite, che non è stato in grado di trovare da solo in pista. “Scendo in pista, completo i miei giri ed il mio programma di lavoro, ma il mio compagno di squadra può vedere tutto quello che faccio. Ho già chiesto in alla mia squadra di non vedere i dati del mio compagno di box, non mi sembra giusto vedere il suo lavoro così come non trovo corretto che lui veda il mio.” Questo il pensiero di Hamilton, che invece non ha nulla da obbiettare sulla lettura dei dati da parte degli ingegneri delle due monoposto.
Il clima di rivalità che ha caratterizzato il dualismo Hamilton – Rosberg, e che tanto ha infastidito la Mercedes, sembra non essere svanito con il ritiro del tedesco.
Anzi sembra che Hamilton abbia voluto giĂ mettere le cose in chiaro con Bottas e la Mercedes. Io penso prima al titolo piloti.
Anche se, subito dopo, lo stesso campione inglese ha cercato di smorzare i toni, chiarendo la portata delle sue dichiarazioni. “La penso così da sempre. E’ un’opinione in generale sullo sport. Non è affatto un attacco alla mia squadra, nessun problema anche con Valtteri”.
Ma ormai era troppo tardi. L’atteggiamento bellicoso di Hamilton, prima ancora della presentazione della Mercedes, ha suscitato non poche critiche.
Il primo a non condividere le parole del pilota inglese è Giancarlo Minardi, che dalle pagine del suo sito non usa mezzi termini, definendo “assurdo” l’atteggiamento ostico di Hamilton. “Una decisione che va contro al proprio team. Come già successo l’anno scorso, uno dei piloti più pagati in F1, denigra il lavoro e le decisioni del suo datore di lavoro che lo sta portando nell’olimpo di questo sport”.
Da ex Team Manager, Minardi ritiene che, soprattutto con il nuovo regolamento tecnico, che complicherà lo sviluppo delle monoposto, l’interesse della squadra debba necessariamente prevalere su quello del pilota. ”Per Niki Lauda e Toto Wolff l’obiettivo del titolo costruttori è prioritario. Siamo davanti ad una stagione complicata oggetto di un cambio regolamentare importante. Proprio per questo la politica del team è prioritaria sul singolo”. Quello che avveniva in Minardi, dove tutti lavoravano al fine di ottimizzare e migliorare il materiale a disposizione. L’unico obiettivo era il risultato di squadra.
Inoltre l’imprenditore faentino sostiene che gli ingegneri delle due macchine si confronteranno sui dati raccolti in pista, avvenendo così di fatto, lo scambio di informazioni che Hamilton non si augura.
Infine Minardi ritiene che l’improvviso ritiro di Nico Rosberg, abbia costretto la Mercedes a “schierarsi” dalla parte di Hamilton, affiancandogli un pilota, che lo stesso ex Team Manager in passato aveva definito ”una seconda buona guida”, con un contratto a termine di un solo anno. (con possibilità di rinnovo). In caso contrario probabilmente le cose sarebbero andate in maniera diversa, e Hamilton, il cui comportamento ha più volte indispettito il management, avrebbe avuto meno influenza all’interno del team della stella a tre punte.